Free Guy - Eroe per gioco

USA - 2020
2,5/5
Free Guy - Eroe per gioco
Un impiegato di banca scopre di essere un personaggio all'interno di un videogioco open world e decide di diventare l'eroe della propria storia e di riscrivere il suo personaggio. In un mondo senza limiti, il protagonista è determinato a diventare colui che salverà il suo mondo a modo proprio... prima che sia troppo tardi.
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, COMMEDIA
  • Produzione: RYAN REYNOLDS, SHAWN LEVY, SARAH SCHECHTER, GREG BERLANTI, ADAM KOLBRENNER PER 21 LAPS ENTERTAINMENT, BERLANTI PRODUCTIONS, LIT ENTERTAINMENT GROUP, MAXIMUM EFFORT
  • Distribuzione: THE WALT DISNEY COMPANY ITALIA
  • Data uscita 11 Agosto 2021

TRAILER

RECENSIONE

di Claudia Chieppa

Nel videogioco Free City, Guy (Ryan Reynolds) interpreta un PNG che lavora in banca il cui solo scopo nel gioco è quello di farsi derubare e picchiare dai personaggi giocanti (PG). La sua vita cambia quando uno di questi, la coraggiosa Molotov girl (Jodie Comer), lo porterà a uscire dai binari predefiniti scelti per lui dal programma e a cercare di salvare Free City dalla distruzione, voluta dal miliardario Antoine (Taika Waititi).

Dietro la regia di Free Guy c’è un veterano del genere della commedia come Shawn Levy (Stranger Things, La Pantera Rosa, Una notte al museo) che dà vita a un film, ambientato nel mondo dei
videogiochi, che mischia intrattenimento e azione con continue strizzate d’occhio alla cultura pop. Ryan Reynolds è perfetto nei panni del buon “camiciola Guy”, il protagonista altruista, trovatosi a vestire i panni dell’eroe per caso (o “per gioco” come vuole il titolo), inseparabile dalla sua camicia blu.

Così come Joe Keery – lo Steve Harrington di Stranger Things – è perfettamente a suo agio nei panni del nerd programmatore di videogiochi. L’esito è quello di una commedia d’azione che si  appoggia su una trama vagamente à la Truman Show, con qualche sprazzo di riflessioni filosofiche qua e là tra una scena d’azione e l’altra. Esemplificativo in questo senso è il momento in cui Guy  prende coscienza di non essere reale, con annessa chiacchierata con l’amico di una vita su cosa s’intenda per “realtà”. Insomma, Levy ha dato vita a una commedia divertente, dalla trama non banale, adatta a tutta la famiglia.

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