Fa' la cosa sbagliata - The Wackness

The Wackness

USA - 2008
2/5
Fa' la cosa sbagliata - The Wackness
New York, estate del 1994. Luke Shapiro, giovane spacciatore neodiplomato, baratta dosi di droga con la terapia del dottor Jeffrey Squires, uno psichiatra tossicodipendente. Ma quando Luke si innamora di Stephanie, figliastra del suo medico, le cose diventano alquanto complicate...
  • Durata: 99'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO, ROMANTICO
  • Specifiche tecniche: ARRIFLEX, SUPER 35 STAMPATO A 35 MM (1:.35) - TECHNICOLOR
  • Produzione: OCCUPANT FILMS, SBK PICTURES, SHAPIRO LEVINE PRODUCTIONS
  • Distribuzione: FANDANGO (2009)
  • Vietato 14
  • Data uscita 28 Agosto 2009

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
La "stravaganza" del titolo inglese (The Wackness) è diventata la cosa sbagliata italiana. Stravaganze (queste sì) del marketing che cerca pure d'insinuare nel pubblico nostrano recondite assonanze con la nera gioventù di Spike Lee, quella di Harlem e del contropotere (il Fight the Power dei Public Enemy), dei Malcolm X e del Fa' la cosa giusta . Ben diversa da quella raccontata dal cadetto Jonathan Levine. Siamo sempre a New York, ma il vento è quello dei '90. Folate di restaurazione: il suicidio di Cobain e la morte del grunge, la nuova dottrina urbana, la tolleranza zero di Rudy Giuliani, e la rabbia di rigetto dell'hip hop di Notorius B.I.G. A emblema di una generazione senza miti né rivoluzioni il film elegge Luke Shapiro (catatonico, al limite della smorfia, Josh Peck), fresco di diploma, spacciatore di hashish, sentimentalmente impreparato, psicologicamente inetto. Guru del nulla e pioniere di anguste frontiere, fra tutte il divano di uno psicanalista (Ben Kingsley, il migliore nel cast) più molle e sciagurato di lui. Doppio racconto di formazione a propulsione ibrida (sulla commistione dei generi però sembra prevalere l'indecisione su quale registro adottare) e fotografia stinta e senza verve di una generazione che è stata senza gloria né appeal. La sua indolenza pronta a tracimare, ahinoi, dal ritratto alla sala. E a mettere d'accordo le nostalgie di Reagan con il post-punk di Seattle: Nevermind, cantava Cobain. Appunto.

CRITICA

"Ambientato nella New York curiosamente remota del 1994, quando invece del cellulare si usava il cercapersone, il sindaco Rudy Giuliani era impegnato a ripulire la città e 'Kurt Cobain si era ucciso da poco', 'Fa' la cosa sbagliata' è un concentrato ora irritante ora spiritoso di luoghi comuni su New York, l'amore, l'amicizia, l'infelicità, con l'hip hop a fare da collante fra due maschi fatti per non capirsi. Che per giunta tentano di trovare ognuno compensazione nell'altro, complicandosi ancor più la vita (anche se...). Il tema è serio, il tono furbastro (come la foto seppiata), l'esito convince a metà. Al Sundance 2008 vinse il premio del pubblico come miglior film drammatico. A noi sembrava una commedia. Sarà il gap generazionale?" (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 28 agosto 2009)

"Questo buddy movie ha vinto il premio del pubblico al Sundance nonostante la sua noiosa ripetitività grazie alle performance di queste due anime sperdute nella metropoli in cerca di amore o almeno di sponde umane. Ma che non trovano mai - misogini - vere anime gemelle femminili - se non sballate totali - che vogliano accompagnarli nei loro viaggi e deviarne le manie suicide verso «altri spazi». Più vitali di una metropoli in mano a degradazione urbana e polizia, che già anticipa le trovate tardone del nostro pacchetto sicurezza (proibite le scritte sui muri...)." (Roberto, 'Il Manifesto', 28 agosto 2009)
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