FRIGIDAIRE - IL FILM

ITALIA - 1997
Nat, scrittore povero e con qualche cedimento all'alcool, ha venduto un suo racconto ambientato nel mondo del circo, "La fiaba di Frigidaire", a Lampostil, bieco produttore cinematografico che ha stravolto la storia per farne un film tutto sesso e violenza. Nat, saputa la cosa, cerca di ribellarsi ma ormai è troppo tardi perché la lavorazione del film è già iniziata. Nat allora decide di far entrare nel film Frigidaire, il giovane protagonista, col compito di salvare la purezza originaria della storia e dei personaggi. Correndo da una scena all'altra ed usando molta fantasia, il ragazzo cerca di modificare battute e scene per potere ritrovare i vecchi amici del circo e convincerli a ritornare insieme a lui nel libro di Nat. Uno a uno, Frigidaire li rintraccia tutti: la Gallina Aranciata, Rufus il pagliaccio prestigiatore, Stridel cacciatore di lune, Pallina, Tamigi il clown battutista, il Mago inchiostro, Cozza cassiere della casa degli specchi. Ma Lampostil si accorge di questa intrusione nel suo film e lancia contro il ragazzo Jack il francese detto Cianuro, perfido sicario. Mentre cerca di difendersi dalla minaccia, Frigidaire incontra Scarabocchio, bambina triste nella fiaba e splendida ragazza nel film. I due si innamorano ma, secondo copione, Scarabocchio poco dopo muore. Di fronte a questa soluzione violenta, i personaggi, addolorati, decidono di lasciare il film e tornare nel circo della fiaba per tentare con Frigidaire l'ultima magia. Con i poteri dei Mago Inchiostro, Scarabocchio si risveglia sotto la luna, torna accanto a Frigidaire e insieme vivono felici e contenti nel fantastico Circo all'orizzonte delle Belle Storie.

CAST

NOTE

REVISIONE MINISTERO GIUGNO 1997

CRITICA

"'Frigidaire' è un film sull'amicizia, l'onestà, la fedeltà, l'altruismo, l'amore la fantasia, la bellezza, siamo d'accordo, ma le buone intenzioni non bastano. Spiacenti, perché ci sarebbe piaciuto dire un gran bene di uno dei rari esempi di cinema italiano per bambini, ma Fabris sembra avere scientificamente raccolto nel suo film tutto ciò che i bambini non vorrebbero mai vedere al cinema. I ragazzi amano il ritmo, storie coinvolgenti, ma soprattutto personaggi credibili dai quali farsi guidare in un mondo di finzione. Tutto questo in 'Frigidaire' manca e i suoi protagonisti sembrano destinati ancora una volta ad essere se stessi solo fra le pagine di un libro, inevitabilmente traditi e smarriti fra i fotogrammi di un film che non riesce ad essere su misura per loro". (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 16 giugno 1998)

"Il regista Giorgio Fabris affronta con fantasia e baldanza l'esigente pubblico dei piccoli, attento a non trascurare niente: né la strizzatina d'occhio alle comiche finali, né l'omaggio a Roger Rabbit, a Biancaneve e a tutto l'immaginario delle favole, dei cartoon e del cinema con un tocco, che alle volte, vorrebbe essere felliniano. Per quanto riguarda l'aspetto visivo del suo film, Fabris non ha esitato a far ricorso agli 'incantesimi' del digitale grazie alle tecnologie dell'lnteractive Group, che ne ha curato gli effetti. Forse non avrebbe guastato alla storia cinematografica di Frigidaire una dimensione più adulta, ossia un ritmo più veloce e un tipo di racconto più smaliziato e ironico per permettere più livelli di lettura. Troppo esili i contrasti tra il Bene ed il Male tra i momenti comici e quelli avventurosi o tristi e così il film, malgrado il grande impegno e la generosità del regista, resta in una dimensione di favola un po' vecchio stile sicuramente adatta e godibile per i più piccini". (Annalisa Alphandery, 'Vivilcinema')
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