Funny People

USA - 2009
3/5
Funny People
La brillante esistenza dell'attore comico di successo George Simmons viene messa completamente a soqquadro quando gli viene diagnosticata una grave malattia del sangue che gli lascerà un solo anno di vita. A rendere migliore il tempo che gli resterà da vivere sarà l'incontro con Ira Wright, un aspirante comico che diventerà suo amico e assistente.
  • Durata: 145'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: APATOW PRODUCTIONS, COLUMBIA PICTURES, HAPPY MADISON PRODUCTIONS, UNIVERSAL PICTURES
  • Distribuzione: UNIVERSAL - DVD: UNIVERSAL HOME VIDEO (2010)
  • Data uscita 16 Ottobre 2009

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco

George Simmons (Sandler) è un idolo. Cabarettista e attore comico di enorme successo, non fa un passo senza che qualcuno lo fermi per una foto ricordo o, meglio ancora, senza che qualcuna finisca nel suo letto. Quando gli viene diagnosticata una grave malattia del sangue, però, tutto inizia a perdere di senso: come sarebbe la sua vita se non avesse perso per strada l’amore vero, se non avesse tagliato i ponti con la famiglia e, soprattutto, se avesse avuto al fianco qualche sincero, buon amico? L’occasione per rimettersi a pari, inaspettata, si presenta grazie al giovane Ira Wright (Rogen), aspirante cabarettista – buon talento in scrittura ma un pò carente sul palco… – che viene assunto da Simmons in qualità di assistente e autore: per entrambi, sarà l’incontro della vita. Terzo film da regista per Judd Apatow – dopo 40 anni vergine e Molto incinta – che per la prima volta (anche da produttore e sceneggiatore) porta sullo schermo una storia prendendo spunto da molte situazioni autobiografiche, inerenti il mondo del cabaret e le persone accanto alle quali è cresciuto: ne viene fuori un racconto sentito e irresistibile, a metà strada tra il metacinema (con le varie locandine e gli spezzoni di finti film demenziali interpretati da George Simmons, vedi MerMan, “Il sirenetto”) e il metacabaret, riflessione dolceamara su una realtà solo in apparenza greve e scanzonata, universo soprattutto negli States popolato da star affermate e pseudonerds in cerca di fama e popolarità. Funny People, per l’appunto, disadattati – chi più chi meno – ma dotati comunque di enorme talento: così come gli attori al servizio di Apatow, dal “malincomico” Sandler all’alter ego del regista Seth Rogen, da Eric Bana (tornato alla comicità delle origini, The Eric Bana Show Live) a Leslie Mann, moglie di Apatow nella vita reale. Per non parlare del solito, finto crepuscolare Jason Schwartzman e di Jonah Hill, altro enfant prodige della comicità a stelle e strisce. Curiosità: il collega di Rogen al fast food è il rapper RZA, mentre Eminem si concede una cenetta con Sandler.

NOTE

- SETH ROGEN E ADAM SANDLER FIGURANO ANCHE COME PRODUTTORI ESECUTIVI.

CRITICA

"Dopo la crescita delle regie '40 anni vergine' e 'Molto incinta', le produzioni geniali 'Superbad' e 'Non mi scaricare' e lo status hollywoodiano di King of Comedy, Judd Apatow alza il tiro con 'Funny People' cercando la commedia drammatica del suo maestro James L. Brooks ('Voglia di tenerezza', 'Qualcosa è cambiato'). Qualcosa è magico (la rivalità tra creativi, il rapporto Simmons-Wright), qualcosa no (l'autoindulgenza di Apatow di far recitare troppo moglie e figlie nella seconda parte più melensa). Complessivamente rimane un film, citando Orson Welles, dove le parti buone sono ottime. Ma non è il suo capolavoro." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 16 ottobre 2009)

"Un comico emergente modesto e un comico malato in declino, incrociano i destini in una bella storia autoreferenziale di Apatow, re della trash comedy. Sono cabarettisti pronti al successo sit com, versione large di Zelig. Peccato i suoi 146 minuti, controsenso di una commedia che quando esce dal binario della satira sulla risata per prendere scorciatoie post romantiche, diventa un altro film meno interessante, il duetto Sandler- Rogen è da antologia." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 16 ottobre 2009)

"'Funny People' arranca per troppo tempo, lì dove aveva saputo tagliare e fermarsi in passato, Judd straripa. Se lo può permettere, l'opera è valida, profonda, solida, ha momenti intensissimi e una grande colonna sonora. Il sapore agrodolce di un'occasione mancata, però, rimane. Questo ragazzaccio è troppo bravo per accontentarsi e godere. E finora, dagli inizi demenziali agli outsider alla consacrazione, lo ha sempre fatto. Il ragazzo può fare (ancora) di più." (Boris Sollazzo, 'Liberazione', 16 ottobre 2009)

"Da Jerry Lewis re della stand up comedy al Copacabana, fino a Lenny Bruce tutta la storia dell'umorismo Catskills viene riscritta in questo duetto per 'one man show'. Per soli palati fini. Non a caso le immagini sono di Janusz Kaminski, sempre alle prese con storie biforcute ('Schindlers List')." (Roberto Silvestri, 'Il Manifesto', 16 ottobre 2009)
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