Fatalità

ITALIA - 1991
Fatalità
Nino Santoro, un venticinquenne rappresentante di calzature, felicemente sposato, rimasto affascinato della bella figlia di un facoltoso commerciante, Barbara Chierici, viene coinvolto da questa in una truffa ai danni della ditta per cui lavora e abbandona il tetto coniugale per seguirla a Roma. Dopo sette anni, di cui quattro di carcere, Santoro fa ritorno a Napoli; gli dà un passaggio un cantante da strapazzo, eccentrico ma di buon cuore, Gino Ramaglia, col quale fa amicizia; costui lo ospita e gli trova lavoro come cameriere. Un giorno Nino impedisce a due malviventi di scippare un cliente del bar; costui è il più importante armatore della città, Aristide Iannotti, che propone a Nino di fargli da maggiordomo; questi accetta, coinvolgendo anche l'amico Gino. L'ingegnere ha una figlia, Antonella, che immediatamente simpatizza con Nino, ma al ritorno della madre questi scopre che essa non è altri che la sua ex moglie, Anna, che al momento dell'abbandono era, a sua insaputa, incinta di Antonella. La donna, che ha conosciuto Aristide assistendone come infermiera la vecchia madre, ha accumulato in tanti anni un odio implacabile contro Nino, e tenta in tutti i modi di rendergli la vita infelice, dicendogli la verità sulla piccola ed umiliandolo in tutti i modi. Nonostante la bimba eluda la sorveglianza della madre che vuole tenerla lontana dal vero padre, Nino non sopporta la continua pressione cui è sottoposto, e quando gli viene impedito di assistere alla Prima Comunione della figlia decide di andarsene, dopo aver raccontato tutto all'ingegnere. Ma costui permette alla piccola di raggiungere il padre in partenza.
  • Durata: 96'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA A COLORI
  • Produzione: P.A.G. FILM INTERNATIONAL
  • Distribuzione: IIF - MINERVA VIDEO

CRITICA

Il regista e sceneggiatore Nini' Grassia non si sa se per scelta astuta o per incapacità manifesta sembra uno di quei cineamatori che, cinepresa in mano, convincevano i compagni di scuola e gli amici ad interpretare un film. Che alle soglie del duemila esista e prosperi un fenomeno come Nino D'Angelo rimane un mistero; canzoni a parte (e nel film esse fanno, per fortuna, solo da colonna sonora), le qualità interpretative del soggetto sono modestissime e così dicasi degli altri, con livelli bassissimi per tutti, ma addirittura indecorosi per l'amico cantante del protagonista, che imita l'attore Troisi con modi equidistanti tra lo scellerato ed il risibile. Scene e situazioni motivano le riserve. (Segnalazioni Cinematografiche, vol.114, p.276)
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