EX_Machina

Ex Machina

USA, GRAN BRETAGNA - 2015
Il 24enne Caleb è un giovane programmatore della più grande società internet del mondo che viene scelto per partecipare a un importante esperimento nel campo dell'intelligenza artificiale. Il ragazzo viene così invitato a trascorrere una settimana in un rifugio di montagna che appartiene a Nathan, il solitario CEO della società. Si troverà così invischiato in un triangolo amoroso che vede coinvolti anche il suo datore di lavoro e una bellissima donna robot.

CAST

NOTE

- ALICIA VIKANDER È STATA CANDIDATA AL GOLDEN GLOBE 2016 COME MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA.

- OSCAR 2016 PER I MIGLIORI EFFETTI VISIVI. ERA CANDIDATO ANCHE PER LA MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE.

CRITICA

"Alex Garland (sceneggiatore di Danny Boyle, qui alla sua prima regia ) ne ricava un film che non sa di riscaldato. Un po' la prosecuzione del recente 'Lei', ma con al centro una creatura generata da un immaginario antico, dalla Coppelia dell'omonimo balletto al robot-femmina di 'Metropolis'. Però l'originalità del film è in un motivo che lo percorre sottotraccia: l'incapacità dei due uomini di relazionarsi con donne vere, preferendovi creature artificiali. Anche se, in fondo, più umane di loro." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 30 luglio 2015)

"Tra 'Frankenstein' e 'Black Cat' di Edgar Ulmer, tra 'Blade Runner' e 'Franjou', 'Terminator' a 'Her', '2001 Odissea nello spazio' e 'A.I.', è 'Ex_Machina', il primo film da regista dello scrittore inglese Alex Garland, romanziere di 'The Beach', 'Tesseract' e 'The Coma' e frequente sceneggiatore di Danny Boyle ('28 Days Later'). Abituale viaggiatore di scenari distopici, Garland sceglie per questo suo esordio dietro alla macchina da presa, amatissimo dalla critica Usa, un'ambientazione minimal, quasi da camera. (...) Il volto parzialmente nascosto da una folta barba e da un paio occhiali rotondi, accessoriato da pesi, punching ball e attrezzi vari da ginnastica, e da una serie infinita di bottiglie di birra, Oscar Isaac dà a Nathan un'irrequietezza sinistra e all'ennesima incarnazione del mad doctor, una fisicità minacciosa abbastanza inedita. (...) Un sovrapporsi continuo di superfici trasparenti a sottolineare la nebbia di quello che sta succedendo, squarci di strip tease robotico (...), lunghe tirate di Nathan ubriaco e dialoghi che vanno dallo pseudofilosofico a «Ti piace Mozart?», «Mi piacciono i Depeche Mode», 'Ex_Machina' è soprattutto un film di atmosfere. Un mood malsano, malevolo, che si consuma nel verde impassibile, sereno, del bosco. Ed è questo il suo fascino, grazie al quale, la primavera scorsa, dopo una prima al festival texano di SXSW, è diventato un po' un cult. Se Garland intendeva dare al suo A.I. la drammaticità struggente, dolorosa, di quelli di Spielberg o Spike Jonze, o la minacciosità di quello di Kubrick, non ci è riuscito. E, specialmente in confronto alla magnifica performance (vocale) di Scarlet Johannasson in 'Her', Vikander è un mistero piatto - Ava lo stereotipo della fantasia maschile di una donna «enigmatica». Ma, anche se non c'è nulla di nuovo rispetto al genere, 'Ex_Machina' funziona molto bene in una sua indovinata, malinconica, eleganza B." (Giulia D'Agnolo Vallan, 'Il Manifesto', 30 luglio 2015)

"Piacerà a chi ha fatto follie per le passioni robotiche di 'Lei' e 'Under the Skin'. Ma nel caso di 'Ex machina' la fetta di pubblico potrà anche essere più larga. Perché l'esordiente Alex Garland promette di essere un grosso tipo. Sa orchestrare la suspense. E soprattutto riesce a far convivere, senza disturbo reciproco, il thriller col discorso (sempre attuale) dell'alienazione che va di pari passo con le spinte tecnologiche." (Giorgio Carbone, 'Libero', 30 luglio 2015)

"Rientra nel filone dei film di fantascienza celebrali questa pellicola che rivede, con opportune tensioni, il mito di Frankenstein, con ottimo cast e atmosfere algide." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 30 luglio 2015)

"C'è una nuova arrivata tra le 'femmes fatales' che popolano da secoli letteratura e cinema. Il robot femmina. La cyberseduttrice, ma dolce e inconsapevole, perché le macchine non sanno davvero quel che fanno (oppure sì?). La creatura nata in laboratorio ma così fragile e indifesa, nonché intelligente e naturalmente bellissima, da abbattere fatalmente le difese del maschio. Fosse anche il suo stesso creatore, che avendola messa al mondo dovrebbe sapere che non può provare davvero emozioni, solo simularle. Ma c'è davvero una differenza, alla fine? Se credevate che il malinconico ma romantico 'Her/Lei' di Spike Jonze fosse la punta di diamante del cinema sull'intelligenza artificiale, date un'occhiata all'incalzante e spietato 'Ex Machina' (...), solidissimo esordio dello scrittore e sceneggiatore inglese Alex Garland (classe 1970), noto finora soprattutto per aver scritto 'The Beach', '28 giorni dopo' e 'Sunshine'. (...) Alicia Vikander, è un prodigio di finezza e concentrazione (...). 'Ex Machina' non è affatto un film sul potere di seduzione femminile, né un'anticipazione della cyber-guerra dei sessi prossima ventura. O forse lo è, ma in modo non dichiarato, sotterraneo. In superficie è un film girato quasi interamente tra le porte e le pareti 'high tech' della remota e lussuosa residenza-laboratorio in cui vive con la sua creatura un certo Nathan, giovane pseudo-eremita molto cool con la passione per lo sport (e per l'alcool), nonché erede contemporaneo del dr. Frankenstein (portentoso Oscar Isaac, già protagonista per i Coen di 'A proposito di Davis'). (...) colpo di genio di questo 'Blade Runner' in versione kammerspiel, che aggiorna e ripercorre tutti i grandi dubbi filosofici sollevati da Philip K. Dick, arricchendoli con la variabile umana, troppo umana della seduzione. Ma senza quasi mettere il naso fuori da quella villa-laboratorio circondata dalla Natura selvaggia (nella realtà i fiordi della Norvegia). (...) Domhnall Gleeson, anche lui superlativo (...) duello di dialoghi sostenuti e tutt'altro che banali, per chi abbia un minimo di dimestichezza con la materia. (...) Forse non è nato un grande regista, non vedremmo 'Ex Machina' una seconda volta. Ma lo rileggeremmo volentieri, e questo capita di rado." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 29 luglio 2015)

"Danny Boyle, il regista Oscar di 'The Millionaire', deve averlo scocciato, e lo scrittore britannico Alex Garland, per lui sceneggiatore, tra gli altri, di '28 giorni dopo' e 'Sunshine', ha tentato la via in solitaria: l'esordio alla regia con 'Ex Machina' (...). Nulla di nuovo sotto il sole artificiale della fantascienza, ma la luce cade bene: interrogativi etici, dilemmi morali, tensione psicologica, il tutto carburato nel caro e vecchio rapporto uomo-macchina. Aggiungete dialoghi felici e interpretazioni efficaci, ed 'Ex Machina' non potrà deludervi: un robot, pardon, un film dal cuore di silicio." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 23 luglio 2015)
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