Duplicity

USA - 2009
2/5
Duplicity
L'ex funzionario della CIA Claire Stenwick e l'ex agente dei servizi segreti britannici Ray Koval hanno una relazione sentimentale segreta. Quando vengono a conoscenza della battaglia tra due multinazionali rivali per ottenere il brevetto di una formula segreta, i due decidono di entrare nella lotta, ma sui due fronti opposti. Le capacità operative di ognuno, infatti, permetteranno loro di vincere in entrambi i casi e dividersi così la posta in palio. Tuttavia, l'impegnativo gioco tra spie li renderà consapevoli che la parte più difficile del lavoro sarà proprio fidarsi della persona amata...
  • Durata: 129'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Specifiche tecniche: PANAVISION, 35 MM (1:2.35)
  • Produzione: LAURA BICKFORD PRODUCTIONS, UNIVERSAL PICTURES
  • Distribuzione: UNIVERSAL - DVD: UNIVERSAL ENTERTAINMENT HOMEVIDEO
  • Data uscita 10 Aprile 2009

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RECENSIONE

di Gianluca Arnone

Che le multinazionali non fossero modelli d'onestà si sapeva. Che fossero anche sofisticate agenzie di spionaggio lo scopriamo grazie a Tony Gilroy che - dopo i raggiri dell'industria farmaceutica scoperchiati in Michael Clayton (7 nomination agli Oscar) - indaga le magagne delle companies dei saponi. In particolare quelle della Omnikron, leader dei cosmetici, amministrata dal rapace Dick Garsik (bravo Paul Giamatti) e dotata di una vera e propria intelligence interna. Per accaparrarsi la formula segreta di un prodotto destinato a spostare gli equilibri di mercato, la multinazionale non si fa scrupolo di infiltrare tra le fila della storica rivale - la Burkett & Randle capitanata dal mefistofelico Tom Wilkinson - Claire Stenwick (Julia Roberts), un'ex spia CIA. Pessimo affare. Scaltra, sicura, e ansiosa di mettere le mani su un bel po' di verdoni, Claire lavora solo per se stessa. E con l'aiuto di Ray Koval (Clive Owen), una vecchia conoscenza dell'MI6 britannico, farà di tutto per rubare la formula e rivenderla al migliore offerente...
L'idea di raccontare la competizione industriale come una guerra tra intelligence era interessante. Peccato che il film finisca dove inizia la love story tra la Roberts e Owen, ovvero troppo presto. Gilroy, anche autore dello script, mette da parte le atmosfere plumbee del legal thriller d'esordio per un improbabile miscela tra cinema di denuncia e commedia rosa. Il tono scanzonato non sembra però appropriato per mettere il naso negli affari sporchi delle multinazionali, e l'impassibile incedere della macchina da presa tra i corridoi del retrobottega aziendale - dove covano deliri di onnipotenza e piani machiavellici - si pianta di fronte al trito e ritrito bailamme sentimentale. Come se il Clooney di Micheal Clayton sbattesse il muso contro la Zeta Jones di Prima ti sposo e poi ti rovino. In una faticosa sequela di flashback che invece di riannodare i fili di una storia improbabile finiscono per sfibrare l'unico legame possibile: quello col pubblico.

NOTE

- JULIA ROBERTS E' STATA CANDIDATA AL GOLDEN GLOBE 2010 COME MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA DI FILM MUSICALE O COMMEDIA.

CRITICA

"Gilroy scrive una scenggiatura nomade che la sa più lunga dello spettatore e tuttavia regala emozioni blande. Contrariamente alle aspettative, poi, la bella coppia protagonista si attiene ai minimi sindacali, poco convinta e - soprattutto - molto meno sexy di quanto ci si potesse aspettare. Meglio, a conti fatti, i sinistri cattivi delle grandi corporation, il survoltato Paul Giamatti e l'elegante Tom Wilkinson." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 10 aprile 2009)

"Così in 'Duplicity', film di spionaggio, commedia romantica, metafora dell'occidente, tutto è doppio e forse di più. C'è la sfida fra Julia Roberts e Clive Owen, spie e amanti, complici e rivali, costretti ad amarsi e tradirsi in un vorticare di città e espedienti, ma c'è anche quella a distanza fra i boss rivali, gli strepitosi Tom Wilkinson e Paul Giamatti (da non perdere assolutamente il loro match iniziale al rallentatore, se esistesse l'Oscar per i migliori titoli di testa 'Duplicity' lo vincerebbe ad occhi chiusi anche perché ci vorrà tutto il film per capire perché due signori in giacca e cravatta si azzuffano come teppisti di fronte al loro staff e e ai loro jet personali). ma ci sono anche dialoghi ceh si ripetono mistesriosamente parola per parola a distanza di anni e chilometri, scene viste due volte da due punti di vista diversi cambiando radicalmente senso. Più un arsenale di trovate di sceneggiatura e finezze di regia (...) che rendono 'Duplicity' irresistibile e tutt'altro che fatuo." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 10 aprile 2009)

"Alti rischi, sgraditi amplessi per causa di servizio, fotocopiatrici/trasmittenti, gran beffa finale tutt'altro che inaspettata. Due ottimi interpreti insolitamente affilati (invecchiati?) tentano di resuscitare un glorioso genere brillante/intelligente. E gli scorpioni come sc...opulano? Qui col tanga.." (Alessio Guzzano, 'City', 17 aprile 2009)
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