Femmine contro Maschi

ITALIA - 2011
2/5
Femmine contro Maschi
L'androloga Anna e il benzinaio Piero sono sposati da vent'anni. Lei è colta e affettuosa, lui ignorante e traditore. Poi, un provvidenziale incidente fa perdere a Piero la memoria e Anna decide di riformattarlo e trasformarlo nell'uomo perfetto. Piero diventerà così il marito che lei aveva sempre sognato, ma non sempre la perfezione è la giusta soluzione in amore...
Il bidello Rocco e l'impiegato Michele suonano in una cover band dei Beatles e sono in procinto di partecipare a un'importante gara musicale, ma le rispettive compagne nono vedono di buon'occhio la loro passione, tanto che Michele tiene la moglie all'oscuro del suo impegno con il gruppo. Tuttavia, quando Rocco viene buttato fuori casa dopo l'ennesimo litigio in famiglia e trova riparo presso l'amico, i due dovranno evitare in tutti i modi che Michele venga scoperto, anche perché sua moglie è in attesa di un bambino...
Marcello, chirurgo plastico, e Paola, impiegata, sono divorziati da anni ma quando vanno a trovare la mamma di lui, ottantenne e malata di cuore, fingono di essere una famiglia felice. Quando quest'ultima riceve la drammatica notizia di avere pochi giorni di vita, chiede loro di poter passare il poco tempo che le rimane in famiglia costringendo Marcello e Paola a recitare la parte dei coniugi felici 24 ore su 24. Mentre la presenza della nonna si fa sempre più invadente, Lorenzo, il figlio più piccolo della coppia, si innamora di una sua compagna e come ispirato consigliere sceglierà il bidello Rocco...
  • Durata: 96'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: FULVIO E FEDERICA LUCISANO PER ITALIAN INTERNATIONAL FILM IN COLLABORAZIONE CON MEDUSA FILM
  • Distribuzione: MEDUSA
  • Data uscita 4 Febbraio 2011

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
Luciana Littizzetto è un'androloga che tenta di "riformattare" il marito (Solfrizzi), ignorante e calcio-dipendente, dopo un "provvidenziale" incidente in cui perde la memoria; Wilma De Angelis, per la prima volta sul grande schermo, è una mamma anziana che "sfrutta" i suoi malanni di salute per provare a far ricongiungere il figlio (Bisio) con la ex moglie (Brilli); Francesca Inaudi è la compagna di un eterno Peter Pan (Ficarra) di cui non sopporta più le passioni e Serena Autieri la moglie in carriera di un altro bambinone (Picone), amico del primo, che invece è convinta lui sia effettivamente cresciuto.
Dopo aver messo alla berlina i difetti degli uomini in Maschi contro femmine Fausto Brizzi prende di mira le debolezze del gentil sesso e in quello che lo stesso regista definisce uno "spin-off" del precedente (pur realizzato contemporaneamente, con "pezzi" di cast spostati alla bisogna da protagonisti a comprimari, e viceversa), si concentra sull'atavico desiderio femminile di provare a cambiare in tutti i modi gli uomini della loro vita. L'operazione, forse meglio riuscita della volta scorsa per quello che riguarda organicità del racconto e verve degli interpreti (Ficarra e Picone, in questo senso, offrono come al solito ottime garanzie), non si svincola però dai soliti luoghi comuni che, ormai è quasi una prassi, affliggono i film di Brizzi.
Uno su tutti, il più eclatante e il più difficile da giustificare, è dato dalla rappresentazione stessa delle due sfere messe a (doppio) confronto: gli uomini fedifraghi, immaturi, incapaci di guardare più in là di qualche ora, le donne quadrate, determinate, capaci di portare avanti famiglia e lavoro ma prive di qualsiasi fantasia o passatempo, che non sia quello di vessare i propri compagni. Non a caso, ripensando al precedente episodio, le uniche ad avere delle passioni erano una lesbica, una bisex e una zitella fanatica ecologista. Categorie, che come tutte le altre, si perdono nella superficialità e nel mischione di una coralità mai abbandonata: al quinto film, con il sesto -Sex 3D - già in cantiere, Brizzi non si è ancora misurato con storie che non prevedano il "gruppo". Forse è ora di tentare.

NOTE

- REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DELLA FILM COMMISSION TORINO PIEMONTE.

- CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2011 PER: NASTRO SPECIALE-COMMEDIA E MIGLIOR CANZONE ORIGINALE ("VUOTO A PERDERE").

CRITICA

"Se 'Maschi contro femmine' mostrava come uomini e donne siano destinati a eterna incomprensione, 'Femmine contro maschi' è imprevedibilmente il capitolo della tregua: assodato che sotto le spoglie del partner rospo non si nasconde un principe, alla fin fine un rospo può anche andar bene. E' questa la morale della favola: si adegua a tale filosofia persino una Luciana Littizzetto di insolita vena romantica, quindi figuriamoci!" (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 4 febbraio 2011)

"E' tornato Brizzi, il re del blockbuster corale agrodolce. Girare due film in un colpo è una genialata e dopo 'Maschi contro femmine' arriva il gemello: un semplice viceversa. Ancora coppie litigarelle, battibecchi, guerra dei sessi dove i buoni sono maschietti infantili (ma va?) ed egoisti. Le femmine? Petulanti, rompiscatole o addirittura spregevoli (Littizzetto in versione Dr. Frankenstein 'riformatta' il marito bestia rendendolo suo schiavo). Gli scrittori misogini sopra la media Brizzi, Martani (...) e Bruno si scatenano nel citazionismo (...) e non esagerano nell'amato nudismo (...). Più simpatico dei 'Manuali', meno finto di 'Immaturi'. Ma già visto. Evviva fare soldi ma se il ricco trio firmasse ogni tanto qualcosa di più rischioso? Il talento c'è tutto. O sarebbe una scelta troppo femminile?" (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 4 febbraio 2011)

"Piacerà a chi ha mostrato, ben accogliendo la moda dei film a sketches di apprezzare la formula a episodi (ovvero la brevità va a braccetto col divertimento)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 4 febbraio 2011)

"Se è vero, come sosteneva Charles Darwin, che «Il maschio scelto dalla femmina non è colui che le sembra più attraente, ma colui che la disgusta di meno», in questa pellicola se ne accorgono in pochi. Un peccato, perché Fausto Brizzi ha dimostrato, sia sceneggiando l'ottimo 'Oggi Sposi', sia, soprattutto, dirigendo in maniera impeccabile 'Ex' e 'Maschi contro femmine', di essere bravissimo interprete della commedia corale all'italiana. Si fatica, quindi, ad immaginare la presenza della stessa mano dietro questo deludente, banale e scontato 'Femmine contro Maschi'. Troppo evidente la disparità di risultato rispetto al capitolo precedente che ben illustrava l'ancestrale lotta tra uomini e donne. Qui, appare tutto al minimo sindacale: sceneggiatura, risate, interpretazione. (...) Ficarra, fuori parte, esagera, senza freni, con inutili smorfie; tutto sommato, il male minore." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 4 gennaio 2011)

"Gira la ruota ed ora nel dittico di Brizzi sono le donne, 'pazzarielle', a dettar legge: migliore è la Littizzetto che deve riformattare lo smemorato Solfrizzie i due riescono a costruire una storia. Le altre due sono pochade brevi, non allegre: Bisio-Brilly in ménage doppio con mamma De Angelis, e Ficarra e Picone sono i soliti Peter Pan che si rifugiano nei Beatles. Nominato invano Proust, alla ricerca della battuta perduta (sushi al posto di shiatsu!)." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 4 febbraio 2011)

"II cinema dà scacco alla matematica: basta scambiare l'ordine degli addendi e il risultato cambia. Il mistero è cabalisticamente racchiuso nella mente del regista/sceneggiatore Brizzi che ¿ dopo la deludente prima sfida tra sessi uscita lo scorso autunno ¿ sforna un 'sequel' come commedia comanda: dialoghi armoniosi con gli attori, situazioni divertenti senza surrealismi, quel tanto di pietas nei reciproci rapporti che permettono a ogni personaggio di evitare la figura del coglione e un miglior raccordo tra episodi, peraltro tutti abbastanza godibili. Perché la guerra tra donne e uomini, alla fine è un bluff, e vince solo chi ha più ironia in vena. Ottime le prove di Solfrizzi prima homo brutalis e poi damerino per una controllata Littizzetto, e della prodigiosa Wilma De Angelis, furba madre aggiusta-coppie. Mentre Ficarra & Picone ¿ comici per ogni schermo ¿ si rivelano dei Beatles da stracult. Visibile in 600 sale, per coppie e scoppiati." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 03 febbraio 2011)
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