Duran Duran

Duran Duran: Unstaged

USA - 2011
4/5
Duran Duran
23 marzo 2011, Mayan Theater di Los Angeles: la formazione originale dei Duran Duran - Simon Le Bon, Nick Rhodes, John e Roger Taylor - si riunisce per esibirsi in un concerto per il lancio del disco 'All You Need is Now'. A immortalare l'evento con riprese e montaggio live c'è un regista d'eccezione: David Lynch.
  • Durata: 111'
  • Colore: B/N-C
  • Genere: DOCUMENTARIO, MUSICALE
  • Produzione: AMERICAN EXPRESS
  • Distribuzione: WOOVIE NIGHTS (2014)
  • Data uscita 21 Luglio 2014

TRAILER

RECENSIONE

di Giulia Iselle

Questo non sarà un concerto normale – annuncia la voce fuori campo di David Lynch prima che il gruppo salga sul palco – ma un esperimento. Psichedelico lo definiremmo noi. Immaginate un artista come Lynch che gira un videoclip della durata di un concerto: il risultato è un lungometraggio che rapisce e trasporta in un’altra dimensione, dove il tempo corre e All you need is now, lo spazio di un istante. Duran Duran – Unstaged nasce in occasione del live della formazione britannica al Mayan Theater di Los Angeles, il 23 marzo 2011, e segna l‘incontro tra l’universo surrealista e onirico lynchiano con il suono new wave anni ’80. Ispiratosi agli spettacoli dei Pink Floyd, il regista cult riesce a tradurre la musica in immagini, che suonano senza bisogno dell’audio, provare per credere. Due strati che si sovrappongono, tre differenti telecamere che filmano quello che succede on stage, immagini offstage girate in tempo reale ed effetti speciali postproduzione.C’è della nostalgia nella scelta del bianco e nero, dei capelli con il ciuffo cotonato e l’eyeliner sugli occhi. Ma c’è anche l’intuizione all’avanguardia di una band iconica che ha sempre saputo sfruttare la tecnologia, qui nelle atmosfere create live dal tastierista Nick Rhodes con l’ausilio di quel computer con la mela. Il riff è quello inconfondibile del basso elettrico di John Taylor, il tempo è scandito dalle bacchette di Roger Taylor e la voce è quella ammaliatrice di Simon Le Bon in look total black con una Union flag di paillettes sulla giacca. Ci sono anche amici e special guest, il produttore Mark Ronson, Kelis, Gerard Way dei My Chemical Romance e Beth Ditto dei Gossip. Diciotto brani e il Mayan diventa un club intimo, pieno di fumo che sembra incenso. Lo spettacolo si carica di un’energia quasi mistica, il pubblico di devoti duraniani canta in playback ogni canzone come una preghiera, mentre i Duran danzano nel fuoco purificatore che brucia sulle immagini del concerto. Sembra di correre con il lupo tanto da sentire la sua fame (Hungry like a wolf) e il viaggio lungo 112 minuti fino a Rio è intenso ed emozionante, imperdibile per chi ha fatto grandi sogni ascoltando i Duran Duran.

CRITICA

"Sulla carta sembra un ossimoro, eppure è reale. Una delle più osannate band del Brit Pop anni '80 'messe in regia' da uno dei registi cinematografici più intellettuali e ambivalenti dell'era contemporanea. Ecco dunque arrivare Simon Le Bon e compagni visti da Lynch (...). Cosa abbia spinto il cineasta americano ad osservare il concerto losangelino della band nel marzo 2011 resta un mistero, ancorché piacevole dal momento che il risultato di 121 minuti funziona e resta inciso nella memoria." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano, 17 luglio 2014)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy