ELEONORA DUSE

ITALIA - 1947
ELEONORA DUSE
Eleonora Duse rievoca gli episodi salienti della sua vita. Nata ad Asolo da modesti artisti, fa le sue prime armi a Napoli, nella compagnia di Giacinta Pezzana. Innamoratasi del giornalista Cafiero, ne diviene l'amante e ne ha un figlio, che però muore poco dopo la nascita. Superato il grave dolore, riprende a recitare, perfezionando sempre più l'arte sua, fino ad essere considerata una delle più grandi attrici drammatiche. Avendo conosciuto Arrigo Boito, se ne innamora e ben presto la passione divampa tra i due. Quando s'accorge che il suo amore compromette l'attività artistica dell'amante, la Duse parte improvvisamente per una lunga tournée all'estero. Tornata in Italia, l'arte sua la mette a contatto con Gabriele d'Annunzio e tra i due s'inizia una relazione d'amore. Ma ad un certo punto, D'Annunzio l'abbandona per recarsi a Parigi, dove affiderà a Sarah Bernardt il suo nuovo lavoro. Duramente colpita, la Duse parte per un lungo giro e celebra a Parigi trionfi segnalati. Amareggiata ed affranta, malgrado i successi artistici, essa assiste alla morte dell'unico uomo, che l'abbia veramente amata, Arrigo Boito. Partita per un lungo giro in America, essa muore a Pittsburg tra il compianto universale.
  • Durata: 90'
  • Genere: BIOGRAFICO
  • Tratto da: DAL LIBRO "LA GRANDE TRAGICA" DI NINO BOLLA
  • Produzione: SAN GIORGIO FILM
  • Distribuzione: ARTISTI ASSOCIATI

NOTE

IL RUOLO DI: SALVADORI ALFREDO (PRIMOLI ALIAS D'ANNUNZIO) FU SOPPRESSO AL MONTAGGIO. - LA CANZONE "POVERO AMMORE MIO" E' DI TITO MANLIO E NINO OLIVIERO.

CRITICA

"La pellicola tratteggia con delicatezza e verità l'esistenza e la psicologia di una donna eccezionale. La vita della grande e indimenticabile attrice è qui colta nei suoi momenti fondamentali, raccontata con discrezione ed affetto, schivando anche il sospetto della banalità e del pettegolezzo e innalzando a leggenda colei che molto soffrì perchè molto amò, colei che le più grandi attrici della scena si onorano di chiamare loro Maestra". (Anonimo, in occasione di una visione privata, "Intermezzo", n. 13/14/15 agosto 1948).
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