Edge of Tomorrow - Senza domani

Edge of Tomorrow

USA - 2014
3/5
Edge of Tomorrow - Senza domani
In un futuro prossimo, una razza aliena ha colpito la Terra con un implacabile assalto che nessun esercito al mondo riesce a respingere. Il tenente William Cage è un ufficiale senza esperienza di combattimento che viene inviato senza tanti complimenti a compiere una missione suicida: ucciso in pochi minuti, incredibilmente Cage si risveglia ed è costretto a combattere e a morire in un continuo loop temporale. A ogni scontro Cage diventa sempre più abile nell'affrontare il nemico e insieme alla combattente delle Forze Speciali Rita Vrataski porterà avanti la lotta contro gli alieni avvicinandosi sempre più alla chiave per sconfiggere il nemico e uscire così da quel ciclo infinito...
  • Altri titoli:
    We Are Mortals
    We Mortals Are
    All You Need Is Kill
  • Durata: 113'
  • Colore: C
  • Genere: FANTASCIENZA, THRILLER
  • Specifiche tecniche: RED EPIC
  • Tratto da: graphic novel "All You Need Is Kill" di Hiroshi Sakurazaka
  • Produzione: 3 ARTS ENTERTAINMENT, VIZ PRODUCTIONS, LLC
  • Distribuzione: WARNER BROS. PICTURES ITALIA
  • Data uscita 29 Maggio 2014

TRAILER

RECENSIONE

di Alessandro De Simone

C’è chi ancora dà la sua carriera inevitabilmente in declino, ma Thomas Cruise Mapother IV non ha alcuna intenzione di dare ragione ai suoi detrattori e, puntuale come le tasse, rieccolo in carreggiata, portando in giro i suoi cinquantadue anni meglio di molti trentenni.
Dopo il visivamente interessante Oblivion, Tom continua il suo flirt con la sci-fi, genere che ha sempre amato e che gli ha regalato due delle sue migliori interpretazioni con Steven Spielberg, Minority Report e La guerra dei mondi. In quei casi l’ispirazione arrivava da Philip K. Dick e H.G. Wells, Edge of Tomorrow – Senza domani, invece, è tratto da un romanzo, poi trasformato in graphic novel, del giapponese Hiroshi Sakurazaka, e racconta “il giorno della Marmotta” del capo ufficio stampa dell’esercito americano, degradato e spedito a Omaha Beach per fermare l’invasione aliena iniziata cinque anni prima. Un giorno più lungo per eccellenza, che si ripete all’infinito, e che grazie all’aiuto di un’invincibile soldatessa, potrà dare un domani all’umanità.
Ben sceneggiato dal fido Christopher McQuarrie e dai fratelli Butterworth, che aggiungono un tocco leggero che rende il tutto molto gradevole, Edge of Tomorrow è un giocattolone d’intrattenimento in puro stile Tom Cruise, con una confezione ricca e un ottimo cast, a partire dalla bella e brava Emily Blunt e passando per Bill Paxton, sergente di ferro dalle frasi a effetto, e Noah Taylor, scienziato folle ma non troppo. Doug Liman dirige per una volta senza fare troppi danni e il film fila liscio che è un piacere fino a cinque minuti dalla fine, quando purtroppo esplode l’anima “scientologista” del buon vecchio zio Tom, problema comune a quasi tutta la produzione dell’attore degli ultimi anni. Peccato, soprattutto perché rovina quanto di buono visto fino a quel momento anche se di Mr. Hubbard non t’importa un fico secco. Sentimento, per fortuna, piuttosto comune.

NOTE

- DOUG LIMAN FIGURA ANCHE TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI.

CRITICA

"Prosegue la maledizione del «Doppio sogno» per Tom Cruise, che continua ad avere il volto liscio e sedato del fidanzato di Barbie. Prima gli si complicava la vita per colpa di Schnitzler e Kubrick e della sua ex Kidman, oggi trattasi di 'The Edge of Tomorrow. Senza domani', fantasy bellica e virile, il concetto di tempo all'americana, senza complicazioni di coscienza ma solo un problema di remake di calendario ('Il giorno della marmotta?'), il loop già al centro di molte inversioni di marcia temporali che ci lasciano domande inevase. Diretto da Doug Liman, regista in corsa di 'Bourne', il thriller bellico in divisa ricalca i segni di altre confuse storie fanta-temporali in cui il protagonista è obbligato a rivivere un giorno della propria vita che si riavvolge come un disco rotto. Qui particolarmente molesto (...). Dopo la terza volta ci si incomincia a preoccupare, finché non interviene una soldatessa tostissima e si imparano i trucchi: ad ogni déjà vu l'ingegno si acuisce, la situazione avanza, lo script si confonde e il racconto perde parte del divertimento che promette e premette all'inizio quando dà le carte della fanta-partita in un avvio abbastanza stimolante. Naturalmente 3D perché vola e zampetta di tutto sul grande schermo, come comanda la sceneggiatura a sei mani tratta da un libro giapponese con figure. Vero e falso, chi è sano e chi no, ti credo e non ti credo, destino o volontà, l'obbedienza che già non era più una virtù: all'inizio Liman parte con un Pirandello di riserva nella manica, scherzando sulla morte che non fa paura, ridotta a un passaggio da cui ci si risveglia «resettati». L'uso del verbo da computer spiega benissimo che non c'è alcuna intenzione poetica nel discorso, né la maledizione della memoria come inferno o paradiso, né una ricerca bergsoniana, ma solo il piacere tutto esteriore di un meccanismo che renda possibile digitalizzare la coscienza e controllare le proprie azioni, una volta conosciuti i fatti. E appunto questo il limite della storia, ancora una volta di realtà onirica e virtuale e che, pur con momenti di evasione su base grigia, non attracca da nessuna parte, Tom Cruise non cambia una espressione, omologando oltre i limiti le fila di un soggetto che si chiede chi siamo, perché ci ripetiamo e quando esageriamo." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 29 maggio 2014)

"I film di fantascienza e/o fantapolitica proiettate in un futuro orribile e disumanizzato ormai non si contano, tanti sono gli intrecci a sfondo orwelliano e distopico che ci vengono sottoposti. Ma 'Edge of tomorrow - Senza domani' diretto da Doug Liman ('The Bourne Identity') un po' si distacca. Per le modalità e il ritmo non banali e non del tutto prevedibili. Per il filo di ironia e umorismo che lo percorre e che anima addirittura la performance di Tom Cruise nei panni del lavativo imboscato eroe suo malgrado, che un misterioso destino costringe a morire e rinascere centinaia di volte. Per i molti suggerimenti non piattamente citazionistici sparpagliati in giro compreso l'aggiornamento delle vecchie metafore da guerra fredda sulla minaccia ultraterrestre (...), oggi contrastata da un fronte politico-militare compatto che va dall'America alla Cina. Senza farci mancare la spettacolarità da kolossal pieno di mostri, armamenti e botte da orbi." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 29 maggio 2014)"

"A ogni incubo la sua epoca. A ogni trovata narrativa il suo mezzo. I paradossi temporali hanno sempre affascinato il cinema, ma l'estetica del videogame aggiunge alle possibilità di manipolazione del tempo (e della logica) attraverso il montaggio una marcia in più. In 'Edge of Tomorrow' Cruise è un militare inesperto catapultato in prima linea in una guerra disperata La Terra è stata invasa da mostruose piovre simil-'Matrix' guidate telepaticamente dà un'entità inafferrabile. Ci resta secco in pochi terrificanti minuti... ma poi si ritrova al punto di partenza. La vigilia della battaglia, i commilitoni, gli scherzi, il terrore.(...) Come un giocatore di videogame (...), insomma, Cruise muore e risorge ogni volta che sbaglia. E ogni volta diventa più bravo, capisce qualcosa in più dei nemici, varia mosse e strategie. Sentimentali, oltre che militari... Monocorde, ossessivo, brutale. Gli esoscheletri da guerra non sono una novità, i 'cattivi' potevano essere più evoluti, 'Source Code' e 'Déja vu' erano più sofisticati. Ma non ci si annoia un attimo." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 29 maggio 2014)

"Nonostante non gli giovi l'etichetta di divo simbolo di Scientology, Tom Cruise è riuscito a costruirsi una solida fama all'insegna della continuità: infilando un buon numero di successi e alternando pellicole firmate (Stone, Scorsese, Spielberg, Kubrick) a film di intrattenimento di buona qualità. Come 'The Edge of Tomorrow' - fantascientifico ispirato a 'All You Need is Kill' di Hiroshi Sakurazaka (...) - dove il protagonista, imprigionato in una gabbia temporale, si trova costretto a rivivere ogni mattina lo stesso giorno. Un meccanismo intrigante alla base di svariati fantasy, e persino di alcune commedie (vedi 'Il giorno della marmotta'), che qui acquista una valenza particolare. Nel senso che il balzello temporale anziché dar luogo a filosofiche meditazioni serve a innescare un puro gioco d'azione. In un futuro imprecisato micidiali forze aliene, i Mimics, sono in procinto di impadronirsi della Terra. (...) Ben congegnato, il copione scritto con i fratelli Butterworth da Christopher McQuarrie, abituale collaboratore di Cruise (sarà il regista di 'Mission Impossible 5'), ripropone la medesima giornata in un'ottica di work in progress, schivando il pericolo della noia; e giocando sul divertimento di vedere Cage trasformarsi da fifone in eroe, come il pubblico si aspetta, mentre in lui matura un'attrazione verso l'adamantina Rita, cui ogni mattina deve spiegare chi è. Suggestive scenografia e fotografia, ben pensati i Mimics, specie di enormi polpi scattanti che non creano ingombro all'azione condotta con ritmo e mano sicura da Doug Liman, il bravo regista del primo 'The Bourne Identity'." (Alessnadra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 29 maggio 2014)

"(...) si basa su uno spunto ben noto ai cinefili: come in 'Ricomincio da capo', ma in chiave fantascientifica, lo strenuo Tom Cruise deve rivivere lo stesso giorno più e più volte finché non troverà un modo per sconfiggere i predoni alieni Mimics che hanno presso in ostaggio la Terra. (...) Lo script, adattato dal romanzo di Sakularrazaka, introduce un «action-movie» che non spicca il volo verso alcuna novità stilistica o contenutistica, ma può divertire platee non del tutto sbracate: grazie al prevedibile fragore di metalli e super-armi, a battaglie furiose e folli massacri, al design particolarmente brillante e a un Cruise convintissimo nella parte (...), il concetto di spettacolo da comitiva popcorn-munita ne risulta onorato come ai vecchi tempi." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 29 maggio 2014)

"Avete presente 'Ricomincio da capo?' La spassosa commedia dove Bill Murray riviveva all'infinito lo stesso «Giorno delta Marmotta»? Bene, prendete l'idea di base, applicatela a un film di fantascienza alla 'Starship Troopers', scopiazzate un po' dal mondo dei videogames (le vite infinite e il reset), aggiungeteci una star come Tom Cruise, provate a dare al tutto una sorta di plausibilità e il risultato finale sarà 'Egde of Tomorrow - Senza domani', annunciato e piacevole blockbuster dell'estate 2014. (...) Grazie a dialoghi azzeccati (dovuti alla particolarità della trama), all'alchimia tra i due protagonisti, ai tentativi convincenti di dare una spiegazione logica (pur nell'ambito della fantascienza) agli avvenimenti sullo schermo, a qualche colpo di scena riuscito e a un finale non così scontato, questo sembra il perfetto blockbuster con cui in tanti, da ora in poi, si confronteranno." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 29 maggio 2014)

"Piacerà eccome, nonostante le non incoraggianti premesse (un romanzo del giapponese Sukurazaka imperniato sulla stessa trovata di 'Ricomincio da capo'). E invece la cosa funziona, intriga. Gran merito va a Doug Liman ('Bourne') e alla sua incalzante regia." (Giorgio Carbone, 'Libero', 29 maggio 2014)
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