Follie per l'opera

ITALIA - 1947
I bombardamenti tedeschi hanno distrutto a Londra la chiesa cattolica di un quartiere abitato da italiani. Il parroco invoca l'aiuto dei connazionali. Un giovane giornalista, dalla fervida fantasia, concepisce un piano: organizzare un grande concerto al Covent Garden, con il concorso dei più celebri cantanti italiani. Per assicurarsene la collaborazione è necessaria una data somma: il giornalista si rivolge ad uno strozzino, il quale pone una condizione. Darà il danaro, se Carlo, il proprietario del ristorante italiano, del quale il giornalista corteggia la nipote, s'impegna a restituire la somma o a cedergli il ristorante, entro un dato tempo. Con la complicità della fidanzata, il giornalista fa firmare a Carlo un foglio in bianco, sul quale stende poi la dichiarazione richiesta. I cantanti italiani, impegnati mediante regolare contratto in carta intestata al Covent Garden, giungono a Londra; ma poiché il direttore è assente, la segretaria si rifiuta di concedere il teatro. Il giornalista non si perde d'animo: con la patriottica collaborazione di alcuni operai italiani, trasforma una palestra in teatro. Il concerto ottiene un successo straordinario. Malgrado tutto, la somma prestata viene restituita tempestivamente. Il ristorante è salvo, la ricostruzione della chiesa assicurata: il giornalista sposerà la sua fidanzata.

CAST

NOTE

- TRA GLI INTERPRETI: NIVES POLI E IL CORPO DI BALLO DELLA SCALA.

CRITICA

"La vicenda, che ripete motivi largamente sfruttati, è svolta e recitata mediocremente. L'interesse del lavoro è limitato alla parte musicale, alla quale hanno dato la loro collaborazione illustri artisti del teatro lirico." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 24, 1948)

"Mario Costa ha trovato il giusto punto di fusione tra la commedia brillante e il film che basa buona parte delle sue attrattive sulle voci di celebri artisti lirici. Ne è risultato uno spettacolo piacevole e divertente nel suo genere, realizzato con buon gusto e decoro". (Alberto Albertazzi, 'Intermezzo', n. 20-21, 15 novembre 1948).
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