Eutanasia di un amore

ITALIA - 1978
Paolo Naviase, professore a Firenze, è stato abbandonato da Sena, sua ex-allieva, con la quale conviveva da molti anni. La ragazza non gli ha dato spiegazioni e tutti i tentativi compiuti da Paolo per rivederla si sono rivelati inutili. Finalmente, quando sta per partire per Parigi per ragioni di studio, Sena chiede a Paolo di rggiungerla alla stazione. I due si separano tra le lacrime con la promessa di rincontrarsi in Francia. Così Paolo la raggiunge a Versailles, dove però la vede a braccetto con un uomo. Per la delusione, si ammala, ma al suo ritorno a Firenze è Sena stessa a tornare fra le sue braccia. Con lei, Paolo parte per il mare. Un giorno la ragazza gli confessa d'averlo abbandonato perché lui in precedenza l'aveva costretta ad abortire. Ora vorrebbe avere finalmente un figlio da lui, ma Paolo, che rifiuta la paternità in nome dell'amore universale, non possessivo, non ha cambiato idea. Per cui, stavolta, il commiato tra i due è definitivo.
  • Altri titoli:
    Break Up
  • Durata: 110'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, PSICOLOGICO
  • Specifiche tecniche: VISTAVISION, TECHNOSPES
  • Tratto da: romanzo omonimo di Giorgio Saviane
  • Produzione: MARIO CECCHI GORI PER CAPITAL FILM, KORAL CINEMATOGRAFICA
  • Distribuzione: CINERIZ - GENERAL VIDEO, CECCHI GORI HOME VIDEO

CRITICA

"Lo sbaglio maggiore del regista, a nostro avviso, è stato quello di impostare, su un materiale narrativo così mediocre, un'operazione 'di eleganza'. Anziché cercare di far violenza al testo, di inventargli una corposità, Salerno - pur modificandone in parte il finale - l'ha rispettato come se si trattasse di un 'classico'. E, con l'aiuto dell'operatore Marcello Gatti, si è messo ad illustrarlo con immagini raffinate, flash-back ricercati, studiatissimi effetti di luminosità, trascurando quella che era forse l'unica via di salvezza, e cioè sommergere il sentimentalismo brodoso in un duro blocco di realismo. Ma 'commuovere', invece, si doveva. E allora, dentro la musica strappacuore, gli occhioni gravi di Ornella Muti, i paesaggi romantici e un attore di sorvegliata malinconia come Tony Musante. 'Eutanasia di un amore', ovvero il fazzoletto come orizzonte". (Elio Maraone, "L'Avvenire", 28 ottobre 1978)
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