Forse Dio è malato

ITALIA - 2007
Forse Dio è malato
Documentario girato in Kenia, Guinea, Angola, Uganda, Mozambico e Sud Africa per raccontare attraverso la narrazione di cantanti e cantastorie la situazione drammatica in cui versa la maggior parte dei paesi africani.
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: DOCUMENTARIO
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Tratto da: liberamente ispirato al saggio omonimo di Walter Veltroni (ed. RCS Libri/BUR, 2000)
  • Produzione: GRAZIA VOLPI PER AGER 3
  • Distribuzione: ISTITUTO LUCE (2008)
  • Data uscita 29 Febbraio 2008

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
"In Africa l'obiettivo non è essere felici, ma sopravvivere. Ma è una guerra. E l'Africa può perderla, per sempre". Così scriveva Walter Veltroni nel suo diario di viaggio (ed. BUR - Biblioteca Universal Rizzoli) che ora dà il titolo al nuovo docu-film di Franco Brogi Taviani, deciso ad intraprendere lo stesso cammino fatto dall'autore del libro, contrappuntando nel percorso le musiche (curate da Giuliano Taviani e Carmelo Travia) e le canzoni scritte appositamente per Siya Makuzeni, giovane cantante sudafricana. È questo, come dice il regista, il "contrappeso creativo e fantastico" di un realismo tragico e senza speranza: Mozambico, Angola, Uganda, Senegal, Camerun e Sud Africa si offrono allo sguardo comunque mai pietistico del documentarista, testimone di un dolore che non può, non deve essere ignorato. Quasi 26 milioni le persone malate di Aids, 15 milioni i bambini per questo rimasti orfani, senza contare quelli "accusati di stregoneria" o che - costretti dall'indigenza -"lavorano" immergendosi nelle montagne di rifiuti in discariche a cielo aperto per recuperare e rivendere residui di ferro: è negli occhi di uno di loro, trampoliere per gioco su due barattoli di lamiera, che Franco Brogi Taviani vorrebbe ci specchiassimo, ricordandoci una volta di più che, proprio come disse un prete di fronte a tanta miseria, tanto orrore, forse in Africa Dio è davvero malato.

NOTE

- FILM REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI-DG, DELLA COOPERAZIONE ITALIANA ALLO SVILUPPO DEL MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI, DI MOVIMONDO E DOKITA.

CRITICA

Note di regia: Al di là del personale umano arricchimento di questa eccezionale esperienza, un film sull'Africa di oggi è stata per me, autore e regista, un'occasione unica, irripetibile: ho potuto utilizzare il mezzo d'espressione che è passione e mestiere di una vita, per schierarmi, in tutta umiltà e coscienza della relatività del contributo, con chi lavora perché il mondo prenda coscienza che la tragedia dell'Africa può trasformarsi in un disastro planetario. D'altra parte, almeno moralmente, il disastro, viste le responsabilità dell'occidente, ci ha già travolto. (...) Quando Grazia Volpi, che ha sempre fortemente voluto questo film, mi propose di scriverne la sceneggiatura e realizzarlo, stavo per rifiutare. Ero impaurito e non mi sentivo all'altezza della situazione. Ma fortemente coinvolto dalla passione, mai indulgente, che traversa tutto il libro di Veltroni, ho cominciato a documentarmi e sono partito per i sopralluoghi. L'Africa mi ha preso e macinato. E cominciando a vedere e a vivere i luoghi e le situazioni, ho cominciato anche a pensare che il compito del film non fosse quello di dare giudizi, ma solo di stare tra la gente e raccontare, dare voce alle loro storie. Tante storie, di miseria e di amore, di sofferenza e di rabbia, storie di vita contestualizzate al loro ambiente. Niente pietismo, niente sensazionalismo. E dare voce solo a loro, ai protagonisti veri, ai nati lì. Un taglio da cinema-verità e al tempo stesso da cinema di 'poesia' (e non nel senso certo del sentimentalismo).

"Film molto bello, né documentario né fiction, ma un mix o un poema per immagini per conoscere l'Africa di oggi. (...) Il film parlato in inglese, francese, portoghese, comunica soprattutto con la forza toccante delle immagini."(Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 29 febbraio 2008)
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