ESTER

ITALIA - 1999
Assuero, re di Persia, ripudia la prima moglie, Vasti, e cerca una nuova regina tra tutte le giovani vergini del regno. La scelta cade su Adàssa, una ragazza della tribù di Beniamino, che, su consiglio dello zio Mardocheo, nasconde al re la sua origine giudea, facendosi chiamare Ester. Il ciambellano del re, il potente Aman, offeso per il solo fatto che Mardocheo rifiuta di inchinarsi al suo passaggio, ritenendolo un atto di idolatria, convince il re a proclamare in un edito lo sterminio dei Giudei. Solo quando Ester esce allo scoperto dichiarando la sua origine, Assuero scopre la congiura di Aman e, furioso, ne ordina l'impiccagione. Purtroppo, però, la legge stabilisce che neppure il re può revocare un editto reale. E' il fedele Mardochero insieme a Ester a escogitare una soluzione, seppure dolorosa: per editto reale i Giudei scenderanno in battaglia per difendersi dallo sterminio. Centinaia sono le vittime dello scontro, al quale Ester assiste con grande sofferenza dalle mura del palazzo reale. Re Assuero la raggiunge e la implora di essere la sua Regina. Scampato il pericolo e finalmente liberi, i Giudei tornano a Gerusalemme.
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Tratto da: DAL LIBRO DELLA BIBBIA "ESTER"
  • Produzione: LUBE (LUX VIDE-BETAFILM) IN ASSOCIAZIONE CON FRANCE 2, ANTENNA 2, ARD, MTM, CZECH TV, NCRV, BSKYB E RAIUNO

NOTE

- FILM PER LA TELEVISIONE - RAIUNO

- ARREDAMENTO: TITUS VOSSBERG

CRITICA

Come tutta la televisione, anche la grande impresa ideata da Ettore Bernabei per la Lux Vide pare essersi stancata, estenuata lungo la strada. Il pubblico non è mai scarso, sono sempre una quantità impressionante sette milioni di persone, però i capitoli assumono un'aria via via meno coinvolgente. Magnifici e nello stesso tempo inutili. Gli eventi grandi e terribili e primitivi e ancestrali descritti nella "Bibbia" vengono in questi lavori televisivi riportati a schematiche storie da commedia dell'arte. I bruschi passaggi biblici, le arditezze del racconto, sono sfruttati dal piccolo schermo come le trame della telenovela, per l'appunto e fumetto. Con qualche delicatezza quasi calligrafica, come la scena d'amore tra Ester e il re di Persia, la dolcezza estrema di lui, la grazia morbida di lei, e la rosa rossa che cade, simbolo della verginità perduta. (Alessandra Comazzi, "La Stampa" 31.03.1999)
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