Finale a Sorpresa - Official Competition

Competencia oficial

SPAGNA - 2021
3/5
Finale a Sorpresa - Official Competition
Lola Cuevas è un'eccentrica e affermata regista a cui è stata commissionata la regia di un film da un imprenditore miliardario megalomane deciso a lasciare il segno nella storia. L'ambiziosa impresa richiede i più grandi talenti, così Lola scrittura due stelle della recitazione: il divo sciupafemmine di Hollywood, Félix Rivero e il capofila del cinema e del teatro impegnato, Iván Torres. Due attori agli antipodi ma entrambi leggende, con un carisma e un ego ineguagliabili, sono costretti da Lola ad affrontare delle prove esilaranti e originali che li metteranno a dura prova. Riusciranno a superare la loro rivalità per dare vita a un capolavoro?
  • Altri titoli:
    Official Competition
  • Durata: 114'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: JAUME ROURES PER THE MEDIAPRO STUDIO, IN COLLABORAZIONE CON RADIO TELEVISIÓN ESPAÑOLA - RTVE, TELEVISIÓ DE CATALUNYA - CCMA, ORANGE TV
  • Distribuzione: LUCKY RED (2022)
  • Data uscita 21 Aprile 2022

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco

Cinque anni dopo aver sorpreso con Il cittadino illustre, Gastón Duprat e Mariano Cohn tornano in gara a Venezia con Competencia Oficial (Competizione ufficiale, per l’appunto).

E, ancora una volta, considerando anche il più recente Il mio capolavoro (nel 2018 sempre al Lido, ma Fuori Concorso, diretto in quel caso solamente da Duprat), declinano in commedia arguta la riflessione sull’essenza dell’arte, sull’atto creativo che trova nella profondità e nella vacuità della recitazione il culmine di un discorso che ormai identifica in maniera riconoscibile la cifra stilistica dei due sceneggiatori e registi argentini.

Che ritrovano l’allora cittadino illustre Oscar Martinez (premiato con la Coppa Volpi nel 2016) e gli affiancano due star internazionali come Antonio Banderas e Penélope Cruz. Quest’ultima è Lola Cuaves, affermata regista, assoldata da un anziano magnate deciso a lasciare un segno tangibile della sua esistenza producendo un film tratto da un romanzo di un premio Nobel, Rivalidad, storia incentrata sul conflitto tra due fratelli, Pedro e Manuel.

Competencia Oficial @samantha lopez

Per interpretarli vengono ingaggiati Iván Torres e Félix Rivero, due attori agli antipodi, grande maestro dell’arte recitativa il primo, uomo incapace di scendere a qualsiasi compromesso e con una concezione dispregiativa del pubblico inteso come massa, divo internazionale l’altro, idolo delle folle e naturalmente ammantato di una superficialità nei confronti dell’esistenza da brividi.

Ed è proprio su questa profonda dicotomia “reale” che la regista vuole costruire il rapporto di “finzione” tra i due protagonisti. Ospitati nel gigantesco dedalo degli uffici della Fondazione Suarez, i tre artisti si incontreranno più volte per le letture della sceneggiatura e le prove antecedenti le riprese. Un gioco al massacro che avrà risvolti non solo sulla realizzazione finale dell’opera.

Film di scrittura sopraffina (di mezzo c’è anche il solito Andrés Duprat) e imperniato su tre prove attoriali maiuscole, Competencia Oficial è legato a doppia mandata con Il cittadino illustre, in primo luogo per le affinità sin troppo evidenti tra il personaggio dell’attore impegnato e dello scrittore che rifiutava il Premio Nobel (con Martinez che stavolta, davanti lo specchio, si offre in un monologo in cui immagina di rifiutare l’Oscar davanti alla platea dell’Academy), in secondo luogo per il rimando al romanzo di partenza (anche lì, guarda caso, si parlava di gemelli, uno con la barba, l’altro no…), ma soprattutto per il reiterato gioco del ribaltamento costante tra realtà e finzione che segnerà in modo irrimediabile questa competizione ufficiale tra i due interpreti maschili.

Competencia Oficial @manolo pavon

Portati all’estremo dalle prove a volte folli che Lola pretende compiano, entrambi facce antagoniste di una stessa medaglia che – a conti fatti – possono tranquillamente sovrapporsi scambievolmente senza modificare l’ordine degli eventi.

Abbastanza denotativo nel suo sviluppo finale e per certi versi debitore di uno sguardo compiaciuto nella costruzione di ambientazioni geometricamente asettiche à la The Square di Ruben Östlund, il film regala indubbio divertimento ma non la stessa, indelebile sensazione di compiutezza che Il cittadino illustre riuscì a restituire.

NOTE

- IN CONCORSO ALLA 78. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2021).

- TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI FIGURANO ANCHE ANTONIO BANDERAS, PENÉLOPE CRUZ, OSCAR MARTÍNEZ.

CRITICA

"Antonio Banderas e Oscar Martinez, il bello aitante energico sbruffone per il mainstream e il saggio intellettuale interessato all'arte, nei ruoli di due mattatori si fronteggiano alle prove a tavolino e poi di scena per un film diretto da Penelope Cruz, a cui viene bene fare la celebrità mondiale della regia, qualche caricatura da perdonare. Tralasciando lo stratagemma poco verosimile del magnate che ha le sue ragioni per investire in un film tratto da un romanzo intitolato proprio 'Rivalidad', la sfida diventa esplicita, tra prove di tecnica, insulti e colpi bassi di simulazione (ma quello finale non è troppo?): è questa la via a stazioni progressive scelta da una sceneggiatura gagliarda, approfondita, anche troppo studiata, per portarci in una delle possibili performance dell'attore come atleta e agonista. I piani vorrebbero confondersi, Banderas e Martinez combattono veramente? Speleologi della recitazione, i due scandagliano ogni arma e discettano di menzogna per la verità, pronti a tutto per il Concorso Ufficiale del titolo. Un divertente e manipolatorio paradosso dell'attore, dove forse si sta con Penelope. (...)." (Silvio Danese, 'Il Giorno', 21 aprile 2022)

"(...) il doppio argentino Cohn-Duprat fa sfoggia(no) della loro sulfurea intelligenza, del loro dominio dei dettagli descrittivi e della loro pessimistica ma, ahinoi, realistica visione dell'umanità: forse il nuovo film non ha la stessa carica dirompente del capolavoro 'Il cittadino illustre', ma onora allo stesso modo (...) la scelta di una satira che prende di petto qualsiasi opinione consolidata senza peraltro rinunciare al divertimento. Ovviamente non è secondario il fatto che per la loro scorribanda sulla scia di tanti cult-movie sul cinema-nel-cinema (...) abbiano messo insieme tre assi a tutto campo come Penélope Cruz, Antonio Banderas e Oscar Martinez (...): i tre big vi eseguono per di più una serie di caricature di sé stessi senza preservare dal lancio di strali avvelenati alcun ruolo del mondo di finzione (in tutti i sensi) di cui fanno parte. (...) Nella prima parte si ride di più e più facilmente (meglio ancora se la copia è in versione originale con i sottotitoli), ma quando la commedia si dirama in una serie di tragicomici smarrimenti collettivi e individuali ci si può concentrare con diletto (ovviamente maggiore nel caso che i riti e i miti del set risultino familiari) nella miriade di sottolineature maliziose, quiproquo demenziali e trovate paradossali. Alla riuscita dell'insieme fatte salve alcune cadute del ritmo e l'inutile moltiplicazione dei finali - collaborano le riprese quasi tutte ambientate nelle stilizzate scenografie dell'edificio ultramoderno che ospita la Fondazione del magnate: quanto più i personaggi dilatano il proprio ego a dismisura, tanto più gli immensi saloni, uffici, terrazzi e anfiteatri esibiscono la loro effettiva piccolezza artistica ed umana." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 22 aprile 2022)

"(...) dark comedy ad alto tasso di ironia, ferocia e comicità, che mette in scena ciò che normalmente è secretato, ovvero quanto accade fra un cineasta e i suoi protagonisti nella preparazione di un film, la cosiddetta pre-produzione dedicata al "lavoro con gli attori", per dirla in gergo. Certo, siamo nel campo del "meta-cinema" ma in quella fase primigenia in cui il set è ancora una chimera, e a vibrare sono sole le idee, i confronti e le espressioni del Sé. Un Sé tradotto in Ego abnorme quando trattasi di due attori "primedonne" che più diversi non potrebbero: a riunirli è la ferrea volontà di una geniale quanto eccentrica regista cult, incaricata da un imprenditore a realizzargli il di lui biopic. Questa, in sostanza, è lo scheletro di trama di 'Finale a sorpresa', sceneggiato, diretto e interpretato così magistralmente che si vorrebbe non finisse mai. Dando i corpi ai personaggi, Penélope Cruz esplode di bravura interpretando Lola Cuevas, autrice radicale e pluripremiata con una filmografia per cinéphiles, Antonio Banderas è Felix Rivero, attore sex symbol, divo strapop anche a Hollywood, Oscar Mar tìnez è Ivàn Torres, docente e interprete teatrale intellettuale, nichilista e integralista. Tre giganti di egocentrismo e individualismo costretti in un progetto che da "competizione ufficiale" artistica può scadere nella guerra all' ultimo compromesso, giacché l'orgoglio è duro a morire, e a rivelarsi sono solo le goffe, umanissime fragilità. Mistero buffo, tragicommedia degli eccessi, pièce nero-grottesca sulla recitazione: comunque lo si definisca, 'Finale a sorpresa' è un ottimo esemplare della miglior commedia contemporanea, di cui si conferma grande interprete lo sguardo spagnolo e argentino (...)." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 23 aprile 2022)
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