Fratello Sole, sorella Luna

ITALIA, GRAN BRETAGNA - 1971
Fratello Sole, sorella Luna
Francesco, figlio del ricco mercante Pietro di Bernardone e della provenzale Pica, è un giovane allegro e scanzonato che trascorre le sue giornate in compagnia degli amici. Scoppiata la guerra tra Perugia e Assisi, anche Francesco vi partecipa, quasi come a un nuovo, eccitante gioco. Ne ritorna però stremato e ferito nel corpo e nello spirito. Dopo un periodo di lunga meditazione, il giovane, commosso dai poveri e gli umili che affollano la tintoria di suo padre, rinuncia ai beni materiali, e si ritira in una chiesetta in rovina, dedicata a San Damiano, e inizia a ricostruirla con l'aiuto dei suoi primi seguaci. Ad uno ad uno, lo raggiungono i suoi vecchi amici, ai quali si aggiunge la quattordicenne Chiara. Votati a vivere d'elemosina, giudicati matti dal cittadini benestanti, Francesco e gli altri hanno contro anche i poteri costituiti, sia quello civile che il religioso. Deciso a far valere le proprie, ragioni, Francesco parte per Roma dove Papa Innocenzo III, dopo averlo ascoltato, in segno di approvazione della sua opera si prostra al suoi piedi.
  • Durata: 137'
  • Colore: C
  • Genere: RELIGIOSO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA TECHNICOLOR
  • Produzione: LUCIANO PERUGIA PER EURO INTERNATIONAL FILM (ROMA), VIC FILM (LONDRA)
  • Distribuzione: EURO INTERNATIONAL FILMS - MASTERVIDEO, LINEAFILM

NOTE

- PREMIO DAVID DI DONATELLO 1972 PER LA MIGLIOR REGIA (FRANCO ZEFFIRELLI).

CRITICA

"Piace molto che, per raggiungere questo traguardo, l'antico discepolo di Visconti abbia governato con misura la sua accesa fantasia di estetizzante. Il film naturalmente trabocca, quando occorre, di lusso scenografico (...), ma di morbida limpidezza sono tutte le scene, all'aria aperta, nei miracolosi panorami umbri e toscani, in cui il Francesco dei poveri si muove e sorride. Rifiutando i toni agiografici e predicatori (...) Zeffirelli persuade soprattutto per l'armoniosità del rapporto tra i luoghi e i personaggi, ora grevi e ferrigni ora aerei e quasi impalpabili (...). Non diciamo per questo che il film è privo di difetti: il racconto ha squilibri, freddezze, echi teatrali (...). Però è un film molto fuori dall'ordinario, e quasi sempre una gioia per gli occhi." (Giovanni Grazzini, 'Corriere della Sera', 11 marzo 1972).
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