Gambit

USA - 2012
Gambit
Stanco delle continue vessazioni, il curatore di mostre londinese Harry Deane decide di vendicarsi e convincere l'avido collezionista Lionel Shabandar, l'uomo più ricco d'Inghilterra, ad acquistare un falso dipinto di Monet. Per portare a termine con successo il raggiro, Deane si avvale dell'aiuto di PJ Puznowski, affascinante regina del rodeo texana, che farà passare il dipinto come una proprietà di famiglia...
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, POLIZIESCO
  • Specifiche tecniche: ARRI ALEXA
  • Tratto da: racconto di Sidney Carroll
  • Produzione: CRIME SCENE PICTURES, MICHAEL LOBELL PRODUCTIONS
  • Distribuzione: MEDUSA (2013)
  • Data uscita 21 Febbraio 2013

TRAILER

NOTE

- REMAKE DEL FILM "GAMBIT" (1966) DI RONALD NEAME.

CRITICA

"Libero remake di un giallo rosa del '66 di Ronald Neame, il nuovo 'Gambit' (mossa degli scacchi) mantiene i due colori base con un tono scanzonato d'epoca che inizia coi titoli e le musiche da 'Pantera rosa' di Edwards - Mancini. (...) Come tutti, avendo una sceneggiatura divertente dei Coen completa d'ironia angloamericana senza sconti. Firth è un Clouseau di bell'aspetto che si esibisce a passeggio sul cornicione, ma l'arrogante Alan Rickman, l'esperto Stanley Tucci, il falsario Courtenay sono preziosi optional di una commedia garbatamente retrò senza colpi d'ala, frizzantina". (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 21 Febbraio 2013)

"Il remake di 'Gambit' firmato alla sceneggiatura dai fratelli Coen farà storcere il naso a qualche purista snob ma in realtà è nettamente superiore rispetto all'originale del 1966 di Ronald Neame con la coppia Michael Caine-McLaine (...) Titoli di testa animati alla 'Pantera rosa', tipica passione coeniana per nomi impronunciabili (la Diaz si chiama RI Puznowski) e Firth che gira in mutande al Savoy di Londra per mezzo film senza perdere un briciolo del suo irresistibile aplomb. Sarà forse più rozzo (c'è una gag con peto ma è degna di quelle sublimi di 'Ted') del 'Gambit' di Neame e non raggiungerà le vette de 'Il pesce di nome Wanda' per quanto riguarda la guerra dei sessi Usa-Gran Bretagna, ma questo è cinema popolare autenticamente, e dannatamente, divertente". (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 21 Febbraio 2012)

"Il nostro produttore prova diverse vie e diversi sceneggiatori fino a quando incappa nei fratelli Cohen che rivoltano come un pedalino lo script e si divertono a tiranneggiarlo, trasformando l'allora truffatore (Colin Firth) in un apparente imbranato inglese, storico dell'arte al servizio di un eccentrico magnate (Alan Rickman), e la ragazza-esca (Cameron Diaz) in una cow-girl texana tanto bionda quanto, apparentemente, stupida. (...) Nonostante la firma dei Cohen, la sceneggiatura è rimasta per anni nel limbo dei progetti non finanziati (fantasticando l'arrivo di registi illustri da Altman a Payne) fino a quando il tutto viene messo nelle mani di Michael Hoffman che riesce a dare ritmo a una scrittura intelligente, tutta centrata sul carattere dei personaggi. Il film è gradevole e veloce (sic!), e il meccanismo della truffa ha più di un colpo di scena... buono per una serata di alleggerimento, casomai post-elettorale. Dopo Tornatore, dunque, un altro film-truffa. Chissà se andrà bene come quello e chissà perché le truffe oggi in Italia attirano il pubblico...". (Dario Zonta, 'L'Unità', 21 Febbraio 2012)

"Piacerà più dell'originale un giallo rosa degli anni '60 con Michael Caine. Quella era una cosa molto british, ma qui il divertimento è esaltato dalla massiccia dose di cattiveria dello scenario dei fratelli Coen. Bella reazione chimica anche nella coppia dei protagonisti. L'esuberanza irrefrenabile della Diaz è quello che ci vuole per trasformare plausibilmente il bamba Colin Firth in un quasi Arsenio Lupin." (Giorgio Carbone, 'Libero', 21 febbraio 2013)

"Pur sceneggiato dai Coen e con un cast di richiamo, il film promette molto ma non decolla mai, salvo rari sorrisi." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 21 febbraio 2013)
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