Edmond

USA - 2005
Edmond
Edmond Burke è un uomo d'affari di successo. Dopo aver ricevuto una premonizione da un'indovina, che gli dice di essere una 'persona speciale' a differenza degli altri, ma di essere "lontano dal luogo cui appartiene", Edmond decide, per cambiare vita, di abbandonare la moglie, che si lamenta per qualsiasi banalità, e il suo lavoro di agente di cambio. Tuttavia il mutamento non si rivelerà troppo fortunato...
  • Durata: 76'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, NOIR
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Tratto da: opera teatrale omonima di David Mamet
  • Produzione: CODE ENTERTAINMENT, DOG POND PRODUCTIONS, MUSE PRODUCTIONS, NEVERLAND FILMS INC., PRETTY DANGEROUS FILMS, WERNER FILM LLC
  • Distribuzione: FANDANGO (2007)
  • Data uscita 13 Aprile 2007

NOTE

- FUORI CONCORSO ALLA 62MA MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2005).

CRITICA

"Peccato che l'aggettivo 'inquietante' sia così inflazionato, perché calza a pennello a un film come 'Edmond', parabola scritta da David Mamet e diretta da Stuart Gordon che riporta d'attualità il tema espressionista del borghese demoniaco. (...) Mamet fa dire al personaggio cose da brivido, ma probabilmente vere, cui è duro guardare in faccia. Che ogni paura è riflesso di un desiderio: che tutti, nel profondo, coviamo qualche forma di razzismo; che istituzioni come quella carceraria possono apparire luoghi rassicuranti a chi si nutre d'ansia, perché là 'tutto è semplice'. Gordon riveste il testo perturbante col linguaggio filmico inadeguato." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 7 settembre 2005)

"Benché proiettato a tarda sera fuori concorso, 'Edmond' ha riscosso un trionfale successo in Sala Grande. Cinque minuti di applausi per il protagonista William H. Macy, icona di un certo cinema d'autore americano ('Fargo', 'Pleasantville', 'Magnolia'). Interprete duttile e spiazzante, non senza un ironico contrappunto finale in chiave gay, di questo wasp in giacca e cravatta. Alla maniera di Mamet, la storia oscilla tra iperrealismo noir e racconto morale, ma evitando lezioncine e predicozzi. Squisitamente 'mamettiana' anche la compagnia d'attori, tutti in partecipazione amichevole: da Joe Mantegna a Denise Richards, da Mena Suvari a Rebecca Pidgeon (moglie, nella vita, del drammaturgo". (Michele Anselmi, 'Il Giornale', 8 settembre 2005)

"Anche se ci fosse solo lui, ma c'è ben altro che circola in questa pazza notte, ne varrebbe la pena: lui è il 57enne William H. Macy, grande attore in lista di attesa per la fama. Insomma, il cinema indipendente americano, baciato qui dalla firma del bravo drammaturgo, ma anche sceneggiatore e regista, David Mamet che ha offerto una sua commedia anni '80 ma sempre attuale. Questo 'Edmond' è il film di Macy, lui lo sostiene, lo soffre e lo elettrizza con gli occhi. (...) Edmond è un travet, uno di noi, ma in versione horror e questo spiega la bella, asciutta regia di Stuart Gordon, autore di 'Re-animator', affascinato dalla esplosione atomica di una personalità. 'Sei in un luogo che non ti appartiene', dice la chiromante, poi il destino si compie, un cine-progresso agghiacciante di autodistruzione esemplare ma che gli evita perfino il rimorso: la strada per la coscienza è lunga, l'incoscienza è una scorciatoia." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 13 aprile 2007)

"Mamet è davvero un maestro di perversione, di contraddizione, abile nel grattare via la patina superficiale per far emergere la vera essenza del nostro vivere. Certo il teatro un po' si sente nell'insistenza dei dialoghi, ma il merito di Gordon sta nel non puntare sul trucidume, ma nel creare una disagevole tensione costante pedinando il suo Edmond. Interpretato da William H. Macy, un mostro di personaggio e di bravura, autentica personificazione del malessere catturato da Mamet e tradotto in sceneggiatura. Poi accanto al protagonista una galleria di attori che passano da Joe Mantenga a Mena Suvari, da Julia Stiles a Bai Ling, da Denise Richards a Rebecca Pidgeon, tutti in piccoli ruoli, a Edmond, miserabile uomo perbene che un appuntamento rimandato ha trasformato. Un mostro banale, non da film dell'orrore, ma di quelli che si incontrano ovunque. Anche davanti a uno specchio." (Antonello Catacchio, 'Il Manifesto', 13 aprile 2007)

"Di un rigore esemplare, 'Edmond' è destinato a restare un punto di riferimento nei discorsi sulla drammaturgia contemporanea fra scena e schermo."(Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 13 aprile 2007)
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