Figli - Hijos

Hijos

ITALIA - 2001
Figli - Hijos
TRAMA BREVE
In un piccolo paese dell'Argentina una donna sta partorendo mentre fuori la porta, due uomini aspettano per prendere il bimbo. Nascono però due gemelli, un maschio ed una femmina. Mentre i due uomini prendono il bambino, l'ostetrica riesce a nascondere la piccola (Rosa) in una borsa. Venti anni dopo, a Buenos Aires, Rosa riesce finalmente a ritrovare il fratello. Lo contatta per posta elettronica a Milano e decide di partire per incontrarlo. In Italia, intanto, Javier, ha ricevuto le e-mail di Rosa piene di racconti sul loro passato e sulla loro storia. Javier non vuol credere a nulla di tutto ciò, ma il dubbio comincia pian piano a farsi strada. Così, dopo aver incontrato Rosa, decide di seguirla a Barcellona, dove c'è un centro di analisi del DNA, per capire il perché di questa strana storia.

TRAMA LUNGA
Argentina, dicembre 1977. Durante la dittatura militare due gemelli, maschio e femmina, vengono separati alla nascita. Milano, gennaio 2001. Javier Ramos, un giovane benestante, riceve la visita di Rosa, una ragazza argentina che gli ha spedito numerose e-mail e che sostiene di essere sua sorella gemella. Javier non le crede ma, attanagliato dal dubbio, la segue a Barcellona. Qui i due incontrano l'ostetrica che riferisce su come si sono svolti i fatti. Al momento della loro nascita, lei era riuscita a mettere in salvo la bambina, mentre i coniugi Ramos, fingendo una gravidanza della moglie, aveva portato via il maschio. Javier convince Rosa a fare l'esame del DNA. Mentre anche i coniugi Ramos arrivano a Barcellona e hanno una violenta discussione con Rosa, il test del DNA dice che tra Rosa e Javier non ci sono legami parentali. Loro non sono fratelli, ma lui è comunque figlio di desaparecidos: Ramos infatti a quei tempi era pilota militare sugli aerei che gettavano nel vuoto i dissidenti. Javier torna in Italia dai genitori. Poi, come fa per passione e sport, sale sull'aereo e si getta col paracadute e sembra che stavolta precipiti nel vuoto. Buenos Aires, marzo 2001. Javier e Rosa marciano per le strade della città. Fanno parte di un gruppo di giovani, figli dei desaparecidos, che protestano contro il fatto che un generale della dittatura sia in libertà.
  • Altri titoli:
    Sons
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:1,85) DOLBY SR
  • Produzione: VITTORIO CECCHI GORI E AMEDEO PAGANI PER CECCHI GORI GROUP TIGER CINEMATOGRAFICA
  • Distribuzione: CECCHI GORI DISTRIBUZIONE, DVD CECCHI GORI HOME VIDEO (2002)
  • Data uscita 1 Febbraio 2002

NOTE

- PRODUTTORE ESECUTIVO: GIANLUCA ARCOPINTO.

- PRESENTATO IN CONCORSO ALLA 58^ MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA (2001) NELLA SEZIONE "CINEMA DEL PRESENTE". VINCITORE DEL PREMIO AIACE 2001.

- DAVID DI DONATELLO 2002 A STEFANIA SANDRELLI COME MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA.

- CANDIDATO AI NASTRI D'ARGENTO 2002 PER IL MIGLIOR SOGGETTO.

CRITICA

"Interessante sul piano tematico, indubbiamente coraggioso, 'Figli - Hijos' soffre di carenze sul piano della struttura narrativa e l'espediente avventuroso immaginato da Bechis (Rosa e Javier non sono fratelli, lui è sì figlio di un 'desaparecido', c'è stato uno scambio di bambini in ospedale) non la migliora di sicuro". (Francesco Bolzoni, 'Avvenire', 2 settembre 2001)

"Il dramma dietro 'Figli' di Marco Bechis è talmente immenso da scoraggiare la critica. Eppure stavolta il regista dell'ammirevole 'Garage Olimpo' non convince (...) Per non scottarsi Bechis raffredda vicenda e personaggi fino a farne gli elementi di un teorema gelido e astratto. Chi era quel ragazzo cresciuto lontano dalla sua terra, come ha vissuto quegli anni, in che tipo di famiglia? Non basta dargli una passione simbolica e moltiplicare silenzi e tempi morti durante la sua fuga con la presunta sorella per portarci dentro a un'interiorità che il film, semplicemente, non costruisce. Così, ferma restando la sacrosanta denuncia, la Storia di un paese non diventa storia vissuta di individui e 'Figli' resta in una sorta di limbo: elegante ma, paradossalmente, esangue". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 2 settembre 2001)

"La storia è raccontata con sensibile profondità, valutando anche i sentimenti dei falsi genitori, una donna instabile e un criminale, che hanno commesso un'infamia però amano il falso figlio; e valutando il sentimento complesso dei ragazzi tra il dovere di ricordare e di conoscersi, il rifiuto della memoria, l'accettazione o la ripulsa della realtà". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 1 febbraio 2002)

"Volendo escludere la psicologia, il film è gelido e potente, ma la prima parte degli incontri tra i due ragazzi manca di coerente reattività. Con i genitori adottivi, si sente il bisogno di un confronto più profondo ed emotivo. Resta invece uno sviluppo centrato che vale il biglietto". (Silvio Danese, 'Il Giorno', 1 febbraio 2002)

"A parte una leggera perplessità sulla scelta della trasferta barcellonese, 'Figli' è un film quasi perfetto: misurato e intenso a un tempo, capace di produrre emozione senza estorcerla, realistico ma ricco di risonanze simboliche. Una questione di stile. Pur raccontando la forte vicenda con partecipazione, Bechis sceglie contemporaneamente il ruolo di un osservatore esterno. (...) Accurata anche la colonna sonora, che alterna lunghe pause di silenzio con un crescendo di percussioni culminanti nella (e motivate dalla) sequenza finale. Stefania Sandrelli è convincente nella parte di una madre italiana in ambasce. Molto bravi i giovani protagonisti: Carlos Echevarria, già visto come un aguzzino in 'Garage Olimpo', e Julia Serano". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 2 febbraio 2002)
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