Eraserhead - La mente che cancella

Eraserhead

USA - 1977
Eraserhead - La mente che cancella
Henry Spencer, tipografo, vive da solo in uno squallido appartamento fra le allucinazioni che la sua mente malata visualizza. Durante un grottesco pranzo in casa dei suoceri, apprende che Mary, la sua ragazza è incinta e viene obbligato a sposarla, Nasce un 'baby' mostriciattolo orrendo e frignante che la madre, disgustata, abbandona alle cure di Henry il quale, esasperato, lo uccide. Dal corpo in disfacimento del piccolo fuoriescono esseri strani che infestano la casa e la vita di Henry. Il suo equilibrio psichico, già fragile, va in frantumi e la sua mente si scatena in allucinazioni e incubi...
  • Altri titoli:
    Labyrinth Man
  • Durata: 89'
  • Colore: B/N
  • Genere: FANTASY
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:1.85)
  • Produzione: DAVID LYNCH PER AMERICAN FILM INSTITUTE, LIBRA FILMS
  • Distribuzione: CLAB AIADA (1981), IL CINEMA RITROVATO-CINETECA DI BOLOGNA (2017) - DVD: GRUPPO MINERVA RAROVIDEO (2009)
  • Riedizione 2017
  • Data uscita 4 Settembre 2017

NOTE

- PRIMA PROIEZIONE IN SALA IN ITALIA: 30 GENNAIO 1982. NEL 2017, IN OCCASIONE DEL 40MO ANNIVERSARIO, TORNA AL CINEMA LA VERSIONE RESTAURATA IN 4K DA CRITERION COLLECTION A PARTIRE DAL NEGATIVO CAMERA ORIGINALE 35MM SOTTO LA SUPERVISIONE DI DAVID LYNCH.

- LA COLONNA SONORA È STATA CREATA NEL 1994 DA DAVID LYNCH E DAL SOUND EDITOR ALAN R. SPLET A PARTIRE DAL MISSAGGIO ORIGINALE DEL 1976.

CRITICA

"Qualche tenue spunto umoristico e la pretesa, dichiarata dal regista, di scavare nella 'vera' Philadelphia, nonché quella, riconosciutavi da taluni critici, di vivisezionare la 'middle class' americana non bastano ad abbattere i limiti di una pura esercitazione. Nato infatti come saggio di scuola ed elaborato durante ben quattro anni (dal '72 al '76), in ritardo di quattro decenni sulla breve stagione surrealista, il film giustifica le riserve e i pregi di un genere che lo stesso Lynch ha subito abbandonato, come è evidente nel successivo 'The Elephant Man', dove una materia poco meno ripugnante è riscattata in immagini e modi di una tenera partecipazione. Il che alimenta il sospetto che il giovane regista operasse con un occhio all'underground e ai cineili, e un altro alla produzione convenzionale e magari all'Oscar. E' accaduto altre volte. Ridimensionata la vocazione a significati universali, e denunciata l'ossessione di una putrescenza intollerabile, si deve riconoscere a David Lynch il... gusto raffinato dell'immagine (valorizzata da uno splendido bianco e nero), l'intensità dei toni, il ritmo del montaggio, insomma un dominio del mezzo cinematografico che sarà più convincente quando troverà quel senso della misura dal quale l'arte non può prescindere". ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 92, 1982)
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