Fast & Furious 8

The Fate of the Furious

USA - 2017
3,5/5
Fast & Furious 8
Ora che Dom e Letty sono in luna di miele, Brian e Mia si sono ritirati dai giochi - ed il resto della squadra è stato esonerato - il gruppo giramondo ha trovato una parvenza di vita normale. Ma quando una donna misteriosa seduce Dom per convincerlo a tornare nel mondo del crimine da cui non riesce a sfuggire, e a fargli tradire le persone a lui più vicine, la squadra sarà messa a dura prova come mai prima d'ora. Dalle coste di Cuba alle strade di New York fino alle distese ghiacciate al largo del Mare artico di Barents, la nostra squadra d'élite attraverserà il globo per fermare un ribelle dallo scatenare il caos in tutto il mondo ... e riportare a casa l'uomo che li ha resi una famiglia.
  • Altri titoli:
    Fast 8
    Fast Eight
  • Durata: 136'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, THRILLER
  • Specifiche tecniche: ARRI ALEXA XT PLUS/BLACKMAGIC MICRO CINEMA CAMERA/RED WEAPON DRAGON/SONY CINEALTA PMW, AXSM/CODEX /REDCODE RAW, ARRIRAW (3.4K)/F55 RAW, D-CINEMA (1:2.35)
  • Tratto da: personaggi ideati d Gary Scott Thompson
  • Produzione: NEAL H. MORITZ, VIN DIESEL, MICHAEL FOTTRELL, CHRIS MORGAN PER ORIGINAL FILM, ONE RACE FILMS
  • Distribuzione: UNIVERSAL PICTURES INTERNATIONAL ITALY
  • Data uscita 13 Aprile 2017

TRAILER

RECENSIONE

di Nico Parente
Ottavo episodio della saga "motori e azione", quello diretto da F. Gary Gray non è il classico sequel corse e scazzottate. Questa volta, per la gioia dei fan della prima ora, la sceneggiatura di Chris Morgan ha quale tema portante il concetto di famiglia.

E quella di Dom (Vin Diesel), questa volta si allarga presentando al pubblico non solo amici e nemici, tra cui Jason Statham, Dwayne Johnson, Michelle Rodríguez, Kurt Russell e Charlize Theron, ma anche moglie e prole di Toretto, in questo capitolo al servizio della misteriosa hacker Cipher (Theron) disposta a tutto pur di entrare in possesso dei codici di lancio di diverse testate nucleari.

Dom non ha scelta: la vita del suo bambino e della ex compagna dipendono soltanto da lui. Ed ecco l'altro elemento portante del film: la scelta.

In un action drammatico che porta in scena una spettacolarizzazione ancor più estrema e avvincente della furia automobilistica della "familia", tra l'Havana e Berlino, le corsie metropolitane a stelle e strisce e le strade innevate di un'isolata base militare, F. Gary Gray dirige con maestria e cura dei dettagli rocamboleschi inseguimenti, auto impazzite e comandate da Cipher, voli di bolidi da grattacieli e faccia a faccia tra i compagni di un tempo e Dom. Complici un cast stellare, una fotografia impeccabile e degli effetti mozzafiato, F&F 8 non delude le aspettative  mescolando sapientemente adrenalina, ironia, spettacolarità e azione.

Il copione non tralascia neppure sguardi sulla politica interventista e spietata, sulle guerre cibernetiche e sul futuro dell'era digitale. Fast & Furious si amplia dunque, non solo con nuovi personaggi, ma soprattutto di temi e riflessioni. Ma non temete, il rombo dei motori continua a farsi sentire. Eccome!

NOTE

- PRODUTTORE ESECUTIVO: CHRIS MORGAN.

CRITICA

"Importante è non aspettarsi una sceneggiatura (...) acrobazie di macchine nevrotiche ma soprattutto di logica, auto zombie, che piovono dai grattacieli, legate da lacci ai quattro lati come le torture romane, fiamme e ghiacci in ossimorica disfida contro i Cattivi. Bellone: Charlize Theron e Michelle Rodriguez ma spunta, unica cinica non cafona, Helen Mirren. Il pubblico attende solo si scateni la furia, s'ingolfino le orecchie e non i motori: la psicologia è quella da quadro dei comandi di una Lamborghini rosè. Certo un film così macho ha eroi calvi, resistenti e forzuti, perfetti nelle rispettive amoralità. E per restituire lo scomparso Paul Walker attenzione all'unico capellone, Scott Eastwood, figlio di Clint, che fa pratica di salti e ustioni in tempo reale: perché 2 ore e 16', al netto di titoli di coda, sono un po' troppi, si perde la sorpresa." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 13 aprile 2017)

"I protagonisti dell'ottava avventura della saga giocano alle macchine a scontro oppure si menano di brutto. Che cosa accade negli intermezzi tra le due occupazioni? Niente, perché non ci sono. O mettono a ferro e fuoco tutto seminando morte e terrore in coloro che incontrano sulla propria strada alla guida dei loro bolidi truccati, oppure si massacrano di botte. (...) Dell'intreccio, chi è buono e chi non lo è, non si capisce nulla. Ma probabilmente poco importa. Spettacolone per pubblico poco esigente." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 13 aprile 2017)

"(...) arrivata al capitolo 8 la ventennale saga dei muscolosi, pelati e spericolati piloti/combattenti incrementa ancora le ormai proverbiali sequenze d'azione e tenta d'infarcire il madornale blockbuster con un mix di aggiornate e brucianti tematiche contemporanee. (...) la missione spettacolare, ancorché un pochino affievolita dai troppi inghippi tecnologici, deve trionfare e trionferà." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 13 aprile 2017)

"Ebbene, ammettiamolo: non sarà un capolavoro, ma giunto all'ottavo numero 'Fast &Furious' funziona ancora alla grande. Anzi nel tempo la saga è migliorata, arricchendosi di motivi pescati qua e là nell'immaginario dell'action-spy movie, dai James Bond ai 'Mission Impossible', senza altra pretesa che il puro divertimento di una mirabolante caccia al cattivo a bordo di auto di ogni genere e tipo. (...) Il regista F. Gary Gray manda avanti l'avventura a tutto gas, la «mono-espressione» di Vin Diesel continua ad assicurargli le simpatie delle platee internazionali; Charlize Theron è una Cipher fantastica; e non parliamo del cammeo di Helen Mirren, spia cockney e mamma di Jason Statham, passato nel gruppo dei buoni. Nel finale un affettuoso ricordo del compianto Paul Walker." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 13 aprile 2017)

"L'ottava su gomma di Vin Diesel è stonata, anzi, steccata. Passi l'assenza del compianto Paul Walker, passi la new entry Charlize Theron quale cattiva incongrua e sbiadita, passino le battute simpatiche dell'ipertrofico Dwayne Johnson, ma a mandare fuoristrada il blockbuster sono due ostacoli insormontabili: il rimaneggiamento drammaturgico ed empatico di Vin Diesel, costretto a passare al lato oscuro della forza, ovvero a fare il cattivo suo malgrado sotto la minaccia della Theron; l'assenza di qualsiasi appiglio alla realtà, di qualsivoglia verosimiglianza, che fa di questo #Fast8 un giocattolone fracassone, forsennato e senza quid. (...) un fuoco fatuo, se non una presa per i fondelli. Non si chiedono risvolti psicologici alla Bergman, intendiamoci, ma nemmeno queste balle spaziali." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 13 aprile 2017)

"(...) un incessante teoria di inseguimenti e combattimenti realizzati con meticolosità scientifica pur conservando sempre il carattere ruvido. Eppure niente di quanto precede, neppure la pioggia di automobili dal parcheggio, regge il confronto con l'eisensteiniana (si fa per dire...) battaglia sui ghiacci dove le auto si scontrano con un enorme sottomarino nucleare. Le soggettive attraverso la lastra di ghiaccio, che permettono di osservare come le ombre delle macchine scivolano via in un inseguimento senza fine, sono forse uno dei punti più alti di tutta la saga." (Giona A. Nazzaro, 'Il Manifesto', 13 aprile 2017)

"Difficile ripartire in quarta dopo quel finale struggente del capitolo 7 in cui il coprotagonista della saga appena deceduto Paul Walker veniva salutato dal leader, nonché produttore, Vin Diesel, il quale silenziò i motori per mettere il turbo alle emozioni. Ma lo show deve continuare e anche Deckard Shaw (Jason Statham) vuole proseguire la sua caccia a Dominic Toretto (Diesel) e la sua banda di criminali ora perbene (collaborano con polizia e servizi segreti). L'action movie globale di sgommate e scazzottate 'Fast & Furious' arriva al numero 8 ed è sempre un kolossal umano e onesto tendente all'annessione costante di attori (qui entra una Helen Mirren mamma inglese, assai scurrile, di Shaw), personaggi e nazioni in cui portare il circo di questa Hollywood senza confini. (...) in fondo si tratta sempre di una rielaborazione autoanalitica di quel trauma in chiave di blockbuster coatto da 250 milioni di dollari dove l'attore tycoon lanciato in Salvate il soldato Ryan da Spielberg, ha deciso da anni di diventare, in assenza di un genitore, egli stesso "papà" del mondo." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 13 aprile 2017)

"Piacerà ai fan della serie naturalmente. Chi per comprensibile reazione di rigetto alla serialità cinematografica, sperava nella bufala, nella battuta d'arresto che annunciava la fine del ciclo, rimarrà deluso. L'episodio 8 non segna l'arresto. I facitori della serie ce l'hanno messa tutta per stabilire le premesse per un numero nove. E difatti, pur contentissimi del lavoro nei capitoli precedenti di James Wan, gran regista d'azione, hanno scomodato per l'occasione un direttore-autore, quel Gary Gray che da vent'anni non ha mai riportato recensioni negative. Gray (che già con 'Italian Job' aveva dimostrato di saper orchestrare l''action movie') s'è inserito nella saga con un professionismo che ha mandato in estasi i datori di lavoro. Che a Gary avevano dato due direttive. Tenere tutto (cioè tutto quello che aveva funzionato nei capitoli precedenti). E dare di più (in fatto di corse, scazzottate colpi di scena). Tra le cose che ha tenuto, la partecipazione di Jason Statham che regola con Vin Diesel conti lasciati in parte in sospeso nel numero sette (il match tra i due offre il meglio in fatto di cazzotti che si sia visto di recente in film di grosse esibizioni muscolari)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 13 aprile 2017)

"Testosterone e telenovelas, motori e sentimento. La saga di 'Fast & Furious' riparte alla grande dopo la scomparsa di Paul Walker, dimostrando di avere ancora molto da dire ai suoi numerosi fan che, puntualmente, dal 2001, anno del primo 'F&F', lo seguono con passione quasi calcistica. Intanto, il film colleziona nuove star come Charlize Theron e Helen Mirren, il che implica un lavoro non facile di «distribuzione dei minuti» da parte del regista F. Gary Gray, capace di non scontentare nessuno (ma sono volutamente al lumicino le interazioni tra Diesel e Johnson), creando una buona alchimia e trovando un perfetto equilibrio tra i tanti protagonisti, senza far rimpiangere l'eccessiva lunghezza (136 minuti) della pellicola. Il tutto, poggiandosi su una trama semplice semplice, con risvolti da fiction televisiva. (...) spazio alla parte «cartoonistica», quella dove i bolidi vengono sottoposti a evoluzioni che prendono a calci le leggi della fisica, ma non quelle dell'intrattenimento più puro, e che si sublimano, soprattutto, nella spettacolare resa dei conti finale, sul ghiacciaio di una montagna (da antologia, The Rock che scende da un SUV in corsa, per spostare, sul ghiaccio, con le mani, un missile lanciato) o nella scena centrale, a Manhattan, con macchine che vengono radiocomandate dalla rete, contro la volontà dei loro guidatori. Resta salvo il concetto di «famiglia» che fa da filo conduttore a tutti gli episodi, con inevitabile pranzo finale in terrazza." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale, 13 aprile 2017)

"Peccato, con un minimo d'impegno di sceneggiatura questa mega coproduzione poteva raggiungere l'obiettivo: la manipolazione futuribile di un old fashion." (Silvio Danese, 'Nazione-Carlino-Giorno', 20 aprile 2017)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy