Fatevi vivi: la polizia non interverrà

ITALIA - 1974
Luisa, figlia del noto ingegnere Bonsanti, viene rapita da due uomini e una donna incappucciati. Testimoni del rapimento sono alcuni uomini e Marisa, una prostituta, che passano di lì per caso. L'ingegnere Bonsanti, comincia a prendere i primi contatti telefonici col commissario di polizia, Caprile. I rapitori intanto, discutono con il loro capo, che chiamano "Maestro", sul riscatto da chiedere ai genitori della piccola. Mentre a casa dell'ingegnere si è in ansia nell'attesa di una comunicazione telefonica da parte dei rapitori, Marisa viene interrogata allo scopo di individuare in qualche modo i colpevoli. La giovane donna dice, però, di non aver visto nulla. I sospetti del commissario Caprile cadono anche su don Francesco, un capo mafia che in queste faccende vuole mostrarsi pulito, asserendo apertamente che le sue mire non cadono mai sui piccoli e sulle donne. In effetti egli non sa chi sia tra i suoi tanti collaboratori, chi abbia organizzato privatamente questo rapimento. Mentre la polizia gira a vuoto don Francesco individua e raggiunge il "Maestro" che ha eliminato i collaboratori e fugge sul lago Maggiore. Si apre una sparatoria sul lago e il vecchio viene colpito a morte. La valigia con i soldi, nello sbandamento dello scafo, precipita in acqua ma viene recuperata da don Francesco e i suoi uomini, uno dei quali informerà, più tardi, la polizia del luogo in cui si trova Luisa. Assieme alla piccola vengono rintracciati anche i soldi. I sospetti della polizia su don Francesco vengono così a cadere.

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