Flightplan - Mistero in volo

Flightplan

USA - 2005
Flightplan - Mistero in volo
Kyle Pratt, sta volando da Berlino a New York in compagnia di sua figlia Julia. Improvvisamente la bimba scompare e Kyle, già provata dalla recente morte del marito, inizia una ricerca disperata all'interno dell'aeroplano. In suo aiuto accorrono il capitano Rich e il poliziotto di bordo Gene Carson ma le indagini e le testimonianze raccolte tra i passeggeri e i membri dell'equipaggio sembrano portare alla luce il fatto che la figlia di Kyle non sia mai salita a bordo...
  • Durata: 98'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, THRILLER
  • Produzione: TOUCHSTONE PICTURES, IMAGINE ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: BUENA VISTA INTERNATIONAL ITALIA
  • Data uscita 4 Novembre 2005

TRAILER

RECENSIONE

di Massimo Monteleone

Buon giallo-thriller claustrofobico, quasi tutto ambientato su un aereo. Una tesa regia di suspense, un intrigo che funziona (a parte qualche tassello), non solo d’azione ma con implicazioni psicologiche (la perdita delle certezze) nonché d’attualità (la diffidenza e la paura del terrorismo in volo del dopo-11 settembre). E una bravissima Jodie Foster, con figlia da salvare, in situazioni analoghe a quelle di Panic room. Qui, durante un volo Berlino-New York, sparisce la figlioletta di una vedova. E nessuno sembra averla vista…Il regista tedesco Robert Schwentke – autore del cruento Tattoo – in Flightplan – Mistero in volo dimostra di saper inchiodare gli spettatori sulle poltrone in sala almeno quanto i passeggeri del film con le cinture allacciate. Costruisce il film forse più “teoricamente” hitchcockiano degli ultimi anni. Le coordinate del maestro ci sono tutte: paura, identità, vertigine, complotto, ambiente con via d’uscita da cercare, paternità/maternità, trauma, innocente non creduto, sospetto, agente ambiguo, salvezza a costo di rimpadronirsi della realtà e della verità. Hollywood e gli aerei: dai drammi catastrofici (la serie Airport), alle citazioni demenziali (L’aereo più pazzo del mondo, etc.) fino agli action politici col presidente USA (Air Force One). Flightplan è invece un’angosciante riflessione sulla linea che separa la lucidità dall’immaginazione, la forza della ragione e della speranza dal buco nero della psicosi e della follia.

NOTE

- IL RUOLO INTERPRETATO DA JODIE FOSTER ERA STATO ORIGINARIAMENTE SCRITTO PER SEAN PENN.

CRITICA

"'Flightplan' è un eccitante mistery, ricco di autentica suspense e privo di colpi bassi. (...) Jodie Fosster tiene in pugno la vicenda con una recitazione altamente emotiva ma non viscerale. Una prova da mattatrice, che la impone ancora una volta come la più brava interprete della sua generazione. Mentre Sean Bean ha finalmente un ruolo, quello del comandante, diverso dalle solite canaglie. Il tedesco Robert Schwentke, al suo esordio hollywoodiano dopo l'interessante thriller 'Tattoo', utilizza con misura il famigerato 'McGuffin', una definizione di Hitchcock per indicare episodi marginali capaci di depistare i sospetti del pubblico". (Adriano De Carlo, 'Il Giornale', 4 novembre 2005)

"Malgrado tutto, lo spettatore sa già che Jodie Foster (già madre-coraggio sola contro tutti in 'Panic Room') non è tipo da allucinazioni e si schiera al suo fianco, ansioso di vedere come andrà a finire. Anche se poi la credibilità dell'attrice, con la quale è facile entrare in empatia nella prima mezz'ora, finisce dilapidata in un film che decolla bene, subisce turbolenze durante la mezz'ora centrale poi, con l'ultimo terzo, atterra nella banalità del prodotto hollywoodiano di serie trasformando la fragile signora in Wonder Woman. Catarsi taroccata, indegna dell'immagine 'impegnata' che ci eravamo fatti di Jodie." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 4 novembre 2005)

"Scritto da Peter A. Bowling con Billy Ray e diretto da Robert Schwentke, un emergente tedesco che sta sfondando a Hollywood, per almeno un'ora il nuovo film di Jodie Foster ti incatena alla poltrona. Pur concepito come una fotocopia di 'Panic Room' (2002), dove la diva doveva difendere se stessa e la figlia rinchiuse senza possibilità di scampo in un edificio invaso da tre rapinatori, 'Flightplan' perfeziona il gioco claustrofobico trasferendo l'azione su un jumbo jet in volo verso New York a undicimila metri di quota. (...) Il regista Schwentke tiene in pugno la situazione, l'aereo ricostruito in studio dallo scenografo Alexander Hammond è una meraviglia, la fotografia di Florian Ballhaus (figlio del grande Michael) risulta impeccabile, ma il meccanismo si è inceppato e non c'è trovata che valga a rimetterlo in funzione. Resta la presenza vulnerata, tesa e grintosa di Jodie Foster, l'interprete perfetta per questo genere di personaggio combattente. Di fronte a una tale determinazione, non c'è mistero che tenga." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 5 novembre 2005)
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