GANGSTER N° 1

GANGSTER NO. 1

GERMANIA, GRAN BRETAGNA - 2000
In un lussuoso albergo di Londra durante una cena organizzata per un incontro di boxe, Gangster, il boss indiscusso della malavita londinese, viene a sapere che sta per uscire dal carcere dopo trent'anni Freddie Mays, il suo vecchio capo che lui era riuscito a far incriminare per omicidio. Un flashback nel 1968 svelerà l'agghiacciante lotta tra capo e apprendista in cui l'ammirazione traformata in invidia porta al tradimento.
  • Durata: 105'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Produzione: PAGODA FILMS PRODUCTION, ROAD MOVIES FILMPRODUKTION, FILMBOARD BERLIN BRANDENBURG
  • Distribuzione: FANDANGO

NOTE

- I COSTUMI DI GANGSTER GIOVANE SONO STATI REALIZZATI DALLO STILISTA OSWALD BOATENG.

CRITICA

"Se il racconto è un re-telling sentito già un'infinità di volte, il film di McGuigan si distingue per la sua truculenta. Il tutto condito con sguardi di sottecchi gravidi d'odio, smorfie belluine e inquadrature storte fotografate a colori chiassosi". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 15 aprile 2001)

"Non c'è una nota nuova che giustifichi l'impianto tragico. Perchè non siamo nel puro divertissement alla 'Lock & Stock', nè Mcguigan ha lo stile di Jez Butterworth, il giovane teatrante che girò lo straordinario e sottovalutato 'Soho/Mojo'. E perfino McDowell se ne sta lì come un fiore all'occhiello, convocato per nobilitare questo film astuto, calcolato, elegante, ma anche inoffensivo e modaiolo." (Fabio Ferzetti, Il Messaggero, 3 aprile 2001).

"Dietro 'Gangster n°1' di Paul Mc Guigan s'affaccia il 'Riccardo III'. Ma anche se Paul Bettany (Gangster giovane) a tratti fa davvero paura, il suo capo David Thewlis è fuori parte, Malcolm McDowell (Gangster vecchio) si vede appena, e l'insieme, curioso, resta vacuo e modaiolo". (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 30 marzo 2001)

"Non tutto convince. Si esagera in efferatezze, si sbozza un ritratto della malavita inglese fra i Sessanta ed i Novanta che, almeno dal punto di vista esterno, come modi, come climi, non si distingue molto da quello che da anni ci descrivono i film hollywoodiani sui gangsters. Ed anche al momento di concludere, non tutte le motivazioni del protagonista si fanno evolvere con la dovuta chiarezza e secondo una vera logica". (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 31 marzo 2001)

"La variante britannica del gangster movie, rilanciata da Guy Ritchie, nell'opera prima di Paul Mc Guigan, ex fotografo ed autore di 'The Acid House', una trilogia di cortometraggi dal romanzo di Irvine Welsh, trova una violenza allucinata e una cupezza macerata in sequenze tenute lunghe per distillarne tutte le potenziali emozioni". (Enrico Magrelli, 'Film Tv' n° 15 - 2001)
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