Fratello, dove sei?

O Brother, Where Art Thou?

USA, FRANCIA, GRAN BRETAGNA - 2000
Fratello, dove sei?
Un po' farsa e un po' favola è il viaggio attraverso gli Stati Uniti di tre galeotti evasi dal carcere alla ricerca della refurtiva di un vecchio colpo.

TRAMA LUNGA
America, anni '30. Criminale di poco conto condannato tuttavia ai lavori forzati nel Mississippi, Everett Ulysses McGill riesce a fuggire dalla fila dei prigionieri intenti a spaccare pietre. Insieme a lui ci sono Delmar, timido e ingenuo, e Pete, confuso e disadattato. Ancora incatenati, i tre cominciano a fuggire senza una meta precisa. A un certo momento, McGill dice di avere un tesoro sotterrato da qualche parte, e che ci sono quattro giorni di tempo per arrivare in quel luogo prima che l'acqua del lago si alzi e ricopra tutta il territorio. Con questo miraggio, McGill convince gli altri due a seguirlo. Il viaggio si rivela disseminato di pericoli, sorprese e eventi imprevedibili. Incontrano Tommy Johnson, un musicista diretto a Jackson dove deve esibirsi alla radio, e loro stessi vengono ingaggiati come cantanti. Poi tocca a Big Dan Teague, un venditore di Bibbie con un occhio solo, che li raggira senza scrupoli. Dopo essersi liberati, e aver incontrato gruppi di persone intenti a riti purificatori nell'acqua, si trovano fianco a fianco del famoso gangster Baby Face Nelson durante una delle sue rapine. Quindi seguono il governatore Pappy O'Daniel impegnato nella campagna per la rielezione e gli forniscono l'aiuto decisivo contro gli appartenenti al Ku Klux Klan. Infine, di fronte alle domande insistenti dei due compagni di viaggio, McGill è costretto a confessare che non esiste alcun tesoro: a lui interessava ritrovare la moglie Penny, che lo aveva lasciato portandosi via le figlie piccole. La rivede, vuole riconciliarsi con lei, ma arriva la polizia e i tre sono di nuovo arrestati. Mentre sono al cappio, il fiume tracima, l'acqua allaga tutto, e i tre riemergono alla fine, pronti ad una nuova vita.
  • Durata: 106'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, MUSICALE, NOIR
  • Tratto da: a detta dei due autori il film è liberamente tratto dall'Odissea di Omero.
  • Produzione: UNIVERSAL PICTURES, TOUCHSTONE PICTURES, STUDIO CANAL
  • Distribuzione: UIP, DVD: UNIVERSAL PICTURES HOME ENTERTAINMENT (2003)

TRAILER

NOTE

- GLODEN GLOBE 2001 A GEORGE CLOONEY COME MIGLIOR ATTORE BRILLANTE.

- IN CONCORSO AL FESTIVAL DI CANNES 2000.

- CANDIDATO AGLI OSCAR 2001 PER MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE (JOEL E ETHAN COEN), MIGLIOR FOTOGRAFIA (ROGER DEAKINS).

CRITICA

"Giocando e cantando i Cohen tornano con leggerezza all'America di John Steinbeck e John Ford, una terra popolata di fanatici, razzisti e reazionari (gli incappucciati del Ku Klux Klan) e da contadini disperati, che hanno visto le loro fattorie depredate dalle banche voraci ed usuraie. In altri film i Cohen sono andati più in profondità ed hanno colpito più dolorosamente. Stavolta siamo nei dintorni del cinema da gioco e citazione, alla 'Mister Hula Hoop', ma non è detto che sia un peccato, perché l'esercizio di stile è d'alta classe, gradevole e scapigliato, mai vano o banale". ('Carnet', settembre 2000)

"Un incantevole, divertente vagabondaggio attraverso lo Stato del Mississippi nell'America della grande Depressione (ma con esatte allusioni all'America contemporanea) e attraverso i film e le canzoni che l'hanno rappresesentata. (...) La regia di Joel Coen e la sceneggiatura di Joel e di suo fratello Ethan Coen sono magnifiche. Gli autori dicono di essersi ispirati all'Odissea, ma è uno scherzo". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 10 novembre 2000)

"Gran divertimento, citazioni a fiumi, vecchie canzoni country. E tutti i cliché del cinema sulla Grande Depressione. In 'Fratello, dove sei?', i Coen partono dall'Odissea per mettere insieme un centone di luoghi comuni e insieme la loro parodia. Così Omero è un vecchio nero, Ulisse un evaso con baffetti alla Clark Gable (George Clooney), Polifemo un pizzaiolo sovrappeso (John Goodman). Non si ripete il miracolo del 'Grande Lebowski', ma la densità di gag e invenzioni, visive e sonore, è come sempre altissima". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 10 novembre 2000)

"Clooney come Clark Gable toglie il fiato, trasuda sesso e sprizza entusiasmo anche sul piano recitativo. Sempre di tono alto, (a firmarlo sono i geniali fratelli Cohen) il film non è il capolavoro perfetto che ci aspettavamo, ma si gusta". (Piera Detassis, 'Panorama', 24 agosto 2000)
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