Finalmente la felicità

ITALIA - 2011
2/5
Finalmente la felicità
Un professore di musica di Lucca viene contattato dalla trasmissione di Maria De Filippi "C'è posta per te" e lì scopre che sua mamma, scomparsa da poco, aveva adottato a distanza una bambina brasiliana, che adesso è diventata una bellissima modella. I due danno così vita a un incontro imprevisto che sarà pieno di colpi di scena e di situazioni esilaranti. Quello della brasiliana e del professore di musica sono due mondi a confronto, due modi di vedere la vita, con un unico obiettivo: capire perché il destino ha voluto che si incontrassero...
  • Durata: 93'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: LEVANTE S.R.L. IN COLLABORAZIONE CON MEDUSA FILM, SKY CINEMA E MEDIASET PREMIUM
  • Distribuzione: MEDUSA
  • Data uscita 16 Dicembre 2011

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Professore di musica a Lucca, Benedetto (Pieraccioni) viene chiamato alla trasmissione di Maria De Filippi “C'è posta per te” e scopre che la mamma scomparsa da poco gli ha lasciato in eredità una bellissima brasiliana adottata a distanza, Luna (Ariadna Romero). E' il coup de théatre della nuova commedia diretta e interpretata da Leonardo Pieraccioni, prodotta da Levante e Medusa e sotto l'albero con la controllata Mediaset: Finalmente la felicità.
Soggetto scritto con l'amico Domenico Costanzo e Giovanni Veronesi, che co-firma anche la sceneggiatura, può contare anche su Rocco Papaleo, il fraterno amico di Benedetto Sandrino; Thyago Alves, che nei panni di Jesus contenderà a Benedetto la stupenda Luna; l'ex di Benedetto Michela Andreozzi, Massimo Ceccherini in cammeo psichiatrico e il compositore Andrea Buscemi, mentre le vere musiche del film sono composte da Gianluca Sibaldi, che omaggia Ennio Morricone.
Fin qui cast, crew e sinossi, ma è davvero felicità? Insomma, Pieraccioni, alla decima prova sul grande schermo, non sconfessa il buonismo di fondo e, rispetto a Io & Marilyn, non è più depresso: né lui né – crediamo – l'abituale co-sceneggiatore Veronesi. Eppure, quel che non cambia è il divario netto, addirittura fragoroso tra il Pieraccioni oratore (leggi conferenza stampa) e il Pieraccioni regista e attore: il primo è sinceramente comico, finanche spassoso, viceversa, la sua copia su schermo è poco conforme, poco ilare e persino permeabile alla noia.
Qualcosa non va, e il peccato è anche di auto-percezione: Pieraccioni parla di film comico, e ci crede, ma la realtà è un'altra, e si vede  a occhio nudo. Il genere, almeno, il registro ridanciano viene per terzo, dietro il romantico e il brillante – accezioni eterodosse, beninteso – perché tempo, ritmi e snodi sono indifferenti se non contrari al comico, salvo qualche gag d'antan e qualche battuta a buon segno. Non solo, il personaggio di Rocco Papaleo, sulle cui spalle intenzionalmente si dovrebbe reggere la vis comica, è il meno riuscito del film e della recente filmografia dell'attore lucano: semplicemente, non va, e nemmeno fa tenerezza.
E' la spia più scoperta dell'involuzione comica di Pieraccioni, che non si limita a “debilitare” Leo, bensì contagia chi gli sta intorno: Papaleo, ma anche la Andreozzi e Maurizio Battista. Viceversa, la Romero fa la sua parte: non è solo il “love interest” di Benedetto, avvenente, esotico e “della porta accanto” secondo tradizione, ma una bella scoperta.
Comunque, non tutto il male vien per nuocere, nemmeno per il Leonardo nazionale: il dialogo surreale e malinconico tra il suo Benedetto e il ladro acrobata è la meglio cosa del film. Ovvero, quella che ci restituisce il Pieraccioni hic et nunc: non più il comico buonista e ridanciano degli albori, non più il frainteso comico buonista e ridanciano di supposti epigoni comici quali Finalmente la felicità, ma un “comico - non comico” lieve, nonsense e un filo dolente. A quando un intero film a tema?

NOTE

- REALIZZATO IN ASSOCIAZIONE CON LA BANCA POPOLARE DI VICENZA.

CRITICA

"Complice la posta della De Filippi, Benedetto scopre la sua sorella brasiliana adottata a distanza, ma dobbiamo subire 93 minuti di tira e molla in alone romantico prima che i due stabilizzino l'eros. Leonardo continua a scritturare il Pieraccioni svagato, mettendogli a fianco Papaleo che deve dire quindici volte 'puttana' e Ariadna Romero, bella ma diversamente brava. La storiellina fa acqua da ogni parte, non ha piglio narrativo, come una serie di sketch in cui si raccattano battutine e tanta retorica." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 16 dicembre 2011)

"Pieraccioni e l'amore. Ci crede molto, ad ogni suo film (e questo è il decimo) gli intreccia ghirlande affettuosissime, sia che lo faccia soffrire, sia che lo rallegri, sia che, come agli inizi della sua carriera ('I laureati'), si riduca a sogni puramente velleitari. E così oggi, arrivato alla sua 'opera dieci' sempre negli stessi climi, ovviamente variandoli per fare un po' nuovo. (...) Pur seguendo da vicino la sua nuova storia d'amore, Pieraccioni vi ha aggiunto vari personaggi e numerosi episodi indirizzati spesso verso un certo tipo di brio, perché il pubblico, oltre a rallegrarsi per il lieto fine, abbia modo di concedersi qualche risata: prossime alla farsa quando le provoca un intervento narrativamente molto colorato che fa capo alla presenza spesso sopra le righe di Rocco Papaleo, nei limiti contenuti e intenzionalmente misurati della commedia quando li gestisce, con la sua solita recitazione quieta, lo stesso Pieraccioni, in quella cifra cui ha saputo anche indirizzare il suo testo e la sua regia. La quasi sorella al suo fianco è un'autentica modella brasiliana, Ariadna Romero, che vanamente gli contende un altro brasiliano anche lui modello, Thyago Alves, in arrivo, qui da noi, dall''Isola dei famosi'. Chi ama una musica diversa da quella che Pieraccioni insegna ai suoi allievi, potrà rifarsi incontrando, in una parte di fianco, Shel Shapiro, il celebre cantante dei Rokes anni Sessanta, che ha mandato in delirio più di una generazione." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo Roma', 16 dicembre 2011)

"'Finalmente la felicità' è stantio: il 46enne Leonardo è simpatico e istrionico, ma dopo 10 film lo schermo non se ne accorge più. Qui pesca Maria De Filippi e 'C'é posta per te', le adozioni a distanza e la bella di turno (Ariadna Romero), ma la sua comicità è ormai morosa." (Federico Pontiggia, Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 16 dicembre 2011)

"A partire dall'inatteso successo di 'I laureati', Pieraccioni è entrato nelle grazie del pubblico per l'accattivante aria di bravo ragazzo, pronto a qualche piccola follia d'amore, ma senza mai venir meno a un genuino attaccamento ai valori di appartenenza. Bisogna insomma riconoscere al cineasta toscano di aver optato da subito per una comicità garbata e non volgare. Detto questo, sarebbe stato opportuno che i suoi film nel tempo si fossero rafforzati di scrittura e di stile invece di restare esangui canovacci: 'Finalmente la felicità' sarà pure simpatico, ma a lungo andare la simpatia non basta." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 16 dicembre 2011)

"Bentornato Pieraccioni. Autore e protagonista di una commediola esile, ma garbata e spiritosa. Non è poco in tempi di sguaiati idioti. A Lucca il musicista incompreso Benedetto (lui, ovviamente) si trova di fronte a 'C'è posta per te' la bellissima brasiliana Luna (Ariadna Romero), adottata a distanza da sua madre diversi anni prima. Di qui parte un viaggio bizzarro e spassoso fino in Sardegna sul bus turistico del vociante Rocco Papaleo. Si ride spesso e volentieri in una buffa atmosfera surreale. Cosa chiedere di più?" (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 16 dicembre 2011)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy