FRINE CORTIGIANA D'ORIENTE

ITALIA - 1953
La bella Afra ha assistito alla rovina della sua patria Tebe, e alla morte dei suoi genitori, periti sul rogo. Fatta schiava, la fanciulla viene condotta ad Atene e venduta sul pubblico mercato. Nulla aspetta più per sé dalla vita la bella tebana, che è animata da un solo desiderio: accumulare denari per poter ricostruire le mura dell'amata Tebe. Per conseguire l'intento si farà cortigiana e il suo padrone, Lamaco, sarà il suo lenone. La sua non comune bellezza la rende ben presto famosa e i giovani ateniesi sono ansiosi di mettere i loro cuori e le loro ricchezze ai piedi di colei che ha assunto il nome polemico di Frine (rospo). Tra i suoi molti amici si distingue un giovane e valente giurista, Iperide, che s'innamora di lei al punto di chiederla in isposa; ma Frine rifiuta il matrimonio. Quando il gruzzolo è sufficiente, Frine offre all'arconte l'oro per ricostruire le mura di Tebe: l'arconte accetta il dono, ma rifiuta la condizione posta da Frine, che una lapide ricordi l'oblazione. Seguendo il perfido consiglio di Lamaco, Frine si finge ispirata da Venere per indurre il popolo a far accogliere la sua offerta. Accusata di sacrilegio, verrebbe condannata a morte, se Iperide, accorso a difenderla, non presentasse ai giudici esitanti, senza veli, la sua straordinaria bellezza. Le mura di Tebe saranno ricostruite, Iperide e Frine inizieranno insieme una nuova esistenza.

CAST

NOTE

REVISIONE MINISTERO OTTOBRE/NOVEMBRE 2000
AIUTO REGIA: SERGIO LEONE

CRITICA

"E' un film dignitoso nel quale è evidente la cura di evitare, specialmente nel dialogo, troppo stridenti anacronismi. Bella ed espressiva Elena Kleus (...) ". (A. Albertazzi, "Intermezzo" ,n. 1, del 15/1/1954).
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