Eddie the Eagle - Il coraggio della follia

Eddie the Eagle

GRAN BRETAGNA, USA, GERMANIA - 2016
3/5
Eddie the Eagle - Il coraggio della follia
La storia del saltatore con gli sci britannico Michael "Eddie" Edwards, che non ha mai smesso di credere in se stesso, anche quando un'intera nazione contava su di lui. Con l'aiuto di Bronson Peary, un allenatore ribelle e carismatico, Eddie conquista il cuore degli appassionati di sport di tutto il mondo con una spettacolare prestazione alle Olimpiadi invernali di Calgary nel 1988.
  • Durata: 106'
  • Colore: C
  • Genere: BIOGRAFICO, DRAMMATICO, STORICO
  • Specifiche tecniche: RED EPIC DRAGON
  • Produzione: MATTHEW VAUGHN, ADAM BOHLING, DAVID REID, RUPERT MACONICK, VALERIE VAN GALDER PER MARV FILMS, SAVILLE PRODUCTIONS, STUDIO BABELSBERG
  • Distribuzione: TWENTIETH CENTURY FOX ITALY
  • Data uscita 2 Giugno 2016

TRAILER

RECENSIONE

di Alessandro De Simone
Nel cinema inglese esiste ormai un genere che molti cercando di copiare nel mondo, ma con poco successo. Si tratta del film “alla Billy Elliot”, ovvero come contro ogni avversità è possibile realizzare un sogno apparentemente impossibile. Ne abbiamo visti molti in questi anni, dal James Corden improbabile cantante lirico in One Chance a Joel Edgerton che salva la fabbrica di scarpe di famiglia in Kinky Boots.

Adesso è giunto il momento di raccontare la parabola di un vero eroe dello sport anglosassone, Michael Edwards, detto Eddie the Eagle, da cui il titolo del film diretto da Dexter Fletcher, noto ai più come attore per Guy Ritchie in Lock & Stock.

Il team è sempre quello, con Matthew Vaughn che produce e con il suo pupillo Taron Egerton, già protagonista di Kingsman, nei panni di questo pazzo inglese che aveva come unico sogno quello di partecipare alle Olimpiadi. Ci riuscirà, gettandosi da un trampolino con gli sci a Calgary '88 ed entrando nella storia dei cinque cerchi soprattutto per la sua simpatia e scelleratezza.

Un personaggio che si meritava un film fatto di buoni sentimenti e tante speranze, sebbene più che un biopic siamo dalle parti della commedia. Impossibile non pensare ai quattro giamaicani bobbisti di Cool Runnings (anche loro Calgary '88, strane Olimpiadi...), dato che la struttura del film e il modo in cui è stata romanzata la vita di Edwards sono molto simili. Un allenatore sui generis, in questo caso Hugh Jackman, attrezzature arrangiate, tanta creatività e un cuore da vendere.
Risultato: un film gradevole con un messaggio sempre valido, ovvero che non esiste traguardo che non si possa tagliare se lo si desidera davvero.

Nonostante il ritmo altalenante e la sceneggiatura pencolante, la storia di Eddie si lascia piacevolmente guardare e alla fine se ne esce con un bel sorriso e un po' più di fiducia nella vita. Purtroppo è un effetto quasi placebo che si dimentica troppo facilmente. Tranne che per il cameo di Christopher Walken, ovviamente. Lui è sempre sul gradino più alto del podio.

CRITICA

"(...) adorabile film diretto dall'attore dell'entourage di Guy Ritchie e Matthew Vaughn (qui produttore), Dexter Fletcher, (...) racconta l'odissea prendendosi parecchie libertà ma anche altrettanti rischi. Specialmente nella prova tutta smorfie e ingenuità alla Forrest Gump da parte dell'emergente Taron Egerton (...). Il ventisettenne inglese è eccezionale nello sposare aspetto da freak e interiorità da dolcissimo perdente fortemente osteggiato dai classisti selezionatori olimpici inglesi. Lo aiuterà un allenatore (...) con il carisma di Hugh Jackman pronto a cimentarsi anche lui con una grande sfida: raggiungere il modello di sempre Clint Eastwood. Ci riesce. Eddie The Eagle" Edwards meritava un film così. Folle e irresistibile come lui." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 2 giugno 2016)

"Piacerà perché è invincibilmente simpatico. Simpatico il protagonista (Taron Egerton), il suo trainer (Hugh Jackman). E decisamente accattivante la regia che riesce a far sembrare impresa epica il goffissimo salto dal trampolino del finale." (Giorgio Carbone, 'Libero', 2 giugno 2016)

"Il film racconta, in maniera un po' romanzata, questa storia vera. Evidente il parallelo con 'Cool Runnings' e la nazionale di bob giamaicana (stessa edizione olimpica). Un film a misura di famiglia." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 2 giugno 2016)
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