Era d'estate

ITALIA - 2015
Era d'estate
L'Asinara, 1985. In una notte come tante sbarcano sull'isola Giovanni Falcone e Paolo Borsellino con le proprie famiglie. Il trasferimento è improvviso, rapido, non c'è nemmeno tempo di fare i bagagli, d'altronde la minaccia, intercettata dai Carabinieri dell'Ucciardone, è grave: un attentato contro i due giudici e i loro familiari partito dai vertici di Cosa Nostra. È un'estate calda, come non se ne vedevano da tempo, e nella piccola foresteria di Cala D'oliva, i due magistrati e le loro famiglie vivono completamente isolati dalla piccola comunità di civili dell'Asinara, controllati a vista da una pilotina e dalle guardie penitenziare. Una condizione che non tutti riescono a sopportare. Passano i giorni, ci si organizza, i rapporti a poco a poco fra tutti diventano più intimi, ed è come se quella vacanza obbligata desse modo ad ognuno di scoprire l'altro. Così trascorre un mese fatto di notti insonni, di sorrisi, di scherzi, di pensieri, una lunga, inaspettata tregua in attesa di riprendere il lavoro, in attesa che il ministero fornisca le carte per continuare la stesura dell'ordinanza-sentenza del maxi processo, il capolavoro di Falcone e Borsellino che affermerà una volta per tutte che la mafia esiste e ha un nome "Cosa Nostra". Finalmente le carte arrivano, Paolo e Giovanni ricominceranno a lavorare giorno e notte e una nuova, sconosciuta armonia sembra nascere in quell'angolo di mondo, un'inedita serenità familiare che potrebbe durare anche per sempre. Invece poi succede che rientrato il pericolo, arriva l'ordine di tornare di nuovo Palermo. E, nello stesso modo improvviso in cui erano partiti, così all'improvviso devono ripartire. Tornare verso Palermo. Tutti verso l'inesorabile sorte che li colpirà nel 1992.
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: DCP
  • Produzione: DOMENICO PROCACCI PER FANDANGO, CON RAI CINEMA
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION (2016)
  • Data uscita 23 Maggio 2016

TRAILER

NOTE

- REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DI: SARDEGNA FILM COMMISSION, REGIONE LAZIO-FONDO REGIONALE PER IL CINEMA E L'AUDIOVISIVO.

- CONSULENZA STORICA: ATTILIO BOLZONI.

- PREAPERTURA ALLA X EDIZIONE DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA (2015).

- NASTRO SPECIALE DEI 70 ANNI A GIUSEPPE FIORELLO E MASSIMO POPOLIZIO.

- FIORELLA INFASCELLI E ANTONIO LEOTTI SONO STATI CANDIDATI AL DAVID DI DONATELLO 2017 PER LA MIGLIOR SCENEGGIATURA ADATTATA.

CRITICA

"Un racconto di esilio che tocca, con lessico familiare da Ginzburg, toni struggenti intonati alla solitudine e alla bellezza del paesaggio, lavorando sulla punteggiatura affettiva dei sentimenti, inquadrando due complementari personalità cui danno un essenziale contributo Massimo Popolizio (...) e Beppe Fiorello (...), una partita doppia esemplare." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 19 maggio 2016)

"Programmato per un'uscita di due giorni, «Era d'estate» è riuscito a restare in cartellone grazie al gradimento di pubblico e critica. La regista Infascelli, in effetti, vi riaffronta la biografia di Falcone e Borsellino senza cedere alle imperanti agiografie e tentando un non banale approccio personale e psicologico. (...) Gli attori sono eccellenti e la misura registica accettabile, appena insidiata da qualche superfluo teatrino domestico e qualche concessione alla vulgata complottista sul ruolo dello Stato." (Valerio Caprara, 'Il Mattino' 26 maggio 2016)

"Film necessario e importante, (...) nasce da alcune scoperte della regista mentre girava il documentario 'Pugni chiusi' dentro l'ex carcere dell'isola a nord ovest della Sardegna. Suggestivo, commovente, intimo: da cercare con attenzione perché di breve tenitura nei cinema." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 26 maggio 2016)

"Il film di Fiorella Infascelli indaga su quella 'vacanza coatta'. (...) La bontà delle intenzioni è fuori questione. Tuttavia si corre il rischio di 'rubare' quel poco di vita personale che la loro missione aveva preservato. Di qualità le interpretazioni di Massimo Popolizio ( Giovanni) e di Giuseppe Fiorello ( Paolo)." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 9 giugno 2016)
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