DUE CONTRO TUTTO - BROTHERS IN ARMS

L'UNION SACREE

FRANCIA - 1989
DUE CONTRO TUTTO - BROTHERS IN ARMS
Il giovane poliziotto ebreo Simon Atlan, durante un'importante operazione antidroga, scopre di aver arrestato per errore un suo collega arabo, Karim Hamida, col quale dovrà ora collaborare a Parigi, per ordini superiori. Superata l'iniziale ostilità, dovuta a pregiudizi razziali, i due diventano amici e si mettono alla caccia di un potente e misterioso boss della droga che sta mietendo vittime a Parigi, e trovano che costui si procura anche grossi quantitativi d'armi. Dopo varie indagini, Karim, che è in realtà un ufficiale del servizio segreto, scopre che si tratta del capo di un'organizzazione di terroristi mussulmani, Alì Radjani, un fanatico religioso che vuole sconvolgere la Francia, ottenendo grande potere per sè e per l'Islam, e perciò si serve della droga e di sanguinosi attentati terroristici. Ufficialmente costui è addetto all'ambasciata di un paese del Medio Oriente, e dirige un Centro di studi islamici. Karim intanto ha conosciuto la bella ex moglie di Simon, la francese Lisa, il loro figlioletto Jeremy, che vive con la madre, e i genitori di Atlan che gestiscono un piccolo ristorante. Sentendo subito una forte attrazione fra loro, Karim e Lisa stanno per iniziare un serio legame amoroso, ma l'uomo vi rinuncia per lealtà verso l'amico, che ama ancora l'ex moglie. Poi Karim riesce ad introdursi fra i fanatici raccolti da Radjani, ma la sua vera identità viene scoperta, e perciò egli viene imprigionato dai terroristi insieme a Simon. I due riescono però a fuggire, e l'irato Radjani fa compiere allora un grave attentato davanti al ristorante degli Atlan, nel quale muore anche Lisa. Da quel momento Simon pensa solo a vendicarsi di Radjani, uccidendolo. Egli fugge, durante il funerale di Lisa, e, introdottosi nell'ambasciata, di notte potrebbe uccidere il suo nemico, se non lo fermasse Hamid, il quale, essendo un ufficiale francese, è obbligato, secondo la legge, a proteggere il diplomatico, che è stato espulso dalla Francia, e deve partire. Radjani lascia quindi indisturbato l'ambasciata, e sale su di una macchina, che deve portarlo alla frontiera, ma, poco dopo la partenza, l'auto salta in aria, mentre Karim sorride con sarcasmo.
  • Durata: 122'
  • Colore: C
  • Genere: POLIZIESCO
  • Specifiche tecniche: SCOPE A COLORI
  • Produzione: ALEXANDRE FILMS, FRANCE3 CINEMA, SGGC
  • Distribuzione: TITANUS DISTRIBUZIONE (1990) - VIDEOGRAM, NUMBER ONE VIDEO

NOTE

- DIALOGHI: DANIEL SAINT-HAMON, ALEXANDRE ARCADY

CRITICA

"Parigi come New York. Criminali arabi anziché portoricani (o ispanici). Coppia di sbirri in salsa piccante, Karim l'arabo e Simon l'ebreo sono, loro malgrado, uniti nella lotta (al terrorismo, alla droga, al fanatismo mussulmano). (...) Irruento, sanguigno, sospettoso, molto legato alla mamma e con spiccata inclinazione a far giustizia da sé, Simon tollera ma non approva i toni meditativi del suo compagno d'armi che inforca occhialini da intellettuale e legge Rolling Stones (edizione francese). Dopo breve rodaggio sapranno, con pari destrezza dei loro colleghi d'oltreoceano, dar fuoco alle emozioni e alle pistole." (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 17 Settembre 1990)

"Il regista Alexander Arcady si ispira ai modelli del poliziesco hollywoodiano e confeziona 'Due contro tutto' senza molte preoccupazioni innovative. Con buon mestiere, però, e rendendo il racconto incalzante, con la giusta dose di azione e suspense. A Parigi, l'arabo Karin e l'ebreo Simo, sono intensamente impegnati nella lotta contro i mali metropolitani tipici del nostro tempo: il fanatismo religioso, il terrorismo, la diffusione della droga. Insomma, la classica tipologia della coppia contro il crimine, di matrice americana, è adattata al modello europeo. Divisi dalla fede religiosa, Karim e Simon sono in realtà uniti nella dura battaglia contro i malviventi. Nel loro mirino, in particolare, un fanatico musulmano che apparentemente esercita il mestiere di addetto culturale presso l'ambasciata; ed è, invece, un terrorista irriducibile, che è giunto al vertice dell'organizzazione delittuosa per lo spaccio di eroina." (Antonella Ely, 'Il Giornale di Sicilia', 16 Dicembre 1990)
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