Drift - Cavalca l'onda

Drift

AUSTRALIA - 2013
3/5
Drift - Cavalca l'onda
Australia, anni Settanta. Andy e Jimmy sono due fratelli con una sola, grande passione: cavalcare enormi onde con la loro tavola da surf e trasformare questo sport da svago per pochi a una vera passione di massa. Insieme alla madre sarta Kat, Andy e Jimmy lanceranno così la moda delle mute su misura e di nuove tavole da surf più corte. Tuttavia, loro idee si scontreranno non solo con una popolazione conservatrice, ma anche con spacciatori di droga e gente corrotta, che cercherà di impedire loro di realizzare il sogno...
  • Durata: 113'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, DRAMMATICO, SPORTIVO
  • Specifiche tecniche: ARRI ALEXA/RED EPIC, SXS PRO, (2K)/PRORES 4:4:4 (1080/24P)/REDCODE RAW (5K), D-CINEMA
  • Produzione: TIM DUFFY, MICHELE BENNETT, MYLES POLLARD PER SCREEN AUSTRALIA, WORLD WIDE MIND FILMS, IN ASSOCIAZIONE CON SCREENWEST, LOTTERYWEST, SOUTHWEST DEVELOPMENT COMMISSION SCREEN NSW, FULCRUM MEDIA FINANCE
  • Distribuzione: KOCH MEDIA
  • Data uscita 8 Agosto 2013

TRAILER

RECENSIONE

di Francesco Ceraudo
Anni '60, costa occidentale dell'Australia. Quella parte di litorale martoriata perennemente dalle mareggiate e dai cavalloni più alti del mondo. Un paesaggio incontaminato che alterna con precisione: dune, sentieri e pareti a strapiombo sul mare. Il posto ideale per pescecani alla ricerca di secche coralline e per giovani surfisti in attesa della big wave. Le vite di due fratelli, Andy (Myles Pollard) e Jimmy (Xavier Samuel), si intrecciano con quelle del fotografo JB (Sam Worthington), leggenda del surf, e Lani (Lesley – Ann Brandt) hawaiana alternativa e hippy. I quattro sono accomunati dalla stessa passione, ovvero, tutti pazzi per il take off e l'oceano selvaggio. Andy e Jimmy vivono in una remota località australiana, mentre JB e Lani sono soltanto di passaggio con il loro camper variopinto. Andy, stanco dei giorni passati in cantiere, decide di trasformare la propria passione in un vero business. L'idea sembra funzionare, tanto da coinvolgere nell'avventura anche i nuovi arrivati. In pochissimo tempo le tavole e le mute su misura, iniziano ad essere apprezzate dai surfisti della zona, fruttando fior di quattrini. Qualcosa però, va storto. Il vento inizia a soffiare dalla parte sbagliata, ed ecco che le prime difficoltà iniziano a farsi sentire. Il tutto, mentre una gang violenta del posto scatena una terribile faida contro i fratelli. I Kelly Brothers per continuare nella loro impresa hanno bisogno di un prestito, ma gli viene negato dalla banca che consiglia a Andy di ritornare in al suo vecchio lavoro lasciando le sue ambizioni per non finire alla deriva. Proprio il termine utilizzato dal manager dell'istituto bancario (Drift, “alla deriva”) darà il nome e la forza ai giovani per continuare nella realizzazione del proprio marchio.
Il film è ispirato alla vera storia dei leggendari magnati australiani dell'abbigliamento da surf e alla nascita dei brand mondiali di questo sport nell'Australia rurale degli anni '60 e '70: ambientato in piena rivoluzione culturale giovanile, co-diretto da Morgan O'Neill (esponente di spicco della comunità cinematografica australiana) e Ben Nott al suo debutto nei lungometraggi, Drift non è soltanto un film sulle onde da accarezzare, ma rappresenta le speranze dei giovani dell'epoca che con spirito creativo sono riusciti a sfidare la mentalità ristretta delle comunità locali. La storia è molto credibile, il film è ben costruito, ma quello che rende la pellicola sorprendente sono le splendide ambientazioni della costa sud-ovest australiana, rinomata destinazione per tutti i surfisti del mondo, da Cape Naturaliste a Cape Leeuwin fino all'indonesiana isola di Bali. Vivamente consigliato a tutti i nostalgici di Ocean Tribe, Point Break e Blue Crush.

NOTE

- BEN NOTT FIGURA ANCHE COME PRODUTTORE ESECUTIVO.

CRITICA

"Per risultare più interessante il film introduce altri elementi, dalla rivalità amorosa tra fratelli, ai problemi con la polizia, sospettosa che il negozio di Kelly, denominato 'Drift', sia la copertura per una grossa operazione di droga: tutti questi elementi però non riescono a omogeneizzarsi nella narrazione. La cosa migliore sono le sequenze di surf - non indegne dei classici del cavallone come 'Un mercoledì da leoni' e 'Point Break' - e la presenza di Sam Worthington: di origine australiana, l'attore trova nella parte del fotografo hippie uno spessore che colossal come 'Avatar' non gli avevano mai richiesto." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 11 agosto 2013)

"Piacerà perché chi vuole vedere le onde del Pacifico come mai le ha fotografate il cinema (scordatevi i flutti di film, anche leggendari come 'Point Break' e 'Un mercoledì da leoni')." (Giorgio Carbone, 'Libero', 8 agosto 2013)

"Attraverso una storia ambientata tra fine anni '60 e inizio anni '70, i tre protagonisti Mylles Pollard (anche produttore), Xavier Samuel e Sam Worthington (che torna ai paesaggi di casa dopo blockbuster come 'Avatar' e 'Scontro tra Titani') combinano vari aspetti della cultura surf, dalla voglia di libertà alla nascita di marchi legati a questo sport diventati successi mondiali come Quicksilver, Billabong o Rip Curl, la cui storia ha in particolare ispirato gli autori. Il tutto in un racconto punteggiato da scene spettacolari girate sulla costa australiana sudoccidentale, in location come Surfer's Point di Margaret River, famoso per le onde gigantesche come la Cow Bombie." ('Il Mattino', 7 agosto 2013)

"Il film giusto per il mese di agosto, soprattutto per coloro che, causa crisi, si devono accontentare di trascorrere le vacanze su spiagge «low cost», sognando le onde australiane o della California. Guardando 'Drift - Calvalca l'onda' (...) non si rimane solo piacevolmente catturati da paesaggi che non si trovano propriamente dietro l'angolo, ma si finisce anche per ripensare, con un pizzico di nostalgia, ai favolosi e turbolenti anni Settanta, quando i sogni andavano di pari passo con le rivoluzioni sociali, intrecciandosi con quella culturale esplosa nel decennio precedente. La pellicola, diretta da Morgan O'Neil, è ambientata proprio in quel periodo e si ispira alla storia vera non tanto di persone quanto di una passione, il surf, e del suo passaggio da semplice hobby, che incarnava lo spirito libero di coloro che con coraggio e bravura cavalcavano l'onda, a business proficuo. (...) Le scene sul mare sono la parte visivamente più accattivante di un plot comunque interessante che racconta una parte di storia poco conosciuto al grande pubblico. Peccato che i dialoghi, banalotti, rovinino lo spirito del film. Anche la parte relativa all'approfondimento dei personaggi viene abbastanza trascurata, preferendo puntare su altri elementi che alla lunga (...) finiscono (scusate il gioco di parole) per annacquare l'interesse. Poco male. È estate e non si poteva pretendere un nuovo 'Point Break'. Se non altro, al fresco dell'aria condizionata, vi godrete una colonna sonora, che vi riporterà, con la memoria, a atmosfere irripetibili." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 6 agosto 2013)
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