Genitori Quasi Perfetti

ITALIA - 2019
2/5
Genitori Quasi Perfetti
Simona è una mamma single quarantenne legata da un amore profondo al suo bambino, Filippo. Si sente però terribilmente inadeguata al ruolo e l'organizzazione della festa per gli otto anni di lui porta a galla tutte le sue insicurezze. Combattuta tra l'assecondare i desideri del figlio e la volontà di proteggerlo dal giudizio altrui, che può essere feroce, Simona arriva al giorno della festa carica di aspettative e di ansia. Quando gli invitati, genitori e figli, affluiscono uno dopo l'altro varcando la soglia di casa, si viene a comporre, compresso in un interno, uno squarcio di varia umanità. Mentre in soggiorno i bambini giocano, gli adulti in cucina si odiano amabilmente. Fino a quando una inattesa performance di Filippo rompe gli schemi e innesca un effetto domino di azioni e reazioni che porta la festa a deragliare...
  • Durata: 85''
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO
  • Produzione: INDIANA PRODUCTION, ROSSO FILM, MAREMOSSO CON RAI CINEMA
  • Distribuzione: ADLER ENTERTAINMENT
  • Data uscita 29 Agosto 2019

TRAILER

RECENSIONE

di Giulia Lucchini

Genitori quasi perfetti è una sorta di Carnage all’italiana. Anzi, più che il grande Roman Polanski ricorda piuttosto l’ultima commedia di Rolando Ravello dal titolo La prima pietra. Lì il pretesto per avviare la storia era il contrasto tra genitori di religioni differenti, qui è lo scontro tra gli stessi, ma stavolta su questioni quotidiane. Partecipano alla festa di un bambino che compie otto anni, diverse mamme e papà interpretati da Anna Foglietta, Paolo Calabresi, Lucia Mascino, Marina Rocco, Elena Radonicich, Francesco Turbanti e Paolo Mazzarelli, e tra questi il conflitto è totale. Gli argomenti sono i più disparati e anche i più ovvi: dall’ospedalizzazione del parto all’allattamento passando per le chat scolastiche e i problemi di condominio. 


Dalla coppia eco-maniaca che pensa che il dolore vada vissuto come un regalo al mammo disoccupato fino a quelli isterici e a quelli completamente indifferenti, ce n’è di ogni specie ed ognuno è a suo modo imperfetto. Peccato che lo sia anche l’opera seconda di Laura Chiossone. La regista infatti ci dimostra come fare il genitore sia il mestiere più difficile del mondo, ma allo stesso tempo ci mostra (purtroppo) che è difficile anche fare un bel film e scrivere una bella sceneggiatura. Insomma, se i genitori non sono perfetti, tantomeno lo è questo film il cui limite risiede proprio in una scrittura fatta di dialoghi e personaggi isterici e sopra le righe. Dispiace perché l’idea alla base, questa sorta di vademecum delle varie sfumature del genitore, non era affatto male e si perde nel corso di questa tragicommedia esasperata dal forte impianto teatrale. Con nostalgia viene in mente, a proposito di teatro e di genitori, il fantastico monologo scritto da Mattia Torre (autore recentemente scomparso) e interpretato da Valerio Mastandrea intitolato I figli ti invecchiano. Ecco, lui sì che riusciva a descrivere in pochi minuti cosa significa e cosa si prova ad essere padri o madri in modo perfetto e senza il quasi. 

NOTE

- REALIZZATO IN ASSOCIAZIONE CON PROXIMA MILANO; IN COLLABORAZIONE CON DO PRODUCTION.
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