Fast & Furious 6

USA - 2013
Fast & Furious 6
Da quando Dom e Brian hanno portato a termine la rapina di Rio sgominando l'impero di un boss e lasciando la loro squadra con 100 milioni di dollari, i nostri eroi si sono disseminati in tutto il globo. Ma l'impossibilità di tornare a casa e una vita perennemente in fuga, lasciano incomplete le loro esistenze. Nel frattempo, Hobbs è all'inseguimento di una letale organizzazione di esperti piloti mercenari attraverso 12 paesi, la cui mente è aiutata da uno spietato luogotenente che si rivelerà essere l'amore che Dom credeva morto: Letty. L'unico modo per fermare la squadra di criminali sarà quello di batterli sulla strada, così Hobbs chiederà a Dom di mettere nuovamente insieme la sua squadra d'élite a Londra. La ricompensa? Il perdono completo per tutti loro in modo da poter tornare a casa con le proprie famiglie.
  • Altri titoli:
    The Fast and the Furious 6
  • Durata: 130'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, THRILLER
  • Specifiche tecniche: ARRICAM LT/ARRICAM ST/ARRIFLEX 435, SUPER 35, 35 MM/D-CINEMA (1:2.35)
  • Tratto da: basato sui personaggi creati da Gary Scott Thompson
  • Produzione: NEAL H. MORITZ, VIN DIESEL, CLAYTON TOWNSEND PER ORIGINAL FILM, ONE RACE FILMS
  • Distribuzione: UNIVERSAL PICTURES INTERNATIONAL ITALY
  • Data uscita 22 Maggio 2013

TRAILER

RECENSIONE

di La redazione
13 anni passati di corsa, e dopo qualche incidente e numerose vittorie, il franchise di Fast & Furious torna più adrenalinico (leggi: coatto) di sempre, grazie anche agli incassi miliardari dei 5 episodi precedenti, pronti per essere spesi in veicoli da distruggere. Dom Toretto (Vin Diesel), Brian O'Conner (Paul Walker) e la loro cricca di racers tornano insieme – questa volta in Inghilterra - per aiutare l'agente Luke Hobbs (Dwayne Johnson) a fare fuori Owen Shaw (Luke Evans) e i suoi tirapiedi, venuti in possesso di una tecnologia capace di mettere in pericolo intere nazioni. E per di più, tra le mani hanno un'amnesica Letty (Michelle Rodriguez), ex fiamma di Dom data per morta da molto tempo e ora totalmente incapace di ricordare il suo passato.
La terza volta in regia per Justin Lin conferma che la parola d'ordine è una: esagerare. Uomini enormi, tutti muscoli e niente capelli, che guidano ormai non solo macchine (a proposito: ma dove sono finite?) ma tutto quello che ha un motore. Gli inseguimenti mozzafiato con le immancabili automobili truccate questa volta si girano nella Londra delle cartoline ma non reggono il confronto con le spettacolari (e coatte) acrobazie girate su carrarmati e su aerei in fase di decollo, in un turbinio di cazzotti e nandrolone.
Fast and Furious 6 ha questo dalla sua: è un film coatto, il patto con lo spettatore è stretto ancora prima di entrare in sala, Vin Diesel non sarà mai un bravo attore, prendere o lasciare. Ma se si decide per il prendere e lo si fa con cognizione di causa, non si rimane delusi: più di due ore di azione allo stato puro, poche parole e tante buone intenzioni trasmesse a forza di calci in bocca; un A-Team steroidale che nasconde un'epicità tutta anni '90, in cui il bad guy dal cuore tenero non si gira a vedere le esplosioni e risorge dalle ceneri dopo che per una manciata di secondi al ralenti era dato per spacciato. Qualcuno potrebbe chiedersi se se ne sentiva davvero la mancanza. Ma la risposta non si riesce a sentire, coperta dal frastuono di motori rombanti. E coatti.

NOTE

- JUSTIN LIN FIGURA ANCHE COME PRODUTTORE ESECUTIVO.

CRITICA

"Non è un cinema per pensare, è salire su un ottovolante, esperienza da baraccone circense in cui gli Usa sfoderano effetti speciali e l'ardire degli stuntmen al servizio di una giostra di Bene e Male sempre uguale: alcuni machi giganti si sfidano pigiando sul motore dando il peggio del galateo stradale e sentimentale. Justin Lin, regista, promette il n. 7." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 30 maggio 2013)

"(...) con le consuete tensioni, se possibile persino raddoppiate, il seguito dell'avventura svolta mettendo quasi a ferro e fuoco ogni episodio, tra un turbinio di vorticosi inseguimenti che, pur citando qua e là le spasmodiche corse clandestine di automobili da cui la serie aveva preso l'avvio, mette poi in mostra aggressioni ferocissime all'interno di situazioni regolarmente mozzafiato. Con un inizio che, ancora senza spiegazioni, ci propone, su una strada tutte curve a strapiombo sul mare, un'auto guidata a una velocità pazzesca non però per inseguire un nemico, ma per consentire a uno dei protagonisti di arrivare in tempo ad assistere alla nascita del suo primo figlio... Aggiungendovi, da questo momento in poi, un susseguirsi continuo di eventi catastrofici che ora squadernano senza soste numerosi incidenti d'auto con ribaltamenti, incendi ed esplosioni, ora, tra le tante occasioni angoscianti, non esitando a farci assistere perfino a un carro armato in una strada costiera con bombe e sconquassi ad ogni svolta. Il tutto grazie a una regia con cui Lin, non a caso in arrivo da Taiwan, mostra di avere il dominio assoluto delle immagini, sempre concitatissime, e dei ritmi da cardiopalmo che le sospingono con furia. Certo c'è la storia, scritta ancora una volta da Chris Morgan, sempre ispirata ai personaggi creati da Gary Scott Thompson, e ci sono gli attori, molti dei quali già noti agli appassionati della serie Win Diesel, Paul Walker, Dwayne Johnson, Michelle Rodriguez), ma quello che conta davvero è la formula frenetica in cui tutto vien catapultato. E quella vince." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo Roma', 23 maggio 2013)

"Lasciate ogni speranza o voi ch'entrate, di uscire dalla sala senza un principio di mal di testa. Le «puntate» si accumulano ma senza tradire l'essenza della saga, servita a base di «motori, donne e muscoli» e con assordante colonna sonora. Poco male; qui non occorre pensare ma solo farsi travolgere dalle irrealistiche (oltre ogni immaginazione) corse iperboliche di Vin Diesel e Paul Walker, inossidabili protagonisti fin dal 2001, versione moderna di Bud Spencer e Terence Hill. La trama, come in passato, è solo un pretesto, un apostrofo rosa tra le parole «azione esagerata». (...) «The Rock» (...) fa a gara con Diesel a chi esibisce meno espressioni del viso (...) Il pubblico gradisce, si diverte, capisce che certe «esagerazioni», in fondo, sono una sorta di presa in giro che la saga si è autoinflitta. Se non si prende tutto sul serio (ma chi potrebbe farlo in un film di 'Fast and Furious', se non qualche critico vecchio stampo?), si finirà per ridere parecchio davanti a certe scene. Dom che vola fuori dalla macchina e prende al volo Letty, a sua volta scaraventata fuori da un veicolo in corsa, salvandole miracolosamente la vita (senza praticamente un graffio), è l'esempio di questo eccesso trash (ma di serie A), fuori da ogni regola fisica, che contraddistingue il filone. Quasi un manifesto, tamarro e grottesco, che va dritto al suo scopo. Evasione e divertimento senza fronzoli." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 23 maggio 2013)
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