Fino all'Ultimo Indizio

The Little Things

USA - 2021
3/5
Fino all'Ultimo Indizio
Il Vice Sceriffo della Kern County, Joe "Deke" Deacon viene mandato a Los Angeles per quello che doveva essere un veloce incarico di raccolta di prove. Al contrario, si trova coinvolto nella caccia al killer che sta terrorizzando la città. A guidare l'indagine, il Sergente Jim Baxter che, colpito dall'istinto di Deke, richiede il suo aiuto non ufficiale. Ma mentre danno la caccia al killer, Baxter ignora che l'indagine sta riportando a galla alcune situazioni vissute in passato da Deke, svelando segreti scomodi che potrebbero mettere a repentaglio molto più che il suo caso.
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Produzione: MARK JOHNSON, JOHN LEE HANCOCK PER GRAN VIA
  • Distribuzione: WARNER BROS. PICTURES ITALIA
  • Data uscita 5 Marzo 2021

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia

Qual è il discrimine tra indagine e ossessione? Quale tra verità e occultamento? E tra legge e giustizia? Interrogativi più o meno in filigrana nel thriller psicologico Fino all’ultimo indizio (The Little Things in originale), scritto e diretto da John Lee Hancock (The Blind Side, Saving Mr. Banks, The Founder), interpretato dai premi Oscar Denzel Washington, Rami Malek e Jared Leto.

Washington interpreta il vice sceriffo della contea di Kern Joe “Deke” Deacon, che nell’ottobre del 1990 viene inviato a Los Angeles per un rapido incarico di raccolta di prove, ma non sarà così: coinvolto ufficiosamente dal sergente Jim Baxter (Malek) della Squadra Omicidi della contea di Los Angeles, si mette anch’egli sulle tracce del serial killer che sta terrorizzando la metropoli. Le indagini si concentreranno presto sul misterioso, se non inquietante, addetto alle consegne di elettrodomestici Albert Sparma (Leto), con un sinistro effetto collaterale: far affiorare il passato di Deke, in cui si celano segreti pericolosi.

Ve lo diciamo subito, The Little Things (dal 5 marzo in esclusiva digitale) assomiglia non poco, in chiave decisamente minore, a Se7en di David Fincher, ma la primogenitura dell’uovo e della gallina è della partita: Se7en per la regia di David Fincher uscì nel 1995, Hancock ha scritto questa sceneggiatura due anni prima, nel 1992. Mettiamola così, l’effetto vintage, o per i detrattori Xerox, è assicurato, a partire dal radicamento in una L.A. ‘90s in cui i serial killer andavano per la maggiore: più che detection si va per la perduta gente e per la tangente, inanellando paranoia, sospetto, delirio e mistificazione.

Washington nella sua ordinarietà, Malek troppo piccolo, di fisico, età e peso, il migliore dei tre è Leto, che balordeggia con bravura, un po’ weirdo e un po’ Malaussène.

L’inquietudine si vede, ma non si sente: è il limite precipuo del film, che non va mai oltre la filologia, la cura, la buona fattura. Non poco, ma non abbastanza per infettare la visione di cattivi pensieri. Del resto, succede ai capolavori.

NOTE

- PRODUTTORI ESECUTIVI: MIKE DRAKE, KEVIN MCCORMICK.

- CANDIDATO AI GOLDEN GLOBE 2021 PER: MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA (JARED LETO).
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy