DUE VOLTE NELLA VITA

ITALIA - 1998
DUE VOLTE NELLA VITA
In una notte di tempesta, nei sotterranei di un'orrida morgue, quattro persone si risvegliano in pessime condizioni, tutte poco propense ad abbandonare i loro corpi. Modesto, mago di poca fortuna, ha il cranio scoperchiato e pensa di trovarsi in ospedale; Marlon, ladro di borgata, ha quattro fori sul petto ed è convinto di essere in galera; Adolfo, noioso intellettuale, ha un colorito da crisi epatica; Nina, ragazza di vita, parla una lingua incomprensibile ed ha qualche lampo di memoria: ha un orecchio strappato da un morso del suo persecutore. La coabitazione tra i quattro è oltremodo difficile, e soprattutto aleggia un dubbio: sono vivi o sono morti? Adolfo insiste a dire che il motivo che li fa stare insieme è proprio il fatto di essere defunti, ma gli altri non vogliono crederci. Ad un certo punto arriva Pipistrello, una donna aiuto portantina dell'obitorio che arrotonda lo stipendio togliendo denti d'oro ai cadaveri. Colta in flagranza, Pipistrello cerca di difendersi ma alla fine capisce di essere morta anche lei, punita dall'organizzazione che ricicla le salme non reclamate per farne polpette e hotdogs. A questo punto Marlon dice che bisogna tentare la fuga. Dopo qualche contrasto, il gruppo accetta, insieme cercano di evadere. Arrivati in un corridoio, Marlon vede un giornale, lo sfoglia: ci sono riportate le circostanze delle loro morti. Tutti tornano allora indietro. Quando giungono gli inservienti per portare via i cadaveri, loro lievitano in cielo. L'aiutante del mago dice che ha ripetuto l'esperimento esattamente come gli era stato insegnato.
  • Durata: 87'
  • Colore: C
  • Genere: GROTTESCO
  • Tratto da: TRATTO DALLA COMMEDIA TEATRALE "UNA VOLTA NELLA VITA" DI NANNI SALAZAR
  • Produzione: MAURIZIO TINI PER SIDECAR FILMS & TV - INTELFILM PRODUZIONE FILM E VIDEO
  • Distribuzione: PABLO FILM (1999)

CRITICA

""(...) Soprattutto, grazie anche alla direzione degli attori che ben rispondono alle sue sollecitazioni, resta valida e ricca d'interesse - nonché motivo di aspettative future - la brillante conduzione che Emanuela Giordano, oltretutto sperimentatrice di tecniche miste e assai attenta al gusto dell'immagine, sa dare a questa imprevedibile e singolare forma drammaturgica. Un film sicuramente diverso dal consueto". (Paolo D'Agostini, 'Annuario del cinema italiano 1999/2000')
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