Dredd - La legge sono io

Judge Dredd

USA - 1995
Dredd - La legge sono io
Nel terzo millennio le megalopoli sono ormai terra di conquista per una criminalità perversa e polimorfa. Contro di essa si battono i "giudici", che sono allo stesso tempo magistrati, poliziotti e giustizieri. Per la sua inflessibile severità, Joseph Dredd è il terrore dei malviventi del Livello zero di Megalopoli 1, quel che resta di Manhattan. Un pericoloso criminale, Rico, ex giudice e collega di Dredd, evade e uccide, con la divisa di Dredd che lo aveva a suo tempo condannato, un cronista che da tempo è ostile a Joseph che viene processato, e nonostante la difesa della collega Hershey e l'interessamento del vecchio giudice Fargo, che addirittura si autoesilia per salvargli la vita, il giudice Griffin lo condanna all'ergastolo. Ma l'aereo che trasporta i condannati, dove Joseph ritrova Fergie, un ladruncolo da lui condannato precedentemente, viene sabotato dagli "Angeli", assassini antropofagi, da cui scampano con l'aiuto di Fargo, che però muore, rivelandogli che sia lui che Rico sono cloni di laboratorio nati con l'interrotto progetto Giano, che prevedeva giudici sintetici creati rielaborando il DNA di Fargo. Rico riattiva il progetto, così come ha fatto con un terribile robot che gli fa da guardia del corpo, col quale uccide numerosi giudici per creare il panico su ordine di Griffin, che infuriatosi perchè Rico ha usato il suo DNA nel progetto, viene eliminato dal robot. Dredd raggiunge Rico, che gli propone di fare parte del nuovo consiglio. Al rifiuto sdegnato del "fratello", cerca di eliminarlo col temibile robot che però Fergie riesce a sabotare. Infine Rico precipita dalla statua della Libertà, dove era celato il progetto Giano, e Dredd viene riabilitato. Ma rifiuta la presidenza dei giudici e riprende il suo posto di giudice di strada.
  • Durata: 96'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, DRAMMATICO, FANTASCIENZA, POLIZIESCO, THRILLER, AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: 35 MM, PANAVISION, SCOPE, TECHNICOLOR
  • Tratto da: basato sui personaggi del fumetto "Judge Dredd" creato da John Wagner e Carlos Ezquerra
  • Produzione: CINERGI PICTURES ENTERTAINMENT INC., HOLLYWOOD PICTURES
  • Distribuzione: BUENA VISTA INTERNATIONAL ITALIA - CECCHI GORI HOME VIDEO

NOTE

- REVISIONE MINISTERO OTTOBRE 1995.

CRITICA

"'Metropolis' (firmato da Fritz Lang nel 1926) colpisce ancora, 'Blade Runner' non è passato invano e 'Terminator' ha fatto scuola: partito dai fumetti, il giovane regista inglese Danny Cannon approda alle fantasmagorie del videogame dilapidando un budget da 75 milioni di dollari. Non li riprenderanno mai perché negli USA 'Dredd' incassa poco essendo incappato nello sbarramento di una classificazione "R", per soli adulti. Più esatto sarebbe dire: per soli rimbambiti." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 24/9/95)

"Che Stallone sia un'icona americana è fuori discussione, ma certe fesserie le lasci agli eroi che interpreta sullo schermo. Sennò Rambo, al confronto, sembrerà un principe del Foro." (Michele Anselmi, 'L'Unità', 23/9/95)

"In sé la storia non funziona, manca di logica oltre che di verosimiglianza, ed è così scoperta nelle sue poche motivazioni e nelle sue tesi che fin dalle prime scene si sa già quello che accadrà e come si risolverà. Però lo spettacolo c'è, le scenografie avveniristiche fanno colpo, le citazioni di tutti i film apocalittici e fantascientifici precedenti, da 'Guerre Stellari' in poi, ripropongono schemi ulteriori di facile successo e in definitiva Stallone ha sempre quel carisma di invito che lo rende credibile anche quando niente attorno a lui sa convincere." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 1/10/95)

"E' un peccato, proprio un peccato, che entro scenari perfezionati al computer da scenografi di sbrigliata fantasia, si collochi una storia a un grado zero di elaborazione mentale. Se si definisce 'Dredd - La legge sono io' 'fumettistico' si offendono i fumettari che, di solito, sono persone serie. Per quale verso prendere il film diretto dal regista Cannon, allora? Una cosa seria - nonostante vi si parli di degrado urbano, del potere degli intoccabili, di ingegneria genetica - non è. Forse, una parodia del genere avventuristico che, fra gli altri guai che va combinando, rischia adesso di distruggere i suoi divi. Kevin Costner non è uscito bene (incassi a parte) da 'Waterworld'. E Stallone non fa migliorare figura con 'Dredd'. (Francesco Bolzoni, 'Avvenire', 4/10/95)
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