Dracula Untold

USA - 2014
2/5
Dracula Untold
Transilvania, 1462. Sotto il governo giusto e magnanimo del principe Vlad III di Valacchia e della sua amata e coraggiosa moglie Mirena, il Paese gode finalmente di un lungo periodo di pace. I regnanti garantiscono, infatti, la protezione dal potente e dilagante impero ottomano deciso a dominare il mondo. Tuttavia, un giorno, il sultano Mehmed II richiede mille giovani della Valacchia, che saranno strappati alle loro famiglie e arruolati a forza nel suo esercito. Tra i giovani destinati ad aumentare le fila del sultano c'è anche Ingeras, il figlio di Vlad, che si troverà così di fronte a una drammatica scelta: accettare di consegnare il proprio figlio al sultano - come suo padre prima di lui - o chiedere l'aiuto di un demone che gli dia la forza di sconfiggere i turchi, condannando la propria anima a una vita di servitù. Deciso a proteggere la sua famiglia, Vlad si metterà in viaggio per la cima del Dente Rotto, dove incontrerà a il demone che lo renderà potentissimo in cambio di un terribile patto: una sete insaziabile di sangue umano che svanirà solo se il principe riuscirà a resistere alla pulsione per tre giorni. Riuscirà Vlad a salvare il proprio popolo o sarà costretto a dimorare nell'oscurità per il resto della vita, nutrendosi unicamente di sangue umano, distruggendo quello che ha di più caro?
  • Altri titoli:
    Dracula - Le origini 3D
    Dracula Year Zero
  • Durata: 92'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, FANTASY
  • Specifiche tecniche: PANAVISION PANAFLEX PLATINUM, 35 MM/D-CINEMA (1:2.35)
  • Produzione: MICHAEL DE LUCA PRODUCTIONS, LEGENDARY PICTURES
  • Distribuzione: UNIVERSAL PICTURES INTERNATIONAL ITALY
  • Data uscita 30 Ottobre 2014

TRAILER

RECENSIONE

di Alessandra De Tommasi
Non esistono lupi cattivi, ma lupi tristi. Sulla falsariga di questa favola, il cinema continua a cercare di dare una parvenza umana ai mostri o una giustificazione alle loro azioni. Dracula Untold, diretto da Gary Shore, vuole dimostrare come perfino il più crudele succhiasangue della storia, Vlad l'Impalatore, tenti di sottrarsi ad un destino violento e crudele. Immortale, per giunta.Il principe di Valacchia, interpretando da Luke Evans, avrebbe avuto davanti a sé un'unica scelta, la dannazione derivata dal martirio. Vlad III tenta di salvare il suo popolo dalle ingerenze del sultano Mehmed Secondo (Dominic Cooper), ma soprattutto il figlio. Destinato a vivere, in qualità di prigioniero/assicurazione regale presso la corte nemica, il ragazzo avrebbe vissuto quello che il padre ha patito nell'adolescenza, questa volta reclutato assieme ad altri 99 coetanei tra le fila dell'esercito nemico. L'istinto genitoriale di Vlad non si piega alla ragion di stato e l'unica speranza di vittoria risiede nell'immortale viaggio da creatura della notte.I toni horror si mescolano al racconto di guerra che domina la maggior parte della pellicola: le tinte dark sono incorniciate da una fotografia ricercata ed esaltate da alcune scelte visive di sicuro impatto (come il mantello del principe che diventa un nugolo di pipistrelli), tuttavia non sono sufficienti a reggere l'ambizione di offrire al mito una nuova declinazione. Attingere al passato del vampiro per indagarne la psicologia funziona fino ad un certo punto perché la sceneggiatura vorrebbe rappresentare una variante dai canini aguzzi di Batman Begins senza riuscirci.La prevedibilità di alcune situazioni, la mancanza di profondità di certe scelte narrative e la bidimensionalità di alcuni personaggi impediscono alla pellicola di elevare la leggenda ad un livello superiore o pari alle versioni precedenti. Il mondo non ha più bisogni di eroi, dice il protagonista, ma forse in sala c'è ancora spazio per questo guilty pleasure.

NOTE

- INIZIALMENTE ERANO STATI INDICATI ALEX PROYAS ALLA REGIA E SAM WORTHINGTON NEI PANNI DEL PROTAGONISTA.

CRITICA

"Invece che 'Dracula Untold' poteva intitolarsi 'Dracula Begins' perché del celebre personaggio narra la storia che precede la sua carriera di succhia-sangue, ovvero di come e perché diventò un vampiro. (...) Nulla a che vedere con l'ispirato, ineguagliato, conturbante 'Dracula' di Coppola interpretato dal grande Gary Oldman; ma nella funzionale regia di Gary Shore la favola nera si snoda agile fra azione e dramma e il bravo attore inglese Luke Evans conferisce al suo Vlad la giusta dose di tenebroso romanticismo." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 30 ottobre 2014)

"Dracula è buono. La santificazione del cattivo di moda colpisce anche lui. Nell'esordio del pubblicitario Shore lo troviamo leader politico transilvano impegnato nel Medioevo a frenare la tracotanza dei Turchi. L'incontro con una creatura succhiasangue in una grotta (duello etico non male) lo porrà di fronte a un bivio: diventare mostro così da annientare migliaia di Turchi anche da solo (Dracula, quindi, come supereroe) o consegnare la sue gente, e i suoi figli, all'oppressore Ottomano? Abbiamo visto tanti horror bizzarri con Dracula (...). Questo non è tra i peggiori. Prende spunto dal romanticismo della versione 1992 di Francis Ford Coppola per proporci un Dracula marito, padre e vittima della Storia. Bravissimo Luke Evans come mostro suo malgrado." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 30 ottobre 2014)

"Piacerà a patto che lo prendiate per il verso giusto. Come un graphic novel (romanzo a fumetti) di quelli che ogni tanto dedicano ai supereroi. Vlad è se non un fratello, un cugino prossimo dei vari Spider-man, l'incredibile Hulk o Daredevil. Tutti 'diversi' che vivono i loro poteri più come una condanna che da regalo del Signore. La differenza è che i colleghi colla loro diversità han tutti imparato a conviverci (non consentirà loro una normale vita affettiva, ma pazienza). Per il povero Vlad invece è condanna perpetua, scelta per nobili motivi (la salvezza dei familiari) ma destinata a quotidiane pratiche scellerate (uccisione e salasso di ogni malcapitato). A rigore Vlad potrebbe assumere la statura di tragica figura scespiriana (il regista Shore ci prova, le sue immagini in piedi su montagne di cadaveri rimangono al 'Riccardo' secondo Laurence Olivier). Ma a Shore non si chiedeva uno Shakespeare. Solo uno spettacolone fosco e rutilante, che appagasse soprattutto gli occhi. E 'Dracula Untold' gli occhi li appaga eccome. La cabrata dei pipistrelli sul campo di battaglia entrerà sicuramente nell'immaginario di molti. Forse tra qualche anno non ricorderanno il film, ma la cabrata di sicuro sì." (Giorgio Carbone, 'Libero', 30 ottobre 2014)

"Insomma, come i supereroi, da un potere grande derivano grandi responsabilità. Film visivamente e teatralmente interessante, ma pieno di buchi nella sceneggiatura e parecchio noioso." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 30 ottobre 2014)
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