FORTEZZA BASTIANI

ITALIA - 2002
FORTEZZA BASTIANI
E' un film corale su un gruppo di studenti universitari nella Bologna dei giorni nostri. L'appartamento in cui vivono come in un rifugio è chiamato "Fortezza Bastiani" come la fortezza del "Deserto dei Tartari" di Dino Buzzati. Nel romanzo il Capitano Drogo attende tutta la vita l'arrivo dei Tartari che giungeranno quando ormai è troppo vecchio per combattere. Gli abitanti della casa, giunti quasi al termine dei loro studi, vivono lo stesso sentimento nei confronti dell'università e della città. Il malessere e il disagio di una generazione che ha perso ogni fiducia nelle istituzioni emergono dal confronto con un loro ex amico, ormai molto diverso da loro. La loro armonia sarà messa in discussione e ognuno dovrà scegliere se per trovare il suo posto nel mondo dovrà rimanere ancorato ai suoi principi o iniziare a farsi coinvolgere dal mondo reale.
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: ALLEGORICO
  • Produzione: TOMMASO DAZZI PER NAUTA FILM
  • Distribuzione: LANTIA
  • Data uscita 25 Ottobre 2002

NOTE

- LA SCENEGGIATURA HA VINTO NEL 1999 IL PREMIO SOLINAS E HA OTTENUTO NEL 2000 IL FINANZIAMENTO DELL'ART.8 COME OPERA PRIMA D'INTERESSE CULTURALE NAZIONALE.

- IL FILM E' GIRATO NEL CENTRO STORICO DI BOLOGNA, A VIA ZAMBONI, VIA IRNERIO E VIA DEL PRATELLO CON LE SUE CELEBRI OSTERIE. GLI AMBIENTI DELLA FORTEZZA SONO STATI RICREATI NEI LOCALI DELL'EX MATERNITA' DI VIA D'AZEGLIO.

- GLI INTERPRETI SONO TUTTI GIOVANI DI PROVENIENZA TEATRALE CON POCA O NESSUNA ESPERIENZA CINEMATOGRAFICA.

CRITICA

"E' un film corale in cui conta più l'affiatamento del gruppo di attori della originalità dello script, datato, o forse giustamente post-datato; ci si chiede se siamo piombati improvvisamente nel riflusso dei primi anni '80. Protagonista anche Bologna 'un'ovatta che vi addormenta'. Come un film d'esordio si segnala per l'immagine, macchiata di colori e attenta a pedinare e cogliere il talento degli attori nei primi piani". (Silvio Danese, 'La Nazione', 25 ottobre 2002)

"Dopo l'ottimo 'Santa Maradona' di Marco Ponti, ecco allora un altro ritratto generazionale: 'Fortezza Bastiani', opera prima vincitrice del Premio Solinas, di Michele Mellara e Alessandro Rossi. (...) Nel film c'è molta verità (l'ignobile università italiana, luoghi e facce di Bologna, la droga leggera vissuta come pacato, antitrasgressivo, rimedio all'orrore che ci circonda) ma poco cinema (la regia e la fotografia sono amatoriali). Infine, in 'Santa Maradona' c'era reazione. Qui solo rassegnazione. Pessimismo o vittimismo? Ottimo il cast (Giuseppe Gandini e Francesca Magrefi su tutti).". (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 25 ottobre 2002)
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