FRIDA

CANADA, USA - 2002
FRIDA
Il film narra le vicende della vita della famosa pittrice messicana Frida Kahlo con particolare riferimento alla burrascosa relazione con il marito Diego Rivera, anche lui pittore, e al circolo di amici e amanti frequentato dalla coppia tra cui figurano alcuni dei maggiori esponenti della politica e della cultura dell'epoca. Bisessuale, comunista e affetta da una grave menomazione alle gambe dovuta alla poliomelite di cui aveva sofferto da bambina e a un grave incidente. Frida muore a soli 47 anni per abuso di droga e alcool.
  • Altri titoli:
    FRIDA KAHLO
  • Durata: 118'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:1,85)
  • Tratto da: LIBRO "FRIDA: A BIOGRAPHY OF FRIDA KAHLO" DI HAYDEN HERRERA
  • Produzione: HANDPRINT ENTERTAINMENT, MIRAMAX, TRIMARK PICTURES, VENTANAROSA PRODUCTIONS, LIONS GATE FILMS INC.
  • Distribuzione: BUENA VISTA INTERNATIONAL ITALIA
  • Data uscita 17 Gennaio 2003

NOTE

- PRESENTATO IN CONCORSO ALLA 59MA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA (2002).

- GOLDEN GLOBE PER LA MIGLIORE COLONNA SONORA ORIGINALE (2002).

- 2 PREMI OSCAR 2003: MIGLIORE COLONNA SONORA E MIGLIOR MAKE-UP

CRITICA

"Vita, arte, amori e disgrazie di Frida Kahlo, ieri mito della pittura messicana, oggi icona pop, con gossip e deformazioni agiografiche al seguito. Ne fa le spese anche il marito amatissimo e donnaiolo Diego Rivera, altro grande artista di cui nel 'Frida' di Julie Taymor compare soprattutto il volto "glamour". Ed ecco i quadri, le liti, il terribile incidente che spezzò la spina dorsale della pittrice, e poi Tina Modotti, Trotzkij, Rockefeller, Picasso, Breton. Stessa formula di 'Shakespeare in Love'. Ma Frida è più divertente, azzardato e ridicolo". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 17 gennaio 2003)

"Ad onta delle ottime intenzioni della brava Salma, il risultato è un classico album di figurine d'epoca dove si trovano allineati in dose massiccia i luoghi comuni del genere artista-maledetto (...) Ma forse la cosa peggiore è che la Taymor voleva fare un altro film; così, appena può, infila qui e là una sequenza quasi sperimentale, che contrasta in maniera vistosa col tono convenzionale di tutto il resto". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 19 gennaio 2003)

"Snobbato dai critici e ignorato dalla giuria alla Mostra di Venezia, 'Frida' appartiene a quel tipo di film che anziché venir promozionati dai festival ne escono danneggiati. E' invece una pellicola di classe, firmata dall'imprevedibile Julie Taymor e interpretata da Salma Hayek, un'attrice con il fuoco dentro che d'ora in poi va tenuta d'occhio". (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 18 gennaio 2003)

"Julie Taymor, ardita regista di Broadway, sembrava adatta a sparigliare le carte, sì da non ridurre l'avventurosa vita di Frida Kahlo, artista e pasionaria, a uno sceneggiato da museo delle cere. E invece in Frida la Taymor vola piatta, lasciando al truccatore il destino di Salma Hayek, la tenace diva che a ogni costo ha voluto questo kolossal triste, né profondo né paradossale". (Claudio Carabba, 'Sette', 9 dicembre 2002)

"'Frida' è il classico 'biopic', sia pur riveduto e corretto da uno stuolo di sceneggiatori. Il meglio è nella prima parte, nella nascita dell'amore fra i due artisti, nella rivalità che diventa amicizia fra Frida (Salma Hayek) e la prima signora Rivera (Valeria Golino), nella bravura di Alfred Molina, che dona grazia ed emozione a un personaggio poco simpatico come Rivera. E negli interventi grafici di sapore surreale. La formula ricorda 'Shakespeare in Love'. Ma 'Frida' è più divertente, azzardato - e a tratti ridicolo." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 23 gennaio 2003)

"La protagonista Salma Hayek è brava e i costumi di Julie Weiss sono bellissimi; il film è per metà grottesco e per metà stereotipato." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 24 gennaio 2003)
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