FIGLI DI UN DIO MINORE

CHILDREN OF A LESSER GOD

USA - 1986
FIGLI DI UN DIO MINORE
In un Istituto per audiolesi arriva un nuovo insegnante. E' James Leeds, un giovane i cui metodi non piacciono molto sulle prime al direttore. Ma Leeds ha una facile presa sugli assistiti e i primi risultati riabilitativi si vedono presto. Nell'istituto c'è anche Sarah Norman, sordomuta praticamente dalla nascita che, accolta durante l'infanzia, è poi rimasta e si occupa delle pulizie. E' una donna intelligente e bella e Leeds se ne innamora. La madre di lei vive lontana e non ama molto la figlia, poiché la sfortuna di quest'ultima ha determinato, quando era bambina, l'abbandono del marito. Il rapporto tra Sarah e James si fa intenso e lei va a vivere nella casa di lui; ma Sarah ha un carattere non facile ed una personalità eccezionale: essa non cerca la pietà, vuole essere capita per quello che può valere, mentre teme sempre, nell'intimo, di non farcela in nulla. Ad un certo momento essa fugge presso la madre che l'accoglie e conforta, ma il richiamo di Leeds che ha bisogno di lei è troppo forte. E Leeds stesso capirà che, anche con l'amore più grande, gli occorrono umiltà e pazienza e che dovrà rispettare quella persona straordinaria, alla quale in fondo basta il silenzio per amare e per proteggere una fierezza innata.
  • Durata: 114'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: NORMALE A COLORI
  • Tratto da: LAVORO TEATRALE DI MARK MEDOFF
  • Produzione: BURT SUGARMAN PRODUCTION
  • Distribuzione: UIP (1987) - CIC VIDEO

NOTE

PREMIO OSCAR 1986 COME MIGLIORE ATTRICE A MARLEE MATLIN.

CRITICA

"William Hurt è straordinario. La sua prova è maiuscola. La fotografia, il montaggio e la colonna sonora arricchiscono il ilm di pregi tecnici e formali." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 102, 1987)

"La Haines viene dalla televisione, e si avverte. Ciò, nonostante, il film è molto sensibile e intenso, anche se si allinea con la tradizione hollywoodiana che esige l'anormalità presentata nel mondo più normale possibile (vedi anche "Rain man"). In sostanza, un film che strizza l'occhio al pubblico, ma l'interpretazione è da Oscar (e lei sordomuta autentica, l'ha vinto)." (Francesco Mininni, Magazine italiano tv)

"Tratto da un lavoro teatrale di successo è il film d'esordio della quarantenne Haines. Parla al cuore in molti modi: per l'abile confezione, per l'efficacia di alcune scene per la sottigliezza di altre, per la sua furbizia." (Laura e Morando Morandini, Telesette)

"Meritato Oscar alla Matlin, portatrice vera di questo handicap, per la migliore interpretazione." (Teletutto)
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