Fantasmi e ladri

ITALIA - 1958
Fantasmi e ladri
La signora Tina è una donna anziana, appassionata lettrice di romanzi gialli, che ha vinto un concorso poliziesco alla televisione. Avendo un alto concetto delle proprie attitudini, ella decide di lasciare il suo paesello per stabilirsi in città dove vive una sua figlioccia, sposata ad un poliziotto privato, che non brilla per il suo acume. Tina è convinta di poter essere per il figlioccio una guida preziosa e un'efficace animatrice; ma il poliziotto non tollera l'invadenza della donna nei propri affari né la presenza, apportatrice d'innumerevoli guai, del braccio destro della donna, un ex pecoraio di poco cervello. D'accordo con un gruppo di attorucoli il poliziotto privato inscena una complicata vicenda di fantasmi, di assassini e di morti che appaiono e scompaiono in una villa disastrata: egli vuole così impaurire la vecchietta ed indurla a tornarsene per sempre al proprio tranquillo paese. Ma la donna riesce ben presto a scoprire la macchinazione del figlioccio e per vendicarsi assolda uno degli attori ed architetta un'analoga, misteriosa vicenda a beneficio del congiunto. Nella villa però hanno stabilito il loro quartier generale tre ladri, i quali, valendosi di un sarcofago preparano un grosso colpo cui darà occasione la mostra egizia. La presenza del misterioso sarcofago aumenta la confusione provocando equivoci e spaventi, finché la signora Tina, leggendo un ennesimo romanzo giallo, ne ricava elementi che le permettono d'intuire l'astuto piano dei ladri: introdursi nel sarcofago al posto della mummia farsi portare alla mostra e qui impadronirsi degli oggetti di valore; la dinamica vecchietta non esita ad inseguire il ladro e riesce a farlo arrestare prima che prenda il volo con la refurtiva.
  • Durata: 101'
  • Colore: B/N
  • Genere: COMICO
  • Produzione: FELICE FELICIONI PER LA JONIA FILM
  • Distribuzione: JONIA FILM

CRITICA

"In un soggetto che tratta, un po' confusamente, di ladri veri e ladri falsi, di poliziotti professionisti e di poliziotti dilettanti, i protagonisti fanno del loro meglio per strappare la risata al pubblico. Ci riescono solo in parte, date le doti piuttosto bassette del film (...)." (U. Tani, "Intermezzo", 5,15/3/1959).
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