FUORI DI ME

TRAMA CORTA
Un avventuroso viaggio vissuto in prima persona da un regista, Gianni, e i suoi attori Paolo e Lorenzoe, che si trovano a presentare il loro film in un quartiere di Bari. Un quartiere dimenticato dove quando l'unico cinema del luogo proietta un film è un vero e proprio evento. Gli attori diventano star, arrivano i fan, i giornalisti delle riviste locali e tutto un quartiere che vede in loro un sogno. E al regista non resta che stare al gioco e approfittare della voglia di sogno della gente.

TRAMA LUNGA
Un regista, Gianni, e suoi attori, Paolo e Lorenzo, vengono invitati a presentare il loro film a Bari. Anzi un quartiere di Bari, il Cep, tra i più malfamati della città e dove, quando l'unico cinema del luogo fa una proiezione, è un vero e proprio avvenimento. Così, in una atmosfera molto strana e imprevedibile, avviene la trasformazione: gli attori diventano delle vere star, e questa si tramuta nella loro grande occasione. Fingono di essere delle celebrità e attirano fan, giornalisti locali, e tutto un quartiere che vuole vedere da vicino i protagonisti della 'macchina' cinema. Tutto sembra fantastico e piacevole, con aspiranti attori che si esibiscono, finché davanti al cineteatro un giovane non spara a due coetanei a bordo di uno scooter. La realtà riprende brutalmente il sopravvento sulla finzione. Il regista e gli attori cadono di nuovo nei dubbi relativi all'uso e all'importanza del cinema come strumento di conoscenza.
  • Durata: 80'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: PUPKIN PRODUCTION, GIANLUCA ARCOPINTO
  • Distribuzione: PABLO DISTRIBUZIONE (2000)

CRITICA

"Viene da Vignola (Modena), è laureato in filosofia, ha succhiato latte da Nanni Moretti, è al terzo lungometraggio, è stato all'ultima Mostra di Venezia (con 'A domani'): Gianni Zanasi ha realizzato il più curioso backstage di un film, anzi, dal materiale del suo primo lungometraggio 'Nella mischia', ha prelevato il protagonista e la sua vicenda personale e l'ha seguita intrecciandola a quella di un regista (lo stesso Zanasi) che deve fare il suo nuovo film, a Bari. L'accumulo degli incontri e una sorta di peripezia suburbana 'scrive' un curioso film-performance, che ha un'indiscutibile originalità nel panorama della produzione italiana. L'intera troupe viene coinvolta nelle varie esperienze, dal furto della cinepresa alle scaramucce amorose del protagonista. Zanasi insegue un cinema dell'istante sempre sul bordo di un rischio: citarsi addosso". (Silvio Danese, 'Il Giorno', 18 marzo 2000)
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