Fuga dalla scuola media

Welcome to the Dollhouse

USA - 1995
Fuga dalla scuola media
Dawn Wiener, seconda figlia di una famiglia ebrea nel New Jersey, ha undici anni, è bruttina, porta occhiali spessi e veste decisamente male. Cerca di essere aperta e allegra ma non trova comprensione. A casa i genitori la mettono sempre in difficoltà, la sorellina Missy viene coccolata e preferita, mentre il fratello maggiore Mark, esperto di computer e componente di una band musicale, non le dà molta attenzione. A scuola il teppistello Brandon minaccia di stuprarla, e lei, dopo avere invano corteggiato un amico di Mark, sembra decidersi a cedere ma Brandon alla fine rinuncia. La vera ossessione di Dawn è quella di riuscire a crescere il prima possibile, e, dopo tante delusioni da adolescente, non può fare altro che chiedere al fratello maggiore com'è la vita quando si arriva alla scuola superiore.
  • Durata: 87'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: NORMALE A COLORI
  • Produzione: TODD SOLONDZ
  • Distribuzione: LUCKY RED 1996 - LUCKY RED HOME VIDEO

NOTE

- VINCITORE DEL SUNDANCE FILMFESTIVAL 1996 E DEL PREMIO DEI CINEMA D'ESSAI ALLA BERLINALE 1996.

- REVISIONE MINISTERO OTTOBRE 1996

CRITICA

"Film non di genere, assai perfido e divertente nel denunciare, come uno schizzo o fumetto dark, l'ostinazione di una teen-ager che sarebbe l'ideale protagonista di una velenosa sitcom: ripudiata o quasi dai ragazzi e dalla mamma, è la cartina di tornasole di una borghesia di provincia terrificante nello specchio deformante della satira. Alzi la mano chi non ha avuto una compagna di scuola come Dawn, che si prende un'inutile cotta per un ragazzaccio rockettaro, mescola paura e desiderio, ansia di crescere e voglia di rintanarsi. Il film è sulla caccia al diverso e cresce poco alla volta lasciando nell'inconscio un segno non superficiale. Memorabile la performance del teddy boy Brendan Sexton jr. che annuncia alla prescelta che sarà violentata alle 16 precise." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 5 Ottobre 1996)

"Atmosfere giuste, ambienti - domestici e scolastici - evocati con garbo, ritratti e ritrattini disegnati non di rado con indubbia attenzione anche se i risultati definitivi, alla lunga, senza essere proprio modesti, sono di livello medio, solo ravvivati da quell'osservazione in più momenti anche acuta di un'età, di un ambiente e, pur essendo il termine forse un po' eccessivo dato il film, di una condizione umana; quella che, a molti adulti in vena di sincerità, farà ricordare gli anni giovani come un periodo certamente poco felice; per la difficoltà, spesso sottaciuta, che hanno i bruchi di diventare farfalle. La protagonista è l'esordiente Heather Matarazzo, con impacci sinceri; il suo partner è Brendan Sexton, un simpatico bulletto." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 4 ottobre 1996)

"Ma il merito del regista Todd Solondz è quello di non tifare apertamente per lei, di non indulgere in un'eroina simpatica o leziosa: Dawn è una donnina senza qualità, sgradevole e sconfortante quando s'innamora d'un bel Jim Morrison locale o si lascia baciare da un coetaneo che minaccia di stuprarla, vulnerabile ma dolcemente caparbia nell'autostimarsi contro un mondo che la disprezza. Un mondo crudele e caricaturale, insensibile e ingrato irreale e famelico, a metà strada tra un film di John Waters e la memorabile 'Sweetie' di Jane Campion. Pur essendo un'outsider, una nerd (come dicono negli Usa) un'infelice anticonvenzionale il film ci fa dono d'un prezioso epilogo senza lacrime o riscatti, vaccinato ai buoni sentimenti, con qualche incursione nell'horror quotidiano. Straordinaria l'attrice protagonista, l'italoamericana Heather Matarazzo, implacabile prototipo di contro-lolita, di bambina anti-spot, teneramente goffa come la "bellissima" di Visconti." (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 6 Ottobre 1996)
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