Güeros

MESSICO - 2014
Güeros
Città del Messico, 1999. Sombra e Santos vivono in uno strano limbo da quando è scoppiato lo sciopero degli studenti della UNAM (Universidad Nacional Autónoma de México). Senza sapere da che parte stare, senza corsi, senza uno scopo, i due amici inventano strani modi per ammazzare il tempo. La loro routine, però, viene interrotta dall'arrivo inaspettato di Tomás, il fratello minore di Sombra. Tomás ha portato con sé una cassetta del leggendario cantante degli anni Sessanta Epigmenio Cruz e, quando scopre che il suo eroe sta morendo in un recondito ospedale, convince Sombra e Santos a partire per andare a rendergli omaggio. Andare a trovare Epigmenio diventerà per i tre ragazzi occasione per fare un viaggio di tre giorni attraverso i confini invisibili di Città del Messico, scoprendo però che non è possibile sfuggire a se stessi o a ciò che credevano di essersi lasciati alle spalle...
  • Durata: 106'
  • Colore: B/N
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: DCP (1:1.37)
  • Produzione: CATATONIA CINE, MEXIMCINE, CONACULTA, DIFUSION CULTURAL, CUEC
  • Distribuzione: BUNKER HILL (2016)
  • Data uscita 23 Giugno 2016

TRAILER

NOTE

- PRODUTTORE ESECUTIVO: ALONSO RUIZPALACIOS; PRODUTTORE ASSOCIATO: GAEL GARCÍA BERNAL.

- PREMIO COME MIGLIOR OPERA PRIMA AL 64. FESIVAL DI BERLINO (2014, SEZIONE 'PANORAMA').

CRITICA

"Non è facile in estate, quando la programmazione cinematografica pesca tra i titoli meno appetibili dei listini, tenendo in panchina quelli più forti per l'inizio della nuova stagione, trovare film capaci di soddisfare le aspettative di chi non si accontenta facilmente. Eppure fra tante proposte trascurabili non è insolito trovare piccole perle tutte da scoprire, opere di cinematografie lontane e poco conosciute che, una volta smaltiti nel corso dell'anno tutti i pezzi da novanta, si affacciano un po' timidamente sugli schermi con storie ricche di interesse. (...) Migliore opera prima al Festival di Berlino 2014, 'Güeros' di Alonso Ruizpalacios è ambientato nel Messico del 1999, in un momento cruciale della recente storia del paese, quando gli studenti dell'Università Nazionale autonoma diedero il via a una lunga e dura protesta contro la quota d'iscrizione annuale. (...) un intenso viaggio di formazione che diventa un inno della più appassionata giovinezza. E se nella prima parte del film paesaggi minimalisti e campi lunghi rendono omaggio a 'I vitelloni' di Federico Fellini, nella seconda conversazioni e atmosfere rimandano a 'Bande à part' di Jean-Luc Godard. Ma ci sono anche Jarmush, Kaurismaki e il Kassovitz delle banlieu. Ruizpalacios reinventa la realtà con sguardo molto personale, registrando nei suoi personaggi una vitalità contagiosa, mescolata a fragilità e incertezze." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 22 giugno 2016)

"Carne al fuoco tanta in questo premiato debutto in artistico bianco e nero, giovanile storia d'amore 'sulla strada' dichiarante una folla di amori e debiti estetici, frammentario assemblaggio di istanze poetiche, sociali e di cinema verità. Senz'altro il biglietto da visita di un talento." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 23 giugno 2016)

"Girato in bianco e nero, ci riporta all'epoca della nouvelle vague alludendo sicuramente alla nuova onda del cinema messicano che tanto fa parlare di sé (gli emigrati a Hollywood Iñárritu e Guillermo Del Toro con i loro successi internazionali sono ormai un caso a parte), anche se i giovani cineasti non hanno vita facile da un punto di vista produttivo e distributivo e il regista, che insegna in una scuola di cinema si chiede cosa ne sarà dei ragazzi che escono dall'istituto ogni anno. Più che un omaggio alla nouvelle vague il film esprime un'affinità, l'appropriazione del cinema da parte della nuova generazione. Il regista trentasettenne (che ha studiato alla Royal Academy of Dramatic Art di Londra) mantiene a giusta distanza la storia (...) in un on the road cittadino da percorrere in tutte le direzioni (...). A rievocare la nouvelle vague non mancano le scritte sui muri, il girovagare, la love story che adombra il triangolo e perfino lo svelamento della troupe che sta girando il film. Si parla di solitudine, ideali, ricerca di amore, utili giri a vuoto, piccoli passi verso l'età adulta. Siamo in zona più Truffaut che Godard, più non-sense che teoria, più sentimento che polisenso. L'andamento, ironico e distaccato non solo del racconto ma anche della messa in scena, ad ogni passo inaspettato e divertente nella sua leggerezza, rendono il film assai diverso dai violentissimi ritratti della società messicana che abbiamo visto negli ultimi anni (...). La nota più drammatica di 'Güeros' sembra essere la disillusione: non il colpo di pistola o la visione inattesa dei film della nouvelle vague che aprivano come uno schiocco di dita il velo su un futuro sconosciuto, ma lo svelarsi di una realtà non così mitologica come si potrebbe immaginare. (...) la straordinaria colonna sonora evita l'amarezza." (Silvana Silvestri, 'Il Manifesto', 23 giugno 2016)
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