FOOD OF LOVE - IL VOLTAPAGINE

FOOD OF LOVE

GERMANIA, SPAGNA - 2002
San Francisco. Paul, giovane e bravo studente di pianoforte di 19 anni, viene chiamato a fare da volta pagina ad un concerto del famoso pianista Richard Kennington, il suo idolo. Paul è un ragazzo attraente e il fatto non sfugge a Richard e al suo agente, Mansourian. Il giovane ed il pianista hanno occasione di incontrarsi nuovamente alcuni mesi dopo a Barcellona, dove Paul è in vacanza con sua madre Pamela, reduce dalla separazione dal marito. Paul e Richard hanno una breve, ma intensa storia, poi Kennington torna frettolosamente negli Stati Uniti, per evitare troppi coinvolgimenti sentimentali. Nel frattempo Pamela ha preso coscienza del fallimento del suo matrimonio e cerca di superarlo. Al ritorno a casa, Paul realizza che la sua carriera musicale non sarà come se la immaginava: non ha abbastanza talento per diventare un concertista. Le esperienze dolorose di madre e figlio aiuteranno i due a costruire un rapporto più profondo.
  • Altri titoli:
    FRUCHTE DER LIEBE - FOOD OF LOVE
  • Durata: 110'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM.
  • Tratto da: RACCONTO DI DAVID LEAVITT "IL VOLTAPAGINE"
  • Produzione: ELS FILMS DE LA RAMBLA, 42ND STREET PRODUCTIONS, FPP MEDIA ENTERTAINMENT, TVC, TVE, VIA DIGITAL
  • Distribuzione: EMIK (2003)
  • Vietato 14
  • Data uscita 27 Giugno 2003

NOTE

- REVISIONE MINISTERO MAGGIO/GIUGNO 2003
GIRATO IN LINGUA INGLESE

CRITICA

"Bravo a giocare sulla contraddizione e a erodere i pregiudizi, il regista non rinuncia a manifestare ai personaggi le proprie simpatie umane: soprattutto verso le debolezze della coppia costituita da madre e figlio, ognuno dei quali deve rinunciare alle sicurezze acquisite e riprogettare il seguito della propria vita. Si tratta, insomma, di un piccolo romanzo di formazione trans-generazionale, pensato per un pubblico liberal e piuttosto acculturato, ma raccontato in modo piano e semplice, più vicino allo stile minimalista di Leavitt che a quello, usualmente fiammeggiante, del regista catalano". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 28 giugno 2003)

"Tradizionale e ancien régime, coi nudi di schiena, pruderie e parole acconce, 'Food for love', titolo di un sonetto scespiriano, è un buon racconto di formazione che rispetta e rispecchia le tappe dell'orgoglio nascosto omosessuale borghese. Dirige il catalano Ventura Pons, soffre per noi il promettente Kevin Bishop, mentre la mamma lontana dal Paradiso è la brava Juliet Stevenson, che traduce con cinismo, dolore e ironia un inedito ménage a tre." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 12 luglio 2003)

"Dal romanzo 'Il voltapagine' di David Leavitt (che prova a fare Henry James e gli va male), l'esordio americano di un regista catalano che non resiste alla tentazione di mostrare una Barcellona da cartolina. E di ridurre il 'coming out' a un: 'Come lo dico a mia madre?'": (Paola Piacenza, 'Io Donna', 28 giugno 2003)




FOOD OF LOVE - IL VOLTAPAGINE
"Tradizionale e ancien régime, coi nudi di schiena, pruderie e parole acconce, 'Food for love', titolo di un sonetto scespiriano, è un buon racconto di formazione che rispetta e rispecchia le tappe dell'orgoglio nascosto omosessuale borghese. Dirige il catalano Ventura Pons, soffre per noi il promettente Kevin Bishop, mentre la mamma lontana dal Paradiso è la brava Juliet Stevenson, che traduce con cinismo, dolore e ironia un inedito ménage a tre". (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 12 luglio 2003)

"Il giovane Paul è il voltapagine di Richard, pianista di fama mondiale. Durante un viaggio a Barcellona con la madre Pamela, in crisi profonda con il marito, Paul incontra ancora il musicista e ha con lui una caliente relazione. Breve, perché Richard non vuole legarsi. Fosse finito qui, il film del catalano Ventura Pons avrebbe meritato un giudizio positivo. Perché l'idea di raccontare una storia d'amore dove a dimostrarsi maturo è un amante non ancora maggiorenne, aveva un certo fascino. Invece la seconda parte subisce i contraccolpi di una messa in scena ingessata che non permette agli elementi melodrammatici di esplodere come dovrebbero. Inoltre la presenza di Pamela si fa ingombrante, e il tema del film si sposta sulla ricerca di un outing del figlio, con tanto di imbarazzante riunione di madri di ragazzi gay. Il finale conciliatorio tra Paul e mammà lascia poi l'amaro in bocca, per quanto suona fasullo e buonista". (Mauro Gervasini, 'Film Tv', 1 luglio 2003)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy