FREEFALL - CADUTA LIBERA

FREEFALL

USA - 1994
Inviata dal fidanzato e direttore di una rivista di New York per cui lavora, Dex Dellum, a fotografare il raro falco "Taita" in Africa, Katy Mazur qui si innamora di Grant Orion, aitante stuntman che ama gettarsi col parapendio dall'orlo del vicino Canyon, da cui scendono cascate spettacolari. Ma mentre l'uomo sparisce dopo un focoso incontro, lei viene drogata da un misterioso albino, ospite dell'albergo, ed allo scalo di Londra, prima di rientrare negli Stati Uniti, la polizia la perquisisce e le ritira il passaporto e le foto. Dex accorre per aiutarla e le restituisce le foto. Frattanto a Kate arriva un invito di Grant a pranzo, durante il quale tentano di sparargli, e dopo una fuga rocambolesca accompagnata da uccisioni a catena, entrambi sfuggono ai killer. L'uomo le rileva di lavorare in incognito per l'Interpol, che ha cercato, usando lei, di impossessarsi della lista dei suoi killer professionali, ormai inutili dopo il nuovo assetto est-ovest dello spionaggio. Katy rivela tutto a Dex e all'addetto dell'ambasciata, ma nel campo di golf dove avviene l'incontro, spiato da Grant, ha luogo una carneficina, con la morte di Dex. Sfuggiti alla cattura, Katy e Grant si rifugiano nel nascondiglio di Orion, ricavato in un capannone abbandonato in periferia. Mentre cercano invano la lista tra le foto della donna, sopraggiunge un comando, che viene debellato, ma all'uscita i due vengono catturati da un sedicente funzionario dell'Interpol che promette protezione a Katy, che non si fida e dà, sull'aereo che li trasporta verso i Pirenei, una pistola a Orion che riesce a fuggire, una volta atterrati, in montagna. Condotta dal capo, Katy si trova davanti il redivivo Dex, il vero mandante dell'operazione di spionaggio, che l'ha usata per impossessarsi della lista, e la sottopone allo stesso trattamento dell'albino in Africa. La droga che inietta fa esporre alla donna i nomi della lista dei killer, registrata nella sua memoria. Ma Orion, sopraggiunto, lega ed imbavaglia Dex e porta via Katy ancora stordita. Dex si libera e ingaggia con Orion una furibonda lotta che termina con la sua caduta dall'alto di una roccia. La polizia francese porta in salvo Katy e Grant, che si ritroveranno, liberi e sotto falsa identità, alle Hawaii in attesa che tutti i killer vengano eliminati.
  • Durata: 99'
  • Colore: C
  • Genere: SPIONAGGIO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA
  • Produzione: DAVID ZITO, LES WELDON
  • Distribuzione: BETACOM (1994) - PANARECORD

CRITICA

"Il tutto rimane nella media della banalità del film d'azione, i personaggi sono estremamente poco interessanti, gli intrighi internazionali non ci riguardano e la storia d'amore con pericolo incluso fa parte di un vecchio refrain. Di James Bond ce ne era uno solo, e adesso è mezzo tramortito anche lui, figurarsi gli altri." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 25 giugno 1994)

"Nonostante gli effetti speciali e l'elettronica raffinata, gli stuntmen restano i personaggi più insostituibili e coloriti del cinema. E' al loro coraggio, e non a fattori meccanici, che un regista si affida quando vuol mozzare il fiato a uno spettatore. Come accade a John Irvin che per girare 'Freefall' (Caduta libera, appunto) ha fatto ricorso ai più bravi e spericolati stuntmen del cinema internazionale: in un racconto che descrive la sfida sovrumana fra alcuni cascatori che si devono lasciar andare da cime vertiginose fino a pericolosi fondovalli coperti di nebbie. Non solo scalatori, quindi, ma anche e soprattutto paracadutisti che per le difficoltà delle discese si sono muniti di accorgimenti speciali nascosti alla vista degli spettatori." (Vittorio Spiga, 'Il Resto del Carlino', 27 giugno 1994)

"La storia esagerata, alquanto ridicola, poco credibile però abbastanza dinamica d non risultare noiosa presenta due personalità singolari. Una è il protagonista Eric Roberts: già essere il fratello più bello e meno fortunato di Julia Roberts può significare avere una vita difficile di amarezze revanscismi frustrazioni in più, nonostante la sua gran bellezza o magari a causa di quella, l'attore che pure è bravo non riesce da oltre dieci anni a liberarsi di quei personaggi di malvagio nevrotico o di arrivista beffato recitati così bene in 'Star 80' di Bob Fosse (1983) o in 'Coca Cola Kid' di Dusan Makavejev (1985). L'altra personalità è John Irvin, il regista inglese cinquantaquattrenne di film d'azione ('I mastini della guerra', 'Hamburger Hill') poco interessanti ma diretti con competenza ed energia: qui, nella vertigine dei chiassosi disastri, sembra quasi travolto dai propri stessi effetti speciali." ('La Stampa', 8 luglio 1994)
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