Fatti di gente perbene

ITALIA, FRANCIA - 1974
Fatti di gente perbene
Il 2 settembre del 1902, in una casa patrizia di Bologna, fu trovato ucciso con tredici pugnalate il conte Francesco Bonmartini veneto e clericale. Il caso venne affidato al giudice Stanzani che si orientò verso un delitto per rapina, attribuito a Rosita Bonetti cameriera della contessa Linda Murri. Ma nove giorni dopo, il suocero Augusto Murri, medico di fama internazionale e libero pensatore, si presentava alla polizia e dichiarava che responsabile della morte era suo figlio Tullio, avvocato e consigliere comunale socialista che, a causa della sorella, aveva avuto un violento alterco con il cognato e alla fine era stato costretto a ucciderlo per legittima difesa. L'inquirente ordinava l'arresto, oltre che della Bonetti, del dott. Pio Naldi amico di Tullio, del dott. Carlo Secchi, amante di Linda Murri e della contessa. Tullio Murri si costituiva spontaneamente. Nel processo celebrato a Torino nel 1905 la pubblica accusa sosteneva l'omicidio premeditato compiuto da Tullio con la collaborazione degli altri e dietro istigazione della sorella; e otteneva condanne di trenta o dieci anni ...
  • Altri titoli:
    Il processo Murri
    The Murri Affair
    La Grande Bourgeoise
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: TECHNOSPES
  • Produzione: LUIGI SCATTINI E MARIO FERRARI PER FILMARPA REALIZZATA DA ALBERTO ADAMI (ROMA), LYRE FILM (PARIGI)
  • Distribuzione: PAC - TITANUS - VIDEA, CDE HOME VIDEO, M & R

NOTE

- RICERCHE STORICHE DI GIANFRANCO ZURLINI.

- ESTERNI GIRATI A BOLOGNA E VENEZIA.

- FERNANDO REY E' DOPPIATO DA ALBERTO LIONELLO. MARCEL BOZZUFI DA PAOLO FERRARI.

- DAVID DI DONATELLO (1975) PER IL MIGLIOR FILM A MAURO BOLOGNINI.

CRITICA

"Bolognini (...) si è limitato a riferire i fatti nelle linee essenziali, senza interpretazioni e senza commeni, badando più alla forma (...) che ai risvolti contenutistici, al tentativo di azzardare nuove ipotesi (...). Limite che tuttavia può essere addossato solo parzialmente a Bolognini (...) in quanto non servito a dovere da una gracile sceneggiatura di Sergio Bazzini, spenta nel tratteggio psicologico, approssimativa e fugace sui nodi di tutto l'intrico." (Enzo Natta, 'La Rivista del Cinematografo', 6, 1975)
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