Everest

GRAN BRETAGNA, USA - 2015
Everest
10 Maggio 1996: due spedizioni distinte affrontano la montagna più alta del mondo: il Monte Everest. La natura li punisce, scatenando contro di loro la tempesta più feroce mai vista dall'essere umano. Gli scalatori dovranno superare ostacoli impossibili, contrastare la potenza di una natura maligna, in una corsa contro il tempo per la sopravvivenza. Basato sul racconto di Jon Krakauer, uno dei pochi sopravvissuti.
  • Durata: 121'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, AVVENTURA
  • Tratto da: libro "Aria Sottile" di Jon Krakauer (ed. Corbaccio, coll. Exploits)
  • Produzione: TIM BEVAN, ERIC FELLNER, BALTASAR KORMÁKUR, NICKY KENTISH BARNES, BRIAN OLIVER, TYLER THOMPSON PER WORKING TITLE IN COLLABORAZIONE CON RVK STUDIOS, FREE STATE PICTURES
  • Distribuzione: UNIVERSAL PICTURES INTERNATIONAL ITALY
  • Data uscita 24 Settembre 2015

TRAILER

NOTE

- GIRATO IN ALTA QUOTA SULLE CIME DELL'EVEREST IN NEPAL, SULLE ALPI ITALIANE E PRESSO GLI STUDI DI CINECITTÀ A ROMA, ED AI PINEWOOD STUDIOS NEL REGNO UNITO.

- FILM D'APERTURA, FUORI CONCORSO, ALLA 72. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2015).

CRITICA

"Molti spettatori lo troveranno solo banale, scontato e non all'altezza delle sue premesse & promesse spettacolari. Chi scrive si ritrova, purtroppo, ad aggiungere il carico di una forte delusione: il thrilling delle imprese d'alta montagna, l'elenco di tanti precedenti di cineteca ('La morte sospesa' su tutti) e l'ingente bibliografia sul tema costituiscono un patrimonio personale custodito gelosamente e nemico di ogni tradimento. 'Everest' (...) non solo è stereotipato, prevedibile e incentrato su meccanismi drammaturgici troppo rozzi, ma non rende per nulla i sensi di mistero e paura con naturali a tutti i tentativi, riusciti o meno, di sfidare l'arrogante inviolabilità e le estreme condizioni di sopravvivenza delle vette più agognate dagli alpinisti. (...) guide interpretate al minimo sindacale da bravi attori come Clarke o Gyllenhaal (...) qualche acrobazia tecnica, poche sequenze impressionanti e una serie di schermaglie, giustificate ma deprimenti, sugli errori clamorosi compiuti dagli organizzatori e la pessima abitudine di sovraffollare per denaro i tetti himalayani di cordate inesperte." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 24 settembre 2015)

"Piacerà a chi va alla ricerca della vera tensione. E quale tensione è più feroce di quella di chi si trova senza ossigeno a 8000 metri di quota? Da vedere per la suspense, per l'Himalaya in 3D e per la partecipazione (piccola, ma straordinaria) di Keira Knightley." (Giorgio Carbone, 'Libero', 24 settembre 2015)

"Quando uomini e montagne si incontrano nasce l'epica. Quando il cinema incontra le montagne, in genere è film catastrofico. 'Everest' s'aggrappa alla regia spettacolare e agli attori (solo i maschi) bravissimi, e si salva. (...) Da vedere una volta sola, ma non lo dimentichi." (Luigi Mascheroni, 'Il Giornale', 24 settembre 2015)

"(...) gli interpreti - da Josh Brolin a Jake Gyllenhaal - provvedono a conferire ai personaggi quel tanto di spessore in più; e l'intento del regista Baltasar Kormákur di coinvolgere quasi fisicamente gli spettatori nell'ardua impresa di un gruppo di avventurosi decisi a conquistare la vetta più alta del mondo, può considerarsi riuscita. Nato in Islanda, dove la natura rivela a ogni passo la sua temibile potenza, Kormákur possiede una familiarità con ghiacci e bufere che gli ha permesso di muoversi con agio in set posti ad alta quota (Nepal e Alpi); e di padroneggiare saldamente spericolate sequenze fra cordate e valanghe, precipizi e risalite." ('La Stampa', 24 settembre 2015)

"Ricostruzione, poco thriller, molto mélo, della sfortunata, e colpevole, cordata (...). Impraticabile la location a 8.848, ma con belle sequenze in Nepal fino al campo base, gli attori hanno recitato i quasi novemila tra i confortevoli tremila, in Val Senales. Kormàkur combina la conoscenza di spazi artici e corpi ossidati dal freddo con l'azione dei thriller." (Silvio Danese, 'Nazione-Carlino-Giorno', 25 settembre 2015)

"Soggetto reale più che attraente per il cinema kolossal 3D, il film è partorito dalle mani dell'islandese Kormàkur, avvezzo a neve, ghiacciai e temperature disumane. Il cast è stellare (...) ma il risultato del blockbuster assai più modesto delle attese. Questo è un peccato perché le sofisticate cine-tecnologie utilizzate e il coraggio di affrontare le riprese sui luoghi originali (alternate alle nostre Dolomiti) potevano incoraggiare verso un impegno maggiore anche nella scrittura, regia e drammaturgia dell'opera. Invece salvo alcune scene ad alto tasso adrenalinico da tenere incollati occhi e occhialini tridimensionali allo schermo, il resto è diluito in una melassa di noia crescente (...). Nelle mani di James Cameron sarebbe stato un Everest titanico, chissà." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 1 ottobre 2015)
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