FINE DI UNA STORIA

THE END OF THE AFFAIR

USA, GRAN BRETAGNA - 1999
FINE DI UNA STORIA
Londra, 1939. Henry Miles, di professione funzionario pubblico, uomo grigio e monotono, trascina stancamente il matrimonio con Sarah. In occasione di una festa organizzata da Henry, la donna conosce Maurice Bendrix, scrittore di successo e di grande fascino. Lo sguardo melanconico di Maurice e quello curioso di Sarah si incontrano e non riescono a lasciarsi. Nasce tra i due una prepotente passione che trova sfogo in incontri clandestini sempre più frequenti. I due sono insieme anche nel giorno in cui, a guerra cominciata, Londra viene bombardata e una bomba cade vicino a loro. Maurice sembra morto e Sarah fa voto di vederlo vivo in cambio della promessa di non frequentarlo più. Maurice era solo privo di sensi, Sarah lo vede e gli dice che non possono più incontrarsi. Alcuni anni dopo, Maurice incontra Henry il quale gli confida di temere che la moglie lo stia tradendo. Maurice allora si trova catapultato nel proprio passato, fa pedinare la donna da un detective, fa in modo di incontrarla di nuovo. In chiesa Sarah prega di poter essere sciolta dal voto, va di nuovo con Maurice che le chiede di sposarlo. Ma Sarah ha solo sei mesi di vita. Muore e Maurice allora grida la propria rabbia contro tutti. Alla macchina da scrivere, chiede a Dio di essere lasciato solo.
  • Durata: 105'
  • Colore: C
  • Genere: ROMANTICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Tratto da: ROMANZO "LA FINE DELL'AVVENTURA" DI GRAHAM GREENE
  • Produzione: STEPHEN WOOLLEY E NEIL JORDAN PER COLUMBIA PICTURES CORPORATION
  • Distribuzione: COLUMBIA TRISTAR FILMS ITALIA (2000)

NOTE

- REMAKE DEL FILM "LA FINE DELL'AVVENTURA" (1955) DI EDWARD ZMYTRYK.

- 2 NOMINATIONS ALL'OSCAR 2000: PER L' ATTRICE PROTAGONISTA (JULIANNE MOORE) E PER LA FOTOGRAFIA.

- REVISIONE MINISTERO OTTOBRE/NOVEMBRE 2000

CRITICA

"Finché la regìa di Jordan punta alle vibrazioni sottili, all'erotismo dai toni sfumati, alle minuziose ricostruzioni d'ambiente, il melò regge a meraviglia. Poi anche la fisicità della Moore, giustamente nominata all'Oscar insieme al direttore della fotografia, si affievolisce accanto a quella del più cerebrale Fiennes. Ma alcune sequenze, come quella di Sarah in preghiera, valgono da sole il prezzo del biglietto". (Alfredo Boccioletti, Il Resto del Carlino, 22 febbraio 2000)

"In questo film pienamente riuscito del regista de 'La moglie del soldato' e di 'Intervista col vampiro', nulla è accademico, tutto è perfetto: l'intensità dei sentimenti, la densità delle immagini, l'eloquenza anche dei piccoli gesti o dei personaggi minori, i lampi d'ironia, la cognizione del dolore esistenziale".
(Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 18 febbraio 2000)

"Tratto da un romanzo autobiografico di Graham Greene la fine di una storia è girato con solenne eleganza da Neil Jordan. Ma sono solo svolazzi e calligrafia. Anzi, la classe del regista fa arrabbiare di più. Il film, volgarmente criticando, è una terribile polpetta. Accanto al pessimo Ralph Fiennes, Julianne Moore geme e sospira. La danno favorita all'oscar: spero proprio che perda". (Claudio Carabba, 'Sette', 24 febbraio 2000)
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